"Mms rinunci al 50% degli utili"
"Mms rinunci al 50% degli utili per reinvestirli nel potenziamento e nella manutenzione delle infrastrutture". E’ la sollecitazione che il consigliere regionale ed ex sindaco di Fano Massimo Seri rivolge ai vertici dell’azienda pesarese dopo che, per quasi tre giorni, il capoluogo e il territorio circostante sono rimasti senz’acqua. "Sarebbe un gesto concreto e, soprattutto, la dimostrazione – prosegue Seri – della volontà di ricostruire con i cittadini un rapporto oggi profondamente compromesso. Di fronte a una situazione straordinaria come quella attuale, i costi non possono essere sostenuti esclusivamente attraverso le bollette o i finanziamenti pubblici, che rimangono comunque necessari". Ma di cosa ha bisogno la provincia, secondo Seri, per affrontare il tema dell’approvvigionamento idrico? "Di un grande bacino di accumulo dell’acqua nella fascia appenninica e una seria pulizia degli invasi da fango e detriti. La crescente difficoltà nel reperire acqua dolce e potabile sarà uno dei temi più rilevanti dei prossimi decenni, come ci ricorda una ricerca dell’Onu. La questione idrica va affrontata in maniera bipartisan, coinvolgendo le istituzioni, l’Ato e le aziende gestrici del servizio. "Accanto alla soluzione strutturale di lungo periodo, servono risultati concreti nel breve e nel medio termine: risanamento della rete e delle dorsali principali, aumento della capacità di stoccaggio dei serbatoi. Altrettanto necessario è accelerare gli interventi di pulizia e recupero della capacità degli invasi. Fondamentale valutare l’opportunità di attingere alle risorse del pozzo del Burano estendendone il beneficio anche ad altri Comuni". Seri chiama ad "una assunzione di responsabilità collettiva. A chi, come il sindaco Gambini, richiama la mancata occasione, negli anni passati, di realizzare una società unica provinciale (Mms-Aset ndr), il consigliere Seri ricorda che "è mancata la capacità di una strategia territoriale".
an. mar.