«Mio figlio mi picchiava, l'ho denunciato per salvarlo. Ora aiutiamo chi soffre come noi: educare ragazzi e genitori può combattere la violenza»

Una storia di violenza, ma anche di rinascita e di amore, raccolta in un libro che il 23 settembre 2026 è stato presentato nella Sala Stampa della Camera dei Deputati nell'ambito dell'iniziativa "Taccuino. Nuovi linguaggi contro la violenza di genere", promossa dall'onorevole Martina Semenzato, presidente della Commissione d'inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere. 

A raccontarla sono Anna Tiziana Torti e Lorenzo Greco. Tiziana è stata vittima di violenza domestica da parte di suo figlio Lorenzo, e insieme hanno raccolto il loro vissuto e il percorso che hanno fatto per uscirne e per ricongiungersi nel libro "La distanza che ci unisce", edito Mondadori e uscito a ottobre 2025. Dopo presentazioni nelle scuole e in giro per l'Italia, la loro testimonianza è arrivata alle istituzioni: è un ulteriore passo verso la costruzione di un progetto per dare supporto e aiuto ai genitori vittime di violenza da parte dei figli e per abbattere lo stigma e la vergogna che spesso circondano il tema, portando la testimonianza di chi è stato abusato, ma anche di chi ha abusato.

Hanno preso parte all'evento, moderato da Valerio de Gioia, Consigliere della Corte di Appello e consulente della Commissione d'inchiesta sul femminicidio, anche l'attrice Elena Sofia Ricci e il regista Gabriele Lazzaro.

«Una denuncia per salvare il figlio»

«Ci ho messo un po' a decidere se presentare o meno questo libro», ha spiegato Martina Semenzato. «È una storia difficile, ma anche di straordinaria forza e di impegno». Una testimonianza del genere è preziosa: «Può essere d’aiuto a tantissimi ragazzi e ragazze che si trovano nella stessa situazione e che sfogano le loro difficoltà, per mille motivi, su quelle che invece sono vittime dell’abuso».

La svolta nella storia di Tiziana e Lorenzo arriva quando lei trova il coraggio di denunciare. «Una denuncia della mamma che non è finalizzata a punire o a penalizzare il figlio, ma a salvarlo», spiega Valerio de Gioia.

In questi casi, uscire dalla spirale di violenza è difficile, faticoso, anche a causa del profondo stigma che circonda il tema. Ma come sottolinea Torti, in queste situazioni, «non esistono differenze sociali, non esistono appartenenze, non esistono Paesi. È un tema universale che tocca veramente tutti e, per questo, va sdoganato il prima possibile».

Scrivere del loro vissuto e del percorso compiuto è stato uno strumento importante. «La vergogna del gesto che ho compiuto me la sono portata per molto, molto tempo», racconta Lorenzo. «Però è riuscita a scardinarla il libro», insieme alla terapia. Anche Elena Sofia Ricci ha sottolineato l'importanza del non normalizzare atteggiamenti tossici, violenti, e di partire a monte, raccontando la sua esperienza personale in quanto vittima di abusi. «È un invito che faccio a chi ci governa: che l’educazione sia fatta ai ragazzi ma anche ai genitori».

Aiutare le altre famiglie

Proprio per questo, Tiziana Torti vorrebbe aprire un'associazione per aiutare chi vive situazioni simili alla sua e quella di Lorenzo. «Le intenzioni ci sono: il libro serve, ma un'associazione sarebbe più capillare, più vasta, potrebbe aiutare di più». E sarebbe anche più facile presentare il libro nelle scuole, arrivando ai ragazzi. «La scuola potrebbe dare strumenti che mancano ad alcuni ragazzi, che magari hanno dei genitori violenti, e permettere loro di reagire in maniera diversa».

Ma serve anche altro. «Non ci sono solo le scuole», sottolinea. «Credo sia fondamentale educare anche i genitori. Se le scuole facessero degli incontri di psicoeducazione ai genitori, sarebbe ottimo. Ma anche in altri luoghi, come i consultori, dove le persone vanno per chiedere aiuto. O, anche, se si sensibilizzassero le varie ASL, i vari consultori, i vari Comuni, le varie circoscrizioni su questo, sarebbe molto auspicabile che si riuscisse a organizzare dei corsi di psicologia, di educazione affettiva e genitoriale».

Il tema è più diffuso di quanto si pensi, arrivare alle istituzioni è il primo passo. «Che l’onorevole Martina Semenzato abbia visto il nostro libro, abbia deciso di leggerlo e abbia deciso di chiamarci per portare la nostra testimonianza, è un traguardo enorme». Ora, la sfida è arrivare dappertutto.


Ultimo aggiornamento: sabato 26 settembre 2026, 09:11

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