Moschea abusiva in via Turazza, esposto in Procura della Lega contro il sindaco Giordani

PADOVA - La Lega presenta un esposto contro Giordani per la moschea abusiva di via Turazza. «La misura è colma, ho presentato un esposto alla procura per denunciare il sindaco di Padova per non aver fatto rispettare l'ordinanza di chiusura della moschea abusiva di via Turazza. La sua è complicità ideologica con l’islam più radicale».
Ad andare all’attacco è stata ieri l'europarlamentare del Carroccio Anna Maria Cisint che da oltre due anni, insieme alla consigliera regionale Eleonora Mosco (Lega), si sta battendo contro il luogo di preghiera in via Turazza 17. In questo periodo Cisint ha presentato accessi agli atti, acquisito documentazione, incontrato i cittadini, diffidato formalmente il sindaco a procedere con la chiusura dell’immobile. 

Le ragioni

«Grazie al nostro lavoro e alla nostra pressione costante, nell'ottobre 2025, dopo tredici anni di abusi, siamo riusciti a mettere all'angolo il sindaco e a ottenere una prima grande vittoria: l'ordinanza che ha disposto il ripristino della destinazione d'uso dell'immobile, imponendone di fatto la cessazione dell'utilizzo come moschea – ha spiegato Cisint – Al centro islamico erano stati concessi ben novanta giorni per adempiere, ma ormai sono trascorsi oltre sei mesi e nulla è cambiato. L’immobile continua ad essere usato come luogo di culto e i cittadini continuano a essere ostaggio del comportamento dei frequentatori della moschea, che si sentono più che mai intoccabili e continuano a vessare i residenti del quartiere con provocazioni e minacce».
«L'aspetto più inaccettabile, e giuridicamente rilevante, è che sia stata la stessa amministrazione comunale a non agire, abdicando al proprio ruolo e rinunciando a utilizzare gli strumenti amministrativi di cui dispone per far rispettare una propria ordinanza – ha aggiunto l’esponente del Carroccio – Per queste ragioni ho presentato un esposto affinché vengano verificati eventuali profili di responsabilità, sia penale sia civile, in capo al sindaco e agli uffici competenti. Quei cittadini hanno il diritto di vivere liberi da minacce e abusi».

Il trasferimento

«Altro che trasferimento imminente in zona industriale – ha detto, invece, Mosco – A distanza di mesi, le immagini diffuse dai residenti mostrano che il centro islamico di via Turazza continua a essere utilizzato come luogo di culto. L’ordinanza del Comune è rimasta sulla carta e le dichiarazioni dell’assessore Bressa sono state clamorosamente smentite dai fatti. È un pessimo esempio di gestione amministrativa, oltre che una vergogna nei confronti dei cittadini».
«Quando avevamo parlato di una vittoria della Lega e dei residenti non lo avevamo fatto sulla base di promesse inventate ma di atti e dichiarazioni ufficiali dell’amministrazione comunale. Noi come Lega avevamo denunciato già l’uso irregolare dell’immobile mesi e mesi fa. Il Comune poi lo aveva verificato e confermato, emettendo nell’ottobre 2025 un’ordinanza di rimozione delle opere abusive e il ripristino della sua legittima destinazione commerciale entro 90 giorni» ha detto, ancora, la consigliera regionale assieme al consigliere del Carroccio Ubaldo Lonardi. 
« A marzo ho interrogato Bressa in consiglio comunale. In quell’occasione aveva annunciato che l’associazione si sarebbe trasferita in zona industriale. Il trasferimento era stato presentato come imminente – ha concluso Mosco – Oggi scopriamo che il trasloco non è mai avvenuto e che, secondo quanto documentato dai residenti, l’attività di culto continua. Delle due l’una: o Bressa ha fatto annunci senza avere alcuna certezza, oppure l’amministrazione Giordani è incapace di far rispettare persino le proprie ordinanze».