Missione vaticana a Mosca, obiettivo: ricucire con gli ortodossi per ridurre le vittime fra i civili
Il cardinale Gallagher preparerà il terreno per la visita di Zuppi a settembre. La Santa Sede vuole tornare in campo per ridurre le sofferenze in Ucraina

Kirill, patriarca della Chiesa ortodossa russa

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Rimini, 24 agosto 2026 – Aprire un dialogo efficace con il patriarcato di Mosca. È questo uno degli obiettivi della missione diplomatica vaticana che da oggi fino a venerdì vedrà impegnato il Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, monsignor Paul Richard Gallagher. Alla Santa Sede hanno ben chiaro che attualmente lo spazio per un negoziato tra l’Ucraina e la Russia non c’è, ma in questo momento c’è una questione umanitaria che è diventata ancora più urgente. Oltre ai soldati prigionieri e ai minori ucraini che devono essere ricongiunti alle loro famiglie, ora anche i civili sono diventati sempre più i bersagli delle azioni belliche e in questo viaggio l’arcivescovo cercherà di riaffermare almeno il principio della distinzione tra i combattenti e i non combattenti.

Il cardinale Gallagher
L’agenda è fitta di appuntamenti e di incontri con le autorità della Federazione russa, con esponenti del Patriarcato di Mosca e con la comunità cattolica. In particolare c’è la speranza e la volontà di rendere meno tesi e più collaborativi i rapporti con la chiesa ortodossa russa. Il Patriarca Kirill ha sempre sostenuto l’invasione voluta da Putin perché considera l’Ucraina parte del suo mondo spirituale, anche se la chiesa ortodossa di Kiev è stata dichiarata indipendente da Mosca dal patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I nel dicembre del 2018. I patriarcati ritengono, però, sacri i loro confini e questo, ad esempio, è la principale ragione per cui la chiesa ortodossa serba è fortemente contraria all’indipendenza del Kosovo. Questo valore inviolabile del confine rende comprensibile il motivo per cui Kirill considera la vittoria della “santa Rus” come l’unica via per arrivare alla pace.
A più di quattro anni dall’invasione dell’Ucraina, però, il conto delle vittime diventa sempre più tragico. Nella sua missione Gallagher cercherà di evidenziare come la via delle armi abbia generato più morti che successi militari e sia, quindi, necessario compiere qualche passo insieme in un’altra direzione che abbia, come primo risultato, la protezione dei civili. Dal 2022 il dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato è guidato dal metropolita Antonij Sevriuk, persona molto conosciuta in Vaticano essendo in precedenza stato il vescovo per l’Italia della Chiesa ortodossa russa. Sevriuk apprezza l’equilibrio con cui la Chiesa cattolica si è approcciata a questo conflitto nella speranza di dare un contributo fattivo per raggiungere una pace giusta e anche questo fattore potrebbe essere rilevante per accendere una intesa ecumenica efficace.
Di aspetti umanitari non differibili il Segretario per i Rapporti con gli Stati parlerà anche con il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, in un colloquio bilaterale previsto per la giornata di domani. In questo modo Gallagher preparerà pure il terreno per la visita che il cardinale arcivescovo Matteo Zuppi dovrebbe effettuare nella seconda metà di settembre. Le date sono state fissate da tempo, ma alla Santa Sede predicano prudenza visto il continuo esacerbarsi del conflitto e non vogliono sbottonarsi fino a quando non sarà certo lo svolgersi di questa missione.
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