Modelle per un giorno, sfilata vintage delle Over50: “Anche alla nostra età illuminiamo gli abiti”

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San Martino Siccomario (Pavia), il Centro socioculturale “Luigi e Luigina Sabbia“ si è trasformato in una maison de couture artigianale con abiti realizzati con scampoli acquistati al mercato e indossati da donne comuni. L’iniziativa di Graziella, stilista per passione

In passerella Alida e Monica Katia e Ivana. La stilista è Gabriella

In passerella Alida e Monica Katia e Ivana. La stilista è Gabriella

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San Martino Siccomario (Pavia) – Moda prêt-à-porter portata in passerella da indossatrici per un giorno. Ieri pomeriggio il Centro socioculturale “Luigi e Luigina Sabbia“ si è trasformato in una maison de couture artigianale con abiti realizzati da una stilista non professionista e indossati da donne comuni che vogliono riacquistare autostima e sentirsi belle come accadeva da giovani. A realizzare il sogno di Alida, Monica, Katia, Ivana e tante altre è stata Graziella, stilista per passione che per anni si è confezionata in casa gli abiti. Ora che ha qualche capello bianco, continua ad acquistare scampoli di tessuti al mercato per confezionare capi e regalare un’opportunità ad altre donne.

"Graziella mi ha regalato tanta energia”

“Graziella mi ha regalato tanta energia e mi ha fatto stare bene – dice Alida Rocchetta – Chi realizza vestiti pensa a farli vedere, non a chi li indossa. Chi li porta invece si sente diversa: da anziana e goffa a modella per un giorno”. “Cucivo vestiti per me – racconta Graziella – Ero una bella donna e ci tenevo. Adesso continuo a fare moda vintage perché recupero abiti vecchi, li rimoderno, riprendo capi di un tempo come nel caso della collezione di mantelle per i primi freddi. I miei capi rivivono tante volte”.

L’iniziativa

Con la lista delle uscite delle modelle, come sulle più note passerelle, Graziella chiama e le sue indossatrici escono, ma non sono manichini chiamati a dare lustro agli abiti, sono persone illuminate da quei capi. “La seconda età non ha limiti”, aggiunge Ivana, che lavora in un ente pubblico. “Mi piacciono gli abiti di moda – aggiunge Monica – Ho conosciuto Graziella a una festa e, quando mi ha proposto di sfilare, ho accettato”. Da vera artista, Graziella va dove viene chiamata: “Se mi chiamassero più associazioni andrei in più posti, non solo nelle Rsa”. “Non ho mai sfilato prima di conoscere Graziella – sottolinea Katia, mentre la figlia la guarda emozionata – Un passatempo divertente che mi consente di rimettermi in gioco”.

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