Movida a Napoli, caccia al branco di “piazzetta Orientale”: «Aggrediscono per noia»
Giovani e violenti. Ma soprattutto: gratuiti. Provocano senza una ragione, picchiano gruppi di coetanei. Circondano le vittime, poi giù con calci e pugni, spintoni e inseguimenti. In alcuni casi, come è accaduto sabato notte, c’è anche chi brandisce coltelli, tirapugni, punteruoli. Sono nove o dieci giovanissimi, sono quelli del branco di piazzetta Orientale, all’ombra di Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli. Non è la prima volta che entrano in azione, cominciano a rappresentare un problema un po’ per tutti: per le famiglie dei ragazzi presi di mira, per i commercianti, per i residenti. Ma chi sono? Nove o dieci soggetti al massimo. Babypicchiatori. Sono minorenni, in alcuni casi non hanno neppure 14 anni (quindi non possono essere rinviati a giudizio e affrontare un processo).
Lo scenario
Si sentono impuniti, dal momento che hanno compiuto più di un raid nel corso delle ultime settimane. Partiamo dall’episodio più recente: è la notte tra sabato e domenica scorsa, in via De Marinis, la zona dell’Orientale. Sono passate le due di notte, c’è ancora gente in giro, siamo nel pieno della movida del centro storico. In pochi minuti, l’aggressione: il branco si scaglia contro tre ragazzi che stanno rincasando. Pugni al viso, una coltellata all’altezza della coscia: due ragazzi finiscono in ospedale, al Pellegrini. Brutta storia, maledettamente simile a quanto già avvenuto di recente. Non è un caso che sull’episodio di sabato notte, sono al lavoro gli agenti della Mobile del primo dirigente Mario Grassia, ma anche i loro colleghi del commissariato Decumani. Si scava tra le immagini del sistema di videosorveglianza, mentre in queste ore vengono acquisite anche le testimonianze di chi ha subìto l’aggressione dei teppisti e dei primi soccorritori.
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Tra questi c’è la voce di un commerciante, che ha immediatamente percepito la gravità dell’assalto e ha fornito protezione - all’interno del suo locale - ai tre ragazzi presi di mira. Un episodio gravissimo, anche perché c’è una sensazione abbastanza chiara in seno alle vittime del raid e agli stessi cittadini. Più nello specifico, anche in questo caso l’assalto non è nato da una provocazione o da un antefatto. Non c’è stato un momento di frizione, non ci troviamo di fronte a una scarpa sporcata nel pieno della ressa della movida o alla liturgia dello sguardo di troppo. No, in questo caso, niente prequel. Quella di sabato notte si sarebbe trattata di un’aggressione gratuita. Un’azione muscolare fine a se stessa. Scenario abbastanza chiaro agli inquirenti, anche alla luce del recente piano di contrasto alla violenza urbana coordinato dal prefetto Michele di Bari. Non c’è un’area interessata dalla movida che non sia sotto stretta vigilanza da parte delle forze dell’ordine. Lo spiega a Il Mattino il questore Maurizio Agricola, che ovviamente non entra nel merito delle indagini in corso: «I controlli nelle aree interessate alla cosiddetta movida sono serrati, specie nel corso dei fine settimana. Polizia e altre forze dell’ordine sono operative giorno e notte, facciamo affidamento anche sul rafforzamento del sistema di videosorveglianza». Ma qual è il bilancio di questo piano di contrasto? Il questore non ha dubbi: «Anche in sede di comitato, questi fenomeni metropolitani sono stati affrontati numeri alla mano: la città vive di più grazie al particolare appeal turistico raggiunto in questi anni, ma non esistono zone sprovviste di controlli, come per altro emerge dalla tempestività ed efficacia degli interventi di polizia giudiziaria».
L’appello
Ma non è solo una questione di numeri o di trend in materia di arresti e blitz delle forze dell’ordine. Quello su cui ha battuto in più occasione il prefetto è la necessità di creare un rapporto di fiducia con i cittadini, in una sorta di sicurezza partecipata. Ma torniamo alle indagini. Come in casi simili, sono al lavoro i pm della Procura di Napoli e quella per i minori: caccia al branco che agisce senza un motivo, senza neppure attendere uno sguardo di sfida o una spallata tra la folla.