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Aveva appena 19 anni e, nonostante una malattia che gli aveva cambiato improvvisamente la vita, non aveva mai smesso di studiare, progettare il futuro e inseguire le sue passioni. Ischia piange Francesco Di Leva, il giovane studente che aveva commosso tutti conquistando il diploma con il massimo dei voti dopo mesi trascorsi tra ospedali, terapie e lezioni a distanza.
La sua storia era cambiata nel dicembre del 2023. Il corpo aveva cominciato improvvisamente a non rispondere e nel gennaio successivo era arrivata la diagnosi: una grave infiammazione del midollo spinale, con una lesione che aveva compromesso la sensibilità dal diaframma in giù. In appena dieci giorni Francesco era passato dal camminare normalmente alla sedia a rotelle. Aveva soltanto 16 anni.
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Da quel momento erano cominciati i viaggi, prima al Gaslini di Genova e poi a Martina Franca. Accanto a lui sempre papà Nello e mamma Concetta. Francesco, però, non voleva lasciare indietro neppure la scuola. Durante un ricovero aveva contattato una sua ex insegnante e aveva ricominciato a studiare in videochiamata, incastrando libri e lezioni tra esami e terapie. Aveva perso circa tre mesi di frequenza durante il quarto anno, ma era riuscito a recuperare tutto fino a presentarsi alla maturità dell’istituto «Vincenzo Telese». E lo aveva fatto alla sua maniera, rifiutando qualsiasi scorciatoia: «Ho sempre voluto essere trattato come gli altri. I voti alti li volevo perché li meritavo, non per compassione». Il risultato era stato il massimo dei voti.
Una piccola, enorme vittoria che aveva richiamato anche l’attenzione del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che gli aveva dedicato una lettera sottolineandone determinazione e amore per lo studio. Francesco studiava grafica e proprio dalla grafica aveva preso in prestito un'immagine per raccontarsi: si definiva «vettoriale», perché «puoi ingrandire quanto vuoi, senza perdere definizione».
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Ma nei suoi sogni c’erano soprattutto recitazione e doppiaggio. Amava la musica e aveva avuto la possibilità di incontrare Alfa, uno dei suoi artisti preferiti. Gli mancavano Ischia, gli amici, la quotidianità di prima. Eppure continuava a guardare avanti. Diceva che un ostacolo non era un muro: poteva essere superato, purché ci fosse la determinazione per farlo. Poi la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere. Ad annunciare la morte è stato il padre Nello: «Vola alto, anzi ora corri nel giardino celeste. Il tuo papà. Ciao Francesco».