Mps lancia offerte su Banco Bpm e Banca Generali per complessivi 34 miliardi - Aziende - Ansa.it

Mps annuncia il lancio di due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele, interamente in azioni, sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco Bpm e Banca Generali per un corrispettivo complessivo di circa 34 miliardi di euro. Quella sul Banco, si legge in una nota, avrà un controvalore di circa 25,3 miliardi e quella su Banca Generali di circa 8,72 miliardi.

Mps ha annunciato l'intenzione di promuovere un'offerta di scambio sull'intero capitale di Banco Bpm offrendo 1,567 azioni del Monte per ogni titolo della banca milanese. L'offerta, si legge in una nota, non include alcun premio e valorizza l'istituto guidato da Giuseppe Castagna 25,35 miliardi di euro. 

L'offerta di scambio di Mps su Banca Generali prevede un rapporto di cambio di 6,958 nuove azioni del Monte per ciascuna azione Banca Generali, con un premio del 10% sui prezzi ufficiali dello scorso 19 agosto. 

Mps prevede che le offerte di scambio su Banca Generali e Banco Bpm si chiudano "entro metà febbraio 2027" subordinatamente "all'ottenimento delle autorizzazioni regolamentari". L'efficacia delle offerte è condizionata, tra le altre cose, "al raggiungimento di un livello minimo di adesioni" pari al 50% del capitale più un'azione. L'applicazione della passivity rule richiederà inoltre il via libera dell'assemblea dei soci del Monte, convocata il 29 ottobre. 

Mps, si legge nelle comunicazioni ex articolo 102 del Tuf, prevede che il periodo di adesione alle due offerte "possa avere inizio entro la prima metà del mese di dicembre 2026 e concludersi entro la prima metà del mese di febbraio 2027". Per quanto riguarda la condizione soglia del 50% più un'azione, la stessa è rinunciabile.

In caso di adesione integrale alle offerte di scambio promosse da Mps su Banca Generali e Banco Bpm e tenendo conto della fusione di Mediobanca nel Monte, gli attuali azionisti dell'istituto senese deterranno circa il 50,1% del gruppo combinato, gli azionisti Banco Bpm circa il 37,2% e gli azionisti Banca Generali circa il 12,7%. Lo si legge nella nota di Mps sulle due operazioni. 

"L'aggregazione con Banca Generali rappresenta un primo passo verso un più ampio programma di collaborazione industriale con il Gruppo Generali, finalizzato allo sviluppo di nuove opportunità di crescita in aree di business strategicamente rilevanti per entrambe le istituzioni", afferma Mps nella nota.

Il piano messo a punto per fronteggiare l'opas di Intesa prevede anche la "distribuzione di 4 miliardi di euro a favore degli azionisti Mps" da corrispondere "in parte in cassa", con un miliardo di euro, "e in parte in azioni Generali", per "3 miliardi di euro", somma che corrisponde "a circa il 4,5% del capitale sociale" del Leone "agli attuali corsi di mercato". Le operazioni con Banco Bpm e Banca Generali genereranno sinergie prima delle tasse a regime per circa 2,6 miliardi di euro annui, di cui circa euro 0,8 miliardi dall'integrazione di Mediobanca. 

Il dividendo straordinario è pari a 1,208 euro per azione Mps, di cui 0,302 euro in denaro ed 0,906 euro mediante assegnazione di un numero di azioni Assicurazioni Generali da determinarsi sulla base del prezzo ufficiale rilevato su Euronext Milan alla relativa record date. Al pari delle offerte su Banco Bpm e Banca Generali la distribuzione del dividendo straordinario sarà subordinata al via libera dell'assemblea dei soci, convocata il 29 ottobre.

Mps prevede che le offerte su Banco Bpm e Banca Generali generino "un significativo miglioramento della profittabilità e dell'efficienza operativa" con la distribuzione di 15 miliardi di euro di dividendi nel periodo 2026-2030, a cui va aggiunto il dividendo straordinario di 4 miliardi riservato agli attuali soci del Monte, con un pay-out ratio atteso del 100%.

Il ritorno sul patrimonio netto tangibile medio, si legge in una nota, è previsto crescere da circa il 13% nel 2025 ad oltre il 19% nel 2029, mentre la crescita dell'utile per azione al 2028 è stimata all'11%, tenuto conto del pieno realizzo delle sinergie attese. A livello di efficienza il gruppo integrato disporrebbe di un cot-income ratio del 36% circa nel 2025 su base pro forma, tenuto conto del pieno realizzo delle sinergie attese, a fronte del 46% di Mps su base stand-alone. Il Cet1 ratio pro forma è atteso al di sopra del 13% per il periodo 2026-2030 e, nell'ipotesi di riconoscimento del trattamento del Danish Compromise si attende superi il 15% al 2028.

Le offerte di Mps su Banca Generali e Banco Bpm puntano a "creare un nuovo campione nazionale di riferimento, con competenze distintive e complementari nel banking, nell'advisory e nel wealth management". Si tratta, spiega una nota, di "un progetto industriale di rilevanza sistemica volto a costituire un gruppo finanziario italiano più forte, più competitivo e più resiliente, con oltre euro 810 miliardi in total financial assets" e che mira a "rafforzare il quadro competitivo del settore, sostenere il credito all'economia reale, valorizzare il risparmio di lungo termine e contribuire alla crescita del sistema Italia". 

"Le offerte sono finalizzate alla creazione di un nuovo campione nazionale di riferimento, dotato di competenze distintive nel banking, nell'advisory e nel wealth management, attraverso l'unione di marchi iconici, solide radici territoriali e relazioni consolidate con le famiglie, le aziende e le comunità locali", si legge nella nota di Mps.

Il gruppo allargato "diventerebbe il terzo gruppo bancario italiano per totale attivo, con un bilancio pro forma pari a circa 466 miliardi di euro, impieghi alla clientela pari a 245 miliardi di euro, raccolta diretta pari a 315 miliardi di euro e total financial assets pari a 810 miliardi di euro, sulla base dei dati al 31 dicembre 2025".

Mps "potrebbe" inoltre sottoporre all'approvazione dei soci nell'assemblea del 29 ottobre che sarà chiamata ad approvare le offerte di scambio su Banco Bpm e Banca Generali anche la fusione con Mediobanca, "subordinatamente all'ottenimento delle relative autorizzazioni regolamentari". 

A fronte di sinergie complessive a regime per 2,6 miliardi Mps stima costi di integrazione una tantum per 2,5 miliardi, da sostenersi tra il 2027 e il 2029. Il progetto industriale proposto da Mps "deve essere considerato coerente con la direzione strategica delineata da Banco Bpm nella lettera del 7 giugno 2026", in cui la banca milanese proponeva una fusione alla pari, spiega Mps, "in quanto volto a dare attuazione a un piano condiviso finalizzato a valorizzare le complementarità tra gli istituti coinvolti e a rafforzarne il posizionamento competitivo nell'interesse di tutti gli stakeholder".

"Gli obiettivi restano invariati: creare un gruppo più forte, più diversificato e più competitivo" da conseguire "semplicemente" attraverso "un percorso tecnico alternativo" che implica "un processo di mercato trasparente e ordinato, eseguibile secondo una tempistica chiaramente definita" "Il progetto industriale si traduce nella combinazione di franchise complementari all'interno di un gruppo finanziario integrato, con un modello di business vincente e posizionato per accompagnare famiglie, imprenditori, Pmi e grandi imprese lungo l'intero ciclo della loro vita finanziaria", spiega ancora Siena, che parla di razionale strategico "particolarmente convincente".

"Una Mps rafforzata e profondamente trasformata - spiega - rappresenta il partner naturale sia per Banco Bpm, che apporta scala, competenze di prodotto e forza commerciale nelle aree a maggiore ricchezza del Paese, sia per Banca Generali, che contribuisce con una piattaforma leader nel wealth management, ricavi commissionali ricorrenti di elevata qualità e capacità distributive basate sul modello advisor-led. Le competenze distintive di Mediobanca nel corporate e investment banking, nei capital markets e nel wealth management beneficeranno inoltre della maggiore scala del nuovo gruppo, ampliando al contempo la gamma di prodotti e servizi a disposizione della clientela".

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