Mps, Siena blinda la sua banca: “Tutelarne integrità e autonomia”
Consiglio comunale dedicato alla salvaguardia del Monte dopo l’offerta presentata da Intesa Sanpaolo. “Enti compatti, il Mef si faccia sentire”. Papa (Bper): “Il cambio del nome non sarebbe un problema”

Il Consiglio comunale di Siena su Mps

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Siena, 3 ottobre 2026 – Siena fa sentire la sua voce nel risiko bancario, facendo le barricate per la salvaguardia del Monte dei Paschi. Il Consiglio comunale aperto, convocato ieri in seduta straordinaria monotematica sulle iniziative istituzionali a tutela della banca e del suo legame e radicamento con Siena e il territorio, ha approvato una mozione firmata da tutti i capigruppo. Il documento “impegna il sindaco a continuare nell’azione unitaria del Comune di Siena, con la Provincia, la Regione Toscana e l’intero territorio, insieme a tutti i suoi rappresentanti istituzionali, presso il governo nazionale perché quest’ultimo usi tutti gli strumenti a disposizione per tutelare l’integrità di Mps con impegni chiari e formali”. L’atto arriva a seguito dell’incontro avvenuto il 25 agosto tra il sindaco di Siena Nicoletta Fabio, la presidente della Provincia Agnese Carletti e il presidente della Regione Eugenio Giani e il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.
In aula a Siena erano presenti i parlamentari, i consiglieri regionali le categorie economiche, le organizzazioni sindacali, gli enti economici del territorio, gli ordini professionali, le rappresentanze delle Contrade e del terzo settore: ciascuno ha portato il suo contributo nella convinzione che “l’integrità di Banca Mps è interesse non solo di Siena e della Toscana, ma prima di tutto dell’intero nostro Paese”. Tutti uniti al di là degli schieramenti e delle appartenenze politiche? Non proprio. La presidente della Provincia Carletti (Pd) ha lanciato la proposta di chiedere un’audizione delle istituzioni senesi davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo in Senato. Gelo del sindaco Nicoletta Fabio (centrodestra): “La proposta dell’audizione è stata una sorpresa. Ci eravamo detti di condividere tutto, invece... In ogni caso farò i dovuti approfondimenti”. Frizioni anche tra il parlamentare senese Francesco Michelotti (FdI) e il presidente della Regione Giani.

Eugenio Giani, 67 anni, presidente della Toscana
Michelotti ha attaccato: “Da Siena deve arrivare un messaggio netto: il Monte dei Paschi non può essere smembrato, svuotato delle sue funzioni e ridotto ad una semplice insegna. Giorgia Meloni, che ringrazio per le parole inequivocabili a tutela dell’integrità di Mps, lo ha definito un ‘pezzo pregiato’ e ha indicato una banca forte e competitiva, evitando qualsiasi ipotesi di smembramento. La neutralità del governo rispetto alle operazioni finanziarie non significa neutralità rispetto agli interessi strategici della nazione e di Siena”. E qui l’affondo: “La sinistra, a Roma, accusa il governo di interferire nel risiko bancario e a Siena ne chiede invece un intervento massiccio, dando vita a una contraddizione grottesca. Siena non accetta lezioni da chi oggi si proclama difensore della senesità dopo che per decenni un preciso sistema politico ha utilizzato Monte e Fondazione come strumenti di potere, contribuendo a disperdere il patrimonio e il peso dell’azionariato territoriale”.
Ma Giani è andato dritto per la sua strada: “Il Mef non solo mantenga la sua quota del 4,86% in Mps, ma la faccia valere in assemblea dei soci a difesa dell’integrità e dell’identità della banca. C’è un 4,8% dello Stato quando si va all’assemblea dei soci, questo 4,8% dello Stato deve essere utilizzato dal governo in modo attivo per la tutela di questo patrimonio italiano che è il Monte dei Paschi di Siena”. In altre parole un invito al ministero dell’Economia a non tenere un atteggiamento neutrale verso l’Opas di Intesa. E sul futuro di Mps anche i sindacati fanno quadrato con la Cgil che annuncia: “Siamo pronti alla mobilitazione”.
Intanto sul futuro del Monte arriva una doccia fredda dall’ad di Bper Gianni Franco Papa: “Il gruppo bancario che nascera eventualmente nel 2028 da un’integrazione tra Bper e Mps se dovesse avere la banca senese come capofila, come anticipato dal presidente Unipol Cimbri, non sarebbe un problema per Bper”.
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