Mobilità in Italia, l’auto resta dominante: vale oltre il 60% degli spostamenti - News - Automoto.it
L’indice di sostenibilità è fermo al 34% dal 2000, ma molti italiani vorrebbero usare più bici e mezzi pubblici.
16 settembre 2026
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Più di un quarto dei tragitti entro due chilometri viene ancora percorso in automobile. È uno dei dati più significativi delle anticipazioni dell’Osservatorio Audimob di Isfort, presentate a Roma durante ECO 2026, il Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti. Nel 2025 gli italiani hanno effettuato più spostamenti giornalieri rispetto agli ultimi anni, senza però aumentare i chilometri complessivamente percorsi: una combinazione che descrive una mobilità sempre più locale, ma ancora fortemente dipendente dall’auto.
L’auto supera il 60%, il trasporto pubblico resta sotto il 10%
L’automobile continua a coprire oltre il 60% degli spostamenti, mentre il trasporto pubblico rimane sotto il 10% e fatica a recuperare le posizioni del 2019. A guadagnare terreno sono invece le due ruote, sia nella componente formata da biciclette e micromobilità, sia in quella motociclistica. Il quadro generale non mostra comunque un riequilibrio decisivo: l’Indice di Mobilità Sostenibile, calcolato considerando gli spostamenti a piedi, in bicicletta, con mezzi di micromobilità e trasporto pubblico, si ferma al 34%. È sostanzialmente lo stesso livello registrato nel 2000.
Il divario tra grandi città e piccoli Comuni
La media nazionale nasconde differenze territoriali profonde. Nelle città con più di 250.000 abitanti il trasporto pubblico raggiunge il 18,4% degli spostamenti, oltre il doppio della media italiana. Nei Comuni sotto i 50.000 abitanti la quota scende invece al 4-5%, mentre il peso dell’auto sfiora il 75%. Nel Mezzogiorno la vettura privata arriva al 65%. La possibilità di rinunciare all’automobile, quindi, dipende in larga misura dalla disponibilità di alternative affidabili, frequenti e accessibili: dove la rete collettiva è meno capillare, l’auto rimane spesso uno strumento necessario e non una semplice preferenza.
Spostamenti brevi, ma spesso al volante
Oltre l’80% dei viaggi avviene entro un raggio di dieci chilometri e l’85% dura meno di mezz’ora. Nonostante questa dimensione prevalentemente locale, nel 2025 il 27,3% degli spostamenti fino a due chilometri è stato effettuato in auto. È proprio sui tragitti di prossimità che esiste il margine più ampio per favorire gli spostamenti a piedi, in bicicletta o con il trasporto pubblico. Il passaggio, tuttavia, richiede reti ciclabili continue, collegamenti sicuri e servizi adeguati anche fuori dai maggiori centri urbani.
Gli italiani vogliono usare più bici e mezzi pubblici
La Propensione al Cambio Modale, cioè la differenza tra chi vorrebbe aumentare e chi diminuire l’impiego di un mezzo, è negativa per l’automobile a -10,8. Il 23,8% degli intervistati dichiara di voler ridurre l’uso dell’auto, contro il 12,9% intenzionato ad aumentarlo. L’indice diventa invece positivo per il trasporto pubblico, a +13,8, e soprattutto per la bicicletta, a +25,2. Il 36,3% vorrebbe servirsi maggiormente dei mezzi pubblici, mentre il 38,2% userebbe più spesso la bici. Come ha spiegato Carlo Carminucci, direttore della Ricerca di Isfort, questa disponibilità può diventare un cambiamento concreto soltanto creando le condizioni necessarie.
Giovani e donne scelgono modalità più sostenibili
Le abitudini cambiano anche in base all’età e al genere. Tra i giovani, la quota del trasporto pubblico raggiunge il 15,4%, contro il 5,2% rilevato nelle fasce mature. Le donne ricorrono maggiormente agli spostamenti a piedi, ai mezzi pubblici e all’auto condivisa, ma sostengono anche una parte più consistente della mobilità legata alla gestione familiare: il 34,2% contro il 25,1% degli uomini. Il dato mostra come le scelte non dipendano soltanto dalla sensibilità ambientale, ma anche dall’organizzazione quotidiana, dagli orari e dalla distribuzione dei servizi.
La transizione passa dall’offerta di alternative
Il confronto di ECO 2026 ha evidenziato il ruolo degli investimenti nel trasporto collettivo. Regionale di Trenitalia ha indicato in circa 1.009 i treni di nuova generazione già consegnati, destinati a diventare 1.081 entro il 2027, nell’ambito di un investimento complessivo da 7 miliardi di euro. Rinnovo dei mezzi, biglietti digitali, sistemi Tap&Tap e intermodalità puntano a rendere il servizio più semplice e competitivo. In un mercato automobilistico chiamato contemporaneamente a ridurre emissioni e costi d’uso, i dati Audimob ricordano che la transizione non riguarda soltanto le motorizzazioni: senza alternative concrete, soprattutto nei piccoli centri e nel Mezzogiorno, la centralità dell’auto è destinata a rimanere strutturale.
L’Osservatorio Audimob si basa su un’indagine annuale condotta tra i residenti in Italia dai 14 agli 84 anni, attraverso interviste telefoniche e online. La rilevazione, attiva dal 2000, ricostruisce gli spostamenti effettuati dagli intervistati nel giorno precedente.