Montella, com'è morta la sorella Caterina: «Ha battuto la testa dopo una caduta in casa». Dolore ai funerali

Era gentile e benvoluta e ieri in tanti hanno sfidato l'afa per darle l'ultimo saluto dopo una notizia che ha lasciato tutti senza parole. Caterina Montella, 65 anni, è spirata martedì sera dopo una lunga agonia. Sorella di Vincenzo, commissario tecnico della nazionale di calcio della Turchia, alcune settimane fa era rimasta vittima di un incidente avvenuto tra le mura di casa. «Aveva battuto la testa dopo una caduta», raccontavano proprio ieri pomeriggio davanti alla chiesa di San Nicola a Castello di Cisterna, dove sono state celebrate le esequie. In chiesa anche l'allenatore della nazionale turca con i suoi collaboratori più stretti, circondato dall'affetto dei numerosi amici che hanno partecipato alla cerimonia.

«I Montella sono una famiglia molto unita e Vincenzo - raccontavano ieri con la voce rotta dalla commozione i partecipanti ai funerali - è corso al capezzale della sorella già nei giorni in cui è avvenuto l'incidente». Ricoverata all'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, i medici non sono riusciti a strapparla al suo destino.

LA FATALITÀ

Stupore e tristezza per una tragica fatalità che è costata la vita alla donna di 65 anni, madre di due figlie, Sara e Lorena, e moglie di Vincenzo Fiorillo, stesso nome del cognato che dopo una brillante carriera da calciatore in squadre di serie A, a cominciare dalla Roma, ha proseguito l'esperienza come allenatore. E ieri, infatti, a dare la notizia del lutto che lo ha colpito è stata la federazione calcistica della Turchia, che poi si è stretta al dolore di Montella e della sua famiglia: «A nome della Federazione Calcistica Turca, porgiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e ai cari di Caterina Montella, in particolare al nostro commissario tecnico della Nazionale, Vincenzo Montella».

Commozione e dolore ma anche grande partecipazione: una intera comunità si è stretta intorno alla famiglia di Caterina, originaria proprio di Castello di Cisterna, il Comune dove ieri è stato celebrato il rito funebre al quale ha partecipato anche il sindaco Aniello Rega: «Siamo profondamente addolorati per l'accaduto e ci stringiamo a tutti i suoi cari».

LA COMMOZIONE

Una morte che ha destato scalpore e che ha commosso i cittadini di Castello di Cisterna e quelli di Scisciano, dove la sorella di Vincenzo Montella viveva con la famiglia, nella frazione Spartimento. Ma è a Castello di Cisterna, dove Vincenzo Montella ha mosso i primi passi di una brillante carriera: papà operaio dell'Alfasud e madre casalinga, fu selezionato dall'Empoli quando aveva soltanto 13 anni. «Aeroplanino», così era soprannominato nell'ambiente per via del suo modo di esultare ad ogni gol, fu selezionato da Ettore Donati, osservatore della società che lo chiamò per un provino. Donati fu chiamato da Lorenzo D'Amato, il tecnico della San Nicola, scuola di calcio locale e primo allenatore di Montella. Caterina, prima delle sorelle, seguiva passo passo il fratello più piccolo, come una seconda mamma.

I genitori avevano immaginato per Vincenzo un futuro di studio ma poi assecondarono la sua passione ed il suo talento per il calcio. Caterina, raccontano i parenti, spendeva sempre una buona parola per il fratellino. Si sentivano spesso anche dalla Turchia, uno scambio di frasi affettuose: «Quando vieni, ti aspetto sempre». E ancora ricordi. «Vincenzo ha sempre tenuto un tesoro dentro i piedi», hanno ricordato anche ieri i concittadini che sono corsi ad abbracciarlo e a consolarlo per la perdita di un affetto tanto caro.

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