Motorola Razr Fold, la recensione: il miglior pieghevole per scatti e batteria

Motorola ha impiegato più tempo dei suoi principali concorrenti per realizzare un foldable in formato libro.

Mentre Samsung migliorava generazione dopo generazione la famiglia Galaxy Z Fold, e altri brand come Google e Honor portavano sul mercato la loro interpretazione del telefono-tablet, l’azienda controllata da Lenovo è rimasta fedele soprattutto ai Razr a conchiglia.

Il nuovo Razr Fold rappresenta quindi un passaggio importante: non è semplicemente un Razr più grande, ma il tentativo di entrare nella fascia più esclusiva, costosa e tecnicamente complessa del mercato Android.

Il risultato non sembra quello di un prodotto sperimentale. Anzi, ci ha piacevolmente sorpreso per la maturità ingegneristica e tecnologica. Motorola ha osservato a lungo la concorrenza e ha assemblato alcune delle migliori idee già viste nei pieghevoli: un display esterno dalle proporzioni convenzionali, comodo per scrivere sulla tastiera virtuale, uno schermo interno molto ampio, un sistema di multitasking flessibile.

A tutto questo ha aggiunto il supporto alla penna e una batteria al silicio-carbonio decisamente più capiente rispetto a quanto si trova a bordo dei principali foldable sul mercato.

Non tutto, però, raggiunge lo stesso livello di maturità. Alcuni dettagli riguardanti il design e la gestione poco pratica della stilo, per esempio, ricordano che si tratta comunque della prima generazione di questa specifica famiglia.

Ma sono peccati che si perdonano facilmente a un dispositivo che ci è sembrato robusto e con specifiche tecniche in grado di soddisfare ogni utenza: dai professionisti a chi, semplicemente, vuole più display quando serve.

Design e materiali: elegante e robusto

Il Razr Fold è un pieghevole a libro nel senso più classico del termine: chiuso funziona come uno smartphone tradizionale grazie allo schermo esterno, aperto diventa un piccolo tablet.

Il telefono inaugura la protezione Gorilla Glass Ceramic 3 per lo schermo esterno e monta una cerniera in acciaio inossidabile con telaio in alluminio. In mano la sensazione è di solidità autentica, con angoli e lati più arrotondati rispetto ai rivali che rendono la presa naturale.

Ci ha colpito soprattutto la parte posteriore. Il telefono ha una texture particolare sul retro, simile a quella già apprezzata su Motorola Signature, che rende la presa del dispositivo più sicura e confortevole. È un dettaglio tattile che distingue il Razr Fold da qualsiasi lastra di vetro della concorrenza.

Le dimensioni raccontano un compromesso consapevole. Il Razr Fold è leggermente più spesso della concorrenza e più pesante, con i suoi 243 grammi, ma la differenza rispetto al Galaxy Z Fold 7, per esempio, si percepisce appena.

Da aperto il dispositivo misura appena 4,7 millimetri, e il peso risulta distribuito meglio del previsto, nonostante le fotocamere concentrate su un lato.

La cerniera ci ha convinto: è rinforzata in titanio, risulta robusta senza essere troppo rigida, e ogni chiusura produce un suono pieno e soddisfacente.

Non tutto è impeccabile. Il sensore di impronte è integrato nel tasto di blocco laterale, un tasto molto stretto che risulta più difficile da trovare al tatto rispetto ai componenti più larghi usati da Pixel 10 Pro Fold e Galaxy Z Fold 7.

Nei primi giorni gli errori di sblocco sono stati frequenti. E anche quando ci siamo abituati e abbiamo trovato la “misura”, ci è sembrato che il riconoscimento delle impronte non fosse sempre preciso e reattivo.

La resistenza IP48/IP49 è rassicurante perché protegge il dispositivo dall’acqua, ma manca la tenuta completa alla polvere, quindi sabbia e particelle fini rimangono elementi da tenere lontani da un dispositivo che costa quanto un buon computer portatile.

Due schermi eccellenti

I due display del Razr Fold sono una gioia per gli occhi.

Lo schermo esterno è un pannello da 6,6 pollici con risoluzione 2520 x 1080 e refresh a 165 Hz, mentre quello interno arriva a 8,1 pollici con risoluzione 2484 x 2232 e refresh a 120 Hz. Il pannello interno è un LTPO OLED con densità di 410 ppi, profondità colore a 10 bit e supporto allo streaming in HDR10+ e Dolby Vision. La luminosità di picco supera i 6.000 nit, e all'aperto si vede benissimo anche sotto il sole diretto.

Aperto o chiuso, gli schermi restano splendidi e luminosi, e il refresh a 120 Hz del display interno non appare mai più lento rispetto ai 165 dell'esterno.

La piega sullo schermo interno da 8,1 pollici è appena percettibile in controluce, e questo fa sembrare il Razr Fold più rifinito della maggior parte dei pieghevoli di prima generazione.

Segnaliamo però una scelta discutibile: il vetro curvo dello schermo esterno provoca accensioni accidentali del display anche quando non le si desidera.

Il rapporto quasi quadrato del pannello interno non è sempre ideale per i film, che lasciano ampie bande nere, ma è particolarmente adatto al multitasking, alla lettura e alle applicazioni creative. La compatibilità con la Moto Pen Ultra completa bene questa impostazione, anche se la gestione fisica della penna resta, come vedremo in seguito, meno elegante del supporto software.

Abbiamo apprezzato soprattutto il modo in cui Motorola sfrutta le diverse posizioni della cerniera. La modalità laptop divide l’interfaccia tra le due metà, mentre la modalità Desk trasforma il telefono appoggiato a metà apertura in un display da tavolo per orologio, calendario, notifiche e informazioni ambientali. In modalità tenda, invece, lo schermo esterno può essere rivolto verso altre persone durante una fotografia o una presentazione.

Non sono funzioni rivoluzionarie, ma aiutano a giustificare il formato pieghevole anche oltre il semplice vantaggio di avere più pollici in tasca.

L'audio completa un pacchetto multimediale di livello: gli altoparlanti stereo simmetrici supportano Dolby Atmos e sono calibrati da Bose, con cui Motorola porta avati da tempo una proficua collaborazione che interessa anche gli auricolari Moto Buds.

I tasti fisici

Guardando ai tasti fisici sulla scocca: troviamo il volume, il tasto di blocco con lettore di impronte e un pulsante dedicato per richiamare le applicazioni di intelligenza artificiale.

La posizione di quest'ultimo a nostro avviso è infelice: si trova appena sopra i bilancieri del volume a telefono chiuso: le pressioni accidentali mentre si regola l'audio capitano spesso e quando invece si ha bisogno di richiamare la Moto AI azzeccare il pulsante è più complesso del previsto.

Un pennino nella confezione

Il pieghevole viene venduto in bundle con la Moto Pen Ultra, una piacevole sorpresa poiché nessun brand concorrente offre la stessa dotazione.

Il pennino funziona su entrambi gli schermi e viaggia in una custodia di ricarica separata: premendo sul pennino stesso, una molla lo sblocca per iniziare a usarlo.

Il supporto alla Moto Pen Ultra insomma aggiunge valore, soprattutto per annotazioni, firme e schizzi sul grande pannello interno.

Motorola non ha però previsto uno spazio nel telaio, un aggancio magnetico o una cover ufficiale con alloggiamento integrato. La penna deve essere trasportata separatamente nella propria custodia di ricarica. È una soluzione che funziona sulla scrivania o più in generale in casa, ma che perde molta della sua utilità quando ci si sposta.

Setup e primo funzionamento

La configurazione iniziale segue il copione di Android 16 senza intoppi, e la prima impressione del software è ottima.

Il telefono gira su Hello UI basata su Android 16: un'interfaccia molto pulita, al livello dei Pixel, con impostazioni facili da navigare.

C'è anche una funzione che abbiamo usato più del previsto. In modalità tenda, come abbiamo accennato in precedenza, il Razr Fold mostra ora, meteo e batteria residua, trasformandosi in un piccolo smart display da scrivania. Con l'impostazione Look & wake attiva, lo schermo si illumina automaticamente quando lo si guarda.

Per chi lavora al computer con il telefono appoggiato accanto, diventa una piacevole abitudine.

Prestazioni

Il Razr Fold monta uno Snapdragon 8 Gen 5, lo stesso chip presente sul Motorola Signature.

Nell'uso di tutti i giorni il telefono non mostra esitazioni. il passaggio tra schermo esterno e interno è generalmente rapido e l’ampia quantità di RAM permette di mantenere aperte diverse applicazioni senza ricaricamenti frequenti.

Il merito va anche alla dissipazione: il sistema di raffreddamento a liquido avanzato permette al dispositivo di gestire applicazioni di IA generativa e applicazioni impegnative senza lag percepibili.

Va detto che il telefono si scalda raramente, un po' di sicuro quando si registrano lunghi video, ma senza raggiungere mai livelli fastidiosi.

Il multitasking è assicurato: sul display aperto si può lavorare con un massimo di tre app contemporaneamente, e con 16 GB di RAM il passaggio tra le applicazioni resta fluido.

Smart Connect estende ulteriormente le possibilità del telefono. Razr Fold può essere collegato via cavo a un monitor o ad altri dispositivi compatibili, mostrando un’interfaccia più simile a quella di un desktop. Non sostituisce davvero un notebook per flussi di lavoro lunghi o complessi, ma per modificare rapidamente un documento, gestire la posta, partecipare a una videochiamata o proiettare una presentazione è una funzione concreta

Il software ha un punto debole, e non sono le prestazioni: su un dispositivo tanto costoso non ci aspettavamo di trovare una quantità significativa di applicazioni preinstallate. Molte possono essere rimosse, ma l’operazione iniziale di pulizia non dovrebbe essere necessaria su un prodotto premium.

Qualità fotografica: la conferma dei passi in avanti di Motorola

Storicamente le fotocamere sono state il tallone d'Achille dell’azienda. Sui foldable, poi, gli scatti rappresentano il frutto di un compromesso ancora più estremo, determinato dalla ricerca di uno spessore il più ridotto possibile.

Questa volta la musica cambia. E il merito è del Motorola Signature presentato all’ultimo CES di Las Vegas che ci aveva già convinto per la qualità delle fotografie e dei video registrati. Da questo top di gamma il Razr Fold eredita il comparto fotografico: tre sensori da 50 megapixel sul retro, con un grandangolo principale, un teleobiettivo 3x e un'ultra-grandangolare con autofocus per le macro.

Il sensore principale e il teleobiettivo usano entrambi unità Sony LYTIA.

Lo zoom ci ha favorevolmente stupito, soprattutto se si considera che avevamo tra le mani, appunto, un pieghevole e non un telefono tradizionale.

La combinazione del teleobiettivo 3x con lo zoom IA migliorato produce scatti convincenti a 6x, 10x e perfino 50x, e nemmeno gli scatti a 100x - fatta eccezione per i futili tentativi di catturare la Luna - sono da buttare.

In piena luce, le immagini e i video catturati per lo più a 6x o 10x ci hanno pienamente soddisfatto. Anche le prestazioni video sono competitive, e nel complesso si tratta del miglior sistema fotografico mai montato su un Motorola: l'azienda gioca finalmente nello stesso campionato dei migliori: Apple, Samsung e Google.

Un piccolo difetto c’è e riguarda la coerenza degli scatti: passando dalla fotocamera principale al teleobiettivo, il bilanciamento cromatico può cambiare in modo brusco

Sulle fotocamere frontali Motorola poteva spingere di più: una da 20 megapixel sullo schermo esterno e una da 32 megapixel su quello interno, che non impressionano quanto il resto del comparto, anche se nella pratica servono soprattutto per le videochiamate.

I selfie tuttavia ci sono sembrati buoni e in ogni caso, su un pieghevole, godono di un vantaggio non trascurabile.

Il formato pieghevole consente infatti di poggiare il telefono semiaperto per scatti di gruppo, time-lapse e videochiamate, oppure può mostrare un’anteprima sullo schermo esterno alla persona fotografata. Per i selfie di qualità è quindi possibile utilizzare direttamente le fotocamere posteriori, trasformando il display esterno in un mirino.

Il ruolo dell'IA: presente ovunque, decisiva quasi mai

L'IA sul Razr Fold è pervasiva, a partire dal tasto fisico dedicato.

Alcune applicazioni ci sono piaciute: il Video Enhancement Engine, un software basato su IA che aggiunge nitidezza al movimento e migliora colori e ombre, produce riprese con maggiore profondità di colore e texture, e nei confronti diretti abbiamo preferito i video girati con la funzione attiva.

Anche in fotografia l'apporto è concreto, come dimostrano i risultati dello zoom computazionale, che trasformano gli scatti con zoom digitale 100x in foto incredibilmente nitide, soprattutto se si tratta di edifici, insegne, borghi.

Moto AI comprende funzioni come Catch Me Up per riassumere notifiche e conversazioni, Pay Attention per registrare e organizzare informazioni, Remember This per archiviare elementi da recuperare successivamente, Image Studio per la creazione di immagini e Playlist Studio per generare selezioni musicali.

L’integrazione è ampia, ma Il quadro complessivo resta però in chiaroscuro.

Alcuni strumenti sono utili quando vengono inseriti in una routine precisa: i riepiloghi possono ridurre il tempo necessario per scorrere lunghe conversazioni, mentre la memoria di screenshot e appunti si presta bene alla pianificazione di viaggi o acquisti. Image Studio e le funzioni generative risultano più occasionali e non cambiano realmente il modo in cui viene utilizzato il telefono.

Rispetto alle piattaforme di Samsung e Google, l’offerta appare meno coesa.

Galaxy AI e le funzioni Pixel sono integrate più profondamente nella galleria, nelle chiamate, nelle registrazioni audio e nelle applicazioni di sistema.

Sul Razr Fold si ha talvolta la sensazione di passare tra assistenti diversi anziché utilizzare un unico livello intelligente.

Batteria e ricarica: ha pochi rivali

Se c'è un ambito in cui questo telefono sa farsi valere, è anche questo.

La batteria da 6.000 mAh è tra le più grandi mai viste su un pieghevole: per contesto, il Galaxy Z Fold 7 si ferma a 4.400 mAh e il Pixel 10 Pro Fold a 5.015. Si tratta di una delle prime celle al silicio-carbonio a densità maggiorata su uno smartphone destinato ai mercati occidentali, e il telefono ne beneficia enormemente.

I risultati sul campo confermano i numeri. Non siamo mai andati nemmeno vicini a scaricare il Razr Fold in una sola giornata, e il telefono può arrivare a due giorni senza la necessità di essere ricaricato. La batteria regge comodamente una giornata piena anche con un uso regolare dello schermo interno più grande.

La ricarica è altrettanto eccellente: 80 watt via cavo, 50 watt wireless e 5 watt di ricarica inversa wireless, con la promessa di 12 ore di autonomia recuperate in 12 minuti, che nelle nostre prove si è rivelata realistica.

Un'assenza da segnalare: i magneti Qi2 mancano all'appello, ma in questa categoria c’è da dire che sono disponibili unicamente sul Google Pixel 10 Pro Fold.

Colori e prezzo in Italia

Le varianti cromatiche sono due, entrambe firmate Pantone: Lily White e Blackened Blue, il modello che abbiamo avuto in prova. Ma di blu il telefono aveva ben poco: si tratta di un colore molto scuro, che in realtà si avvicina al grigio antracite e al nero.

I colori a disposizione insomma sono soltanto due, e anche seriose. In questo caso Motorola va un po’ contro la sua impostazione di brand attento alle tendenze lifestyle.

La configurazione europea prevede per il telefono 16 GB di RAM e 512 GB di archiviazione, un taglio unico e generoso che evita i dilemmi da listino.

Il prezzo è alto, come le prestazioni: da listino è 2.000 euro, ma attualmente l’offerta è di 1.700 euro. Oggi sul suo sito ufficiale l’azienda include nel prezzo anche gli auricolari e lo speaker Moto Sound Flow.

Conclusioni

Il Razr Fold è uno degli esordi più riusciti che ricordiamo in questa categoria.

Per essere un primo tentativo, arriva con una sicurezza superiore alle attese: il telefono risulta rifinito, coerente e sorprendentemente completo, con un software che capisce come le persone usano davvero i pieghevoli. Nessun pieghevole gli è nettamente superiore: si inserisce da pari tra Galaxy Z Fold 7, Pixel 10 Pro Fold e i rivali cinesi, con l'autonomia e gli scatti come armi distintive.

I difetti esistono: qualche grammo e millimetro di troppo, un chip un gradino sotto il vertice Qualcomm, una certificazione IP49 che sul fronte polvere resta indietro rispetto all'IP68 del Pixel 10 Pro Fold, un'IA ancora acerba.

Nessuno di questi, però, incrina l'esperienza complessiva. Lo consigliamo a chi vuole un pieghevole a libro da usare come telefono principale senza ansia da batteria, a chi fotografa molto e a chi apprezza un software pulito con sette anni di supporto davanti.

Cosa ci è piaciuto

  • Autonomia da riferimento assoluto per la categoria, con la batteria da 6.000 mAh al silicio-carbonio che arriva a due giorni di utilizzo reale
  • Comparto fotografico finalmente all'altezza dei migliori, con uno zoom che sorprende fino a 10x e oltre
  • Ricarica rapidissima a 80 watt via cavo e 50 watt wireless
  • Piega quasi impercettibile sullo schermo interno e display molto luminosi
  • Software pulito e ricco, con sette anni di aggiornamenti garantiti
  • Supporto al pennino su entrambi gli schermi, con Moto Pen Ultra inclusa nella confezione

Cosa non ci è piaciuto

  • Lo Snapdragon 8 Gen 5 resta un gradino sotto i chip Elite della concorrenza
  • Tasto di blocco stretto e scomodo da trovare al tatto.
  • Tasto IA soggetto a pressioni accidentali
  • Funzioni di intelligenza artificiale abbondanti ma poco incisive