Mostra del Cinema di Venezia 2026, tutti i film in concorso
Introduzione
Pietrangelo Buttafuoco e Alberto Barbera hanno presentato il programma dell'83. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, al Lido dal 2 al 12 settembre 2026. Sono 20 i film in concorso, cinque italiani: Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, Succederà questa notte di Nanni Moretti, che torna al Lido dopo 37 anni, The Echo Chamber di Andrea Pallaoro e L'estranea di Paolo Strippoli. Ink di Danny Boyle aprirà la Mostra, Dio ride di Giovanni Veronesi la chiuderà fuori concorso. Tra le novità anche Peccato con Emanuela Fanelli, Film on Films, il documentario di Luca Guadagnino su Bernardo Bertolucci e quello sulla reunion degli Oasis
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Quello che devi sapere
Mostra di Venezia 2026, il programma tra maestri, esordi e ritorni
Il programma della Mostra del Cinema di Venezia 2026 (LO SPECIALE) ha la forma di un atlante disegnato mentre il mondo cambia confini. Alberto Barbera mette insieme maestri, ritorni, opere prime, cinema politico, memorie private e ossessioni collettive, senza imporre una direzione unica ma affidandosi alla forza delle contraddizioni. Sullo schermo arrivano il potere dei media e le guerre, le migrazioni e l’intelligenza artificiale, le famiglie, gli adolescenti e i fantasmi del Novecento.
Venezia 83 appare così ampia, vorace e talvolta felicemente eccentrica: capace di accostare Werner Herzog alla reunion degli Oasis, un futuro immaginario per Emanuela Fanelli e sette ore di Luca Guadagnino dedicate a Bernardo Bertolucci. Più che limitarsi a srotolare il consueto tappeto rosso, il Lido prova ancora una volta a riflettere il presente attraverso uno specchio deformante: non sempre rassicurante, ma proprio per questo rivelatore. Il ritorno più clamoroso ha una data precisa: 1989. «Mancava da Venezia dal 1989, l'anno di Palombella rossa. Vogliamo farci perdonare l'errore compiuto 37 anni fa», ha detto Barbera annunciando Succederà questa notte di Nanni Moretti in concorso. Una frase che è insieme annuncio e ammenda: allora il film venne escluso dalla selezione ufficiale e fu la Settimana della Critica ad accoglierlo, trasformando lo sgarbo in un caso. Trentasette anni dopo il Lido si riprende ciò che aveva lasciato andare, e lo fa mettendolo in gara per il Leone d'oro.
Venezia 83, i 20 film in concorso: 5 italiani per il Leone d'oro
Sono 20 i film selezionati per il concorso principale di Venezia 83. Cinque i titoli italiani in corsa per il Leone d’oro: Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, con Vanessa Scalera, Succederà questa notte di Nanni Moretti, The Echo Chamber di Andrea Pallaoro e L’estranea di Paolo Strippoli.
Accanto agli italiani, il concorso riunisce autori come Danny Boyle, Casey Affleck, Werner Herzog, Hirokazu Kore-eda, Lee Chang-dong, Martin McDonagh, Shinya Tsukamoto e Florian Zeller. La selezione comprende una sola regista donna, la danese May el-Toukhy, in gara con Woman Unknown.
- Ink di Danny Boyle, film d’apertura
- Company di Casey Affleck
- Kami Nour (A Bit of Light) di Ali Asgari
- Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis
- Un bon petit soldat di Stéphane Brizé
- Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis
- Kvinde ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy
- Bucking Fastard di Werner Herzog
- 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn
- DAU di Ilya Khrzhanovsky
- Look Back di Hirokazu Kore-eda
- Ga-neung-han sa-rang (Possible Love) di Lee Chang-dong
- Wild Horse Nine di Martin McDonagh
- Succederà questa notte di Nanni Moretti
- Primetime di Lance Oppenheim
- The Echo Chamber di Andrea Pallaoro
- Un peu avant minuit di Nicolas Pariser
- L’estranea di Paolo Strippoli
- Nelson san, anata wa hito wo koroshimashita ka? (Mr. Nelson, Did You Kill People?) di Shinya Tsukamoto
- Bunker di Florian Zeller
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Ink di Danny Boyle apre la Mostra, Dio ride di Veronesi la chiude
Ad aprire la Mostra sarà Ink di Danny Boyle, presentato in prima mondiale e in concorso. Il film ricostruisce l’acquisto del quotidiano britannico The Sun da parte di Rupert Murdoch e la sua trasformazione, sotto la direzione dello spregiudicato Larry Lamb, nel tabloid destinato a cambiare il giornalismo popolare inglese. Guy Pearce interpreta Murdoch, Jack O’Connell è Lamb e Claire Foy veste i panni di Jules Davies, su sceneggiatura di James Graham tratta dalla sua omonima pièce teatrale.
A chiudere Venezia 83, fuori concorso e in prima mondiale, sarà invece Dio ride di Giovanni Veronesi, proiettato nella Sala Grande sabato 12 settembre dopo la cerimonia di premiazione. Nel cast Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi.
La giuria internazionale del concorso sarà presieduta da Maggie Gyllenhaal. I Leoni d’oro alla carriera andranno a George Clooney ed Ellen Burstyn, mentre Greta Scarano e Nicolas Maupas condurranno le cerimonie di apertura e chiusura.
Tinto Brass in preapertura: Col cuore in gola restaurato in 4K
Venezia 83 comincerà in realtà con un giorno d’anticipo. Martedì 1° settembre, nella Sala Darsena al Lido, la serata di preapertura renderà omaggio a Tinto Brass con Col cuore in gola, il thriller pop del 1967 girato a Londra e interpretato da Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin. Il film, liberamente ispirato al romanzo Il sepolcro di carta di Sergio Donati e impreziosito dalla consulenza grafica di Guido Crepax, sarà presentato in prima mondiale nella nuova versione restaurata in 4K dal Centro Sperimentale di Cinematografia con il supporto di Netflix. Un’apertura laterale e felicemente anticonformista, nel segno del Brass sperimentale degli anni Sessanta, prima che il concorso accenda ufficialmente gli schermi del Lido.
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Orizzonti 2026, i 19 film in concorso: quattro titoli italiani
Orizzonti è il concorso dedicato alle nuove tendenze estetiche ed espressive del cinema internazionale, con particolare attenzione alle opere prime, ai talenti emergenti, alle cinematografie meno conosciute e alle produzioni indipendenti. Sono 19 i lungometraggi selezionati, quattro dei quali italiani.
Ad aprire la sezione sarà La ragazza con la Leica di Alina Marazzi. Gli altri titoli italiani sono Una storia, opera prima di Anna Foglietta, La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini e I figli della scimmia di Tommaso Landucci.
- La ragazza con la Leica di Alina Marazzi, film d’apertura
- The Burning Giants di Phuttiphong Aroonpheng
- What Belongs to Others di Grzegorz Dębowski
- Una storia di Anna Foglietta
- La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini
- Falling House di Mohsen Gharaei
- Too Much Sugar di Robert Greene
- The Difficult Bride di Rubaiyat Hossain
- La maison du vent di Auguste Bernard e Kouemo Yanghu
- I figli della scimmia di Tommaso Landucci
- A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra di Jacqueline Lentzou
- Oasis di Jannis Lenz
- Until the Day Ends di Jelena Maksimović
- La Moula di Jérôme Pierrat
- Lovers in the Blue Night di Anuparna Roy
- Un détour par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni
- The Color of the Sun di Xavier Tera
- Eklipse di Manuel Wetscher
- Big Little Things di Michelle Zhou
Fuori Concorso, i film di Amelio, Martone, Schrader e Lav Diaz
La sezione Fuori Concorso – Fiction di Venice Open riunisce undici film, tra cui le nuove opere di Gianni Amelio, Mario Martone, Lav Diaz, Kornél Mundruczó e Paul Schrader. A chiudere l’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica sarà Dio ride di Giovanni Veronesi, presentato in prima mondiale sabato 12 settembre dopo la cerimonia di premiazione.
Tra i titoli italiani figurano anche Nessun dolore di Gianni Amelio, interpretato da Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea, e Scherzetto di Mario Martone, tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone e interpretato da Toni Servillo. Alberto Barbera ha osservato che la collocazione fuori concorso di autori così importanti potrebbe sorprendere, ringraziandoli per aver accettato di presentare i loro nuovi lavori al Lido senza partecipare alla competizione.
- Dio ride di Giovanni Veronesi, film di chiusura
- Nessun dolore di Gianni Amelio
- Let Us Through, Dear Ancestors di Lav Diaz
- Father Joe di Barthélémy Grossmann
- Scherzetto di Mario Martone
- Place to Be di Kornél Mundruczó
- No Paradise If You Are Killed by a Woman di Halkawt Mustafa
- Arrested Memory di SABU
- The Basics of Philosophy di Paul Schrader
- Un bon avocat di Tristan Séguéla
- Jupiter di Alexandre Smia
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I documentari di Venezia 83: Musk di Gibney e la reunion degli Oasis
La sezione Fuori Concorso – Non Fiction riunisce 19 documentari dedicati a personalità, fenomeni culturali, vicende politiche e questioni della contemporaneità. Tra gli autori presenti figurano Alex Gibney, Amos Gitai, Barbara Kopple, Sergei Loznitsa, Takashi Miike, Tsai Ming-liang, Wim Wenders e la coppia formata da Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin.
Tra i titoli italiani figura Be Brave di Francesco Carrozzini, documentario dedicato a Renzo Rosso, fondatore di Diesel. Alberto Barbera lo ha presentato come il primo lungometraggio documentario italiano interamente lavorato attraverso l’intelligenza artificiale, impiegata come strumento di sperimentazione artistica sotto il pieno controllo creativo del regista.
Atteso anche Oasis: Don’t Look Back in Anger di Dylan Southern e Will Lovelace, che racconta la riconciliazione di Liam e Noel Gallagher e il tour mondiale della reunion degli Oasis. Barbera ha annunciato che i due fratelli hanno promesso di accompagnare il documentario al Lido.
- Be Brave di Francesco Carrozzini
- What Love Builds di Russell Crowe
- Burgundy di Michael Dweck e Gregory Kershaw
- Musk di Alex Gibney
- The Road to Jericho di Amos Gitai
- Al mowaten Osama (Citizen Osama) di Ahmed Hassouna
- Union Town di Barbara Kopple
- Holy Wood Dust di Victor Kossakovsky
- Listy (Letters) di Andrei Kutsila
- Biografía de Jorge Luis Borges di Mariano Llinás
- My Undesirable Friends: Part II – Exile di Julia Loktev e Anna Nemzer
- Boatbuilders di Luke Lorentzen
- Imperium di Sergei Loznitsa
- Shumei. The Living Legacy of Kabuki di Takashi Miike
- Queer Edward II di Theo Rollason
- Oasis: Don’t Look Back in Anger di Dylan Southern e Will Lovelace
- Dust di Tsai Ming-liang
- Everest: The Other Side di Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin
- From Inside Out: The Architecture of Peter Zumthor di Wim Wenders
Film on Films, le sette ore di Guadagnino su Bernardo Bertolucci
Tra le novità di Venezia 83 c’è Film on Films, la sezione autonoma dedicata ai documentari che raccontano il cinema, i suoi protagonisti e la sua memoria. Nelle precedenti edizioni queste opere erano comprese in Venezia Classici, che da quest’anno resta invece riservata ai restauri dei capolavori del passato.
Tra i titoli più attesi figura Joie de vivre, il documentario di Luca Guadagnino dedicato a Bernardo Bertolucci, della durata di 435 minuti, pari a sette ore e quindici. «Vi assicuro che si rimane inchiodati allo schermo», ha dichiarato Alberto Barbera, descrivendo il film come un viaggio attraverso molte opere del regista, analizzate da Guadagnino insieme ad amici, colleghi, cineasti e critici. Il documentario utilizza il cinema di Bertolucci anche per interrogarsi sull’evoluzione del linguaggio cinematografico e sul ruolo passato e futuro della critica.
- Juso per ferie di Karen Di Porto
- Nino di Walter Fasano
- The Pervert’s Guide to Utopias di Sophie Fiennes
- Joie de vivre di Luca Guadagnino
- Twist and Shoot Mister Suzuki di Yves Montmayeur
- Intermission di Yonfan
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Venezia Classici 2026, i 19 restauri da Buñuel a Polanski
Alleggerita dei documentari sul cinema, confluiti in Film on Films, Venezia Classici torna a essere ciò per cui era nata nel 2012: la sezione dei restauri. Sono diciannove i titoli in anteprima mondiale, recuperati nell'ultimo anno da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di tutto il mondo, con opere di Luis Buñuel, John Cassavetes, Ciprì e Maresco, Roger Corman, Ann Hui, Alexander Kluge, Ernst Lubitsch, Roman Polanski, Roberto Rossellini, Ettore Scola e Andrzej Wajda, accanto a Shinji Sōmai e Florestano Vancini-
«Non è da ricercare nella nostalgia la ragione profonda della scelta di una sezione come Venezia Classici», ha spiegato Barbera: «il cinema di domani non può che alimentarsi della linfa vitale dei film del passato». A presiedere la giuria del Premio Venezia Classici sarà Daniele Vicari, alla guida di ventiquattro studenti dei corsi di cinema delle università italiane, dei DAMS e di Ca' Foscari. La sezione è curata da Barbera con Federico Gironi. Da qui arriva anche Col cuore in gola di Tinto Brass, scelto per la preapertura
Peccato, l'unica serie di Venezia 83: Emanuela Fanelli nel 2049
L’unica serie annunciata nel programma di Venezia 83 è Peccato, mockumentary diretto da Valerio Vestoso e interpretato da Emanuela Fanelli, prossimamente su HBO Max. Scritta dalla stessa Fanelli insieme a Giulio Somazzi e Vestoso, la serie immagina in chiave surreale la parabola umana e professionale dell’attrice, mescolando materiali d’archivio autentici, ricostruzioni fittizie, interviste e frammenti televisivi.
La storia è ambientata nel 2049. Emanuela Fanelli ha 63 anni, non recita più e vive isolata in un piccolo paese della Valle d’Aosta, lontana dalle telecamere e dimenticata dai media. Un documentario cerca di ricostruire lo scandalo e gli eventi che l’hanno spinta a scomparire dalla vita pubblica. Accanto alla protagonista compaiono, tra gli altri, Stefano Accorsi, Anna Bonaiuto, Alessandro Borghi, Geppi Cucciari, Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea, Ferzan Özpetek, Paolo Virzì e Paola Cortellesi, insieme a numerose personalità del mondo dello spettacolo, del giornalismo e della cultura.
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Venezia Spotlight, gli 8 film: da Gael García Bernal a De Paolis
La selezione Venezia Spotlight comprende otto film senza vincoli di genere o destinazione, scelti per la capacità di confrontarsi con il cinema contemporaneo attraverso linguaggi originali e innovativi. Le proiezioni sono accompagnate da incontri con registi, interpreti e personalità del mondo dell’arte e della cultura.
- Sumo: Spirit Weighs Nothing di Erik Shirai, film d’apertura
- Conversation With the Sea di Muayad Alayan
- Hombre al agua di Gael García Bernal
- Serpenti di Roberto De Paolis Maino
- Furies di Rami Kodeih
- Guria di Levan Koguashvili
- Ground Floor di Gábor Reisz
- I Matter di Alina Șerban
I cortometraggi: Maggie Gyllenhaal omaggia Marilyn Monroe
La selezione Fuori Concorso comprende anche tre cortometraggi. Tra questi spicca Flesh Impact di Maggie Gyllenhaal, presidente della giuria internazionale di Venezia 83: un omaggio a Marilyn Monroe nel centenario della nascita, interpretato da Dakota Johnson ed Ellen Burstyn. Quest’ultima veste i panni di una Marilyn immaginaria, invecchiata e mai conosciuta dal pubblico, mentre Johnson incarna la diva all’apice della fama. Il Leone d’oro alla carriera a Burstyn sarà consegnato prima della proiezione del film.
- Flesh Impact di Maggie Gyllenhaal
- Wild Asparagus di Avi Mograbi
- They’re Here di Laura Poitras e Rachel Mueller
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Settimana della Critica e Giornate degli Autori, i film del 2026
Accanto al programma ufficiale corrono le due sezioni autonome e parallele, che hanno presentato le rispettive selezioni nei giorni scorsi.
La 41ª Settimana Internazionale della Critica, organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, porta al Lido sette opere prime in concorso e due eventi speciali, tutti in anteprima mondiale: apre Il Grande Giaffa di Marco Santi con Edoardo Pesce, chiude Rider di Roan Johnson e Davide Pavanello, musical noir ambientato a Milano. Completa il programma l'undicesima edizione di SIC@SIC, con sette cortometraggi italiani in concorso.
Le Giornate degli Autori arrivano invece alla 23ª edizione, la prima senza il fondatore Giorgio Gosetti, scomparso a marzo, e a lui interamente dedicata. Dalle 1.036 candidature giunte da 114 Paesi la direttrice artistica Gaia Furrer ha ricavato 25 anteprime mondiali, quattordici delle quali dirette da donne, con dieci film in concorso. Ad aprire sarà My Notes on Mars dell'ungherese Lili Horvát, primo film in lingua inglese della regista, con Mackenzie Davis e Rupert Friend; unico italiano in gara Balcanica di Nicola Sorcinelli, con Matilda De Angelis. Il GdA Director's Award, da 20.000 euro, sarà assegnato da una giuria interamente femminile: Carla Simón, Sara Fgaier e Hania Mroué
Barbera: «Il cinema è uno strumento di conoscenza del reale»
Prima di presentare le diverse sezioni di Venezia 83, Alberto Barbera ha rivendicato la capacità del cinema di interpretare il presente senza limitarsi alla semplice cronaca. Secondo il direttore artistico, le opere selezionate riflettono le grandi questioni della contemporaneità — dalle guerre al cambiamento climatico, dalle migrazioni alle tensioni sociali, fino ai conflitti familiari, alle speranze e ai timori degli adolescenti — trasformandole in storie attraverso la forza del linguaggio cinematografico. Barbera ha quindi sottolineato la funzione insieme estetica, culturale e sociale del cinema, definendolo «uno straordinario strumento di conoscenza del reale».
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Buttafuoco e i fondi Ue tagliati: "Troveremo un giudice a Berlino"
ll presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ha aperto la conferenza rivendicando la conferma di Alberto Barbera alla direzione della Mostra e la vocazione di Venezia come luogo dove i nuovi autori vengono scoperti prima di diventare nomi. Poi ha affrontato il tema che pesava sulla sala: i due milioni di euro sottratti dall'Unione europea.
La vicenda nasce lontano dal cinema. La procedura di revoca era stata avviata in aprile dopo l'annuncio della riapertura del Padiglione della Russia, chiuso nelle edizioni del 2022 e del 2024 in seguito all'invasione dell'Ucraina, e riguarda un finanziamento previsto per il triennio 2025-2028. A luglio l'Eacea, l'agenzia europea per l'istruzione e la cultura, ha formalizzato l'interruzione su raccomandazione legale della Commissione. Il paradosso, ha ricordato Buttafuoco, è che quei fondi erano destinati proprio a Biennale Cinema
«Ci lascia un compagno di strada», ha detto del rapporto con Bruxelles, «ma la Biennale non può certo sottostare: noi non facciamo politica, non assecondiamo tamburi». Ha poi citato un titolo di giornale letto il giorno prima, secondo cui l'Europa toglie due milioni alla Biennale mentre continua a versarne miliardi a Mosca attraverso gli scambi commerciali mai interrotti: «Ecco dove diventa torbida l'acqua e non è certamente qui».
Le attività cinematografiche, ha assicurato, proseguiranno comunque: la solidità dell'istituzione lo consente. Sui ricorsi annunciati il presidente ha scelto la formula proverbiale del mugnaio di Potsdam — «troveremo un giudice a Berlino» — difendendo uno spazio creativo che, ha detto, serve soprattutto ai giovani e ai loro sogni.
Se Venezia 83 fosse un cocktail: l'Atlante inquieto
Se Venezia 83 fosse un cocktail, non sarebbe il prevedibile Bellini sorseggiato con aria distratta sulla terrazza dell'Excelsior. Sarebbe l'Atlante inquieto: 40 ml di London Dry Gin, 20 ml di Select, 20 ml di vermouth dry e 5 ml di Cynar, mescolati con ghiaccio e serviti in una coppetta gelata con una scorza di pompelmo. Il gin porta con sé il rigore dei maestri, il Select il rosso inconfondibile di Venezia, il Cynar le ombre amare del presente e il pompelmo quell'acidità ironica che impedisce al cinema di diventare una cerimonia imbalsamata. Un drink classico soltanto in apparenza, veneziano senza essere turistico, da bere lentamente: come si guarda un film in concorso, senza sapere ancora se ci piacerà
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