Minerva – La Scuola, intervista a Biagio Venditti

Biagio Venditti è Vincenzo Cipriani in Minerva – La Scuola, la nuova serie che racconta la vita degli studenti di un istituto militare tra disciplina, amicizie, sentimenti e crescita personale. Romano, nato il 15 agosto 2007, l’attore ha iniziato a recitare da bambino, debuttando a nove anni nel film Il giardino dei numeri di Vincenzo Stango e prendendo parte alla serie Tutti insieme all’improvviso. Ha poi recitato in Un passo dal cielo 4 e Don Matteo 11, prima di raggiungere una maggiore popolarità con Di4ri, la serie Netflix nella quale interpreta Daniele Parisi nelle prime due stagioni. Al cinema è apparso in L’ultima settimana di settembre con Diego Abatantuono e in Storia di una notte, mentre nel 2026 è nel cast di Se ami qualcuno dillo di Marco Bonini.

In Minerva – La Scuola interpreta Vincenzo Cipriani, un ragazzo romano appartenente a una famiglia di militari di alto rango, entrato nel prestigioso istituto per seguire le orme del padre. Geniale, brillante e ironico, Vincenzo sembra inizialmente essere lo studente modello, ma lontano da casa scopre una parte più fragile di sé e deve imparare a capire quale sia realmente la sua strada. “Vincenzo entra a Minerva per suo padre. Credo che il momento in cui lui scompare sia proprio al centro del suo arco”, racconta Biagio Venditti, spiegando il passaggio fondamentale nella crescita del personaggio.

“C’è un dialogo con Max, il suo anziano, in cui gli spiega che per superare quello che sta vivendo, dato che anche lui ha perso sua madre, è rimasto nella scuola. Forse lì Vincenzo capisce che la scuola può dargli forza e inizia il suo secondo viaggio, durante il quale scopre se stesso e capisce che forse è lì anche per sé e per imparare qualcosa da se stesso”.

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Beatrice Savignani Paola Giordano In Minerva - La Scuola E Biagio Venditti
Beatrice Savignani Paola Giordano In Minerva – La Scuola E Biagio Venditti

Il rapporto tra Vincenzo, Max e Paola

Nel percorso di Vincenzo hanno un ruolo importante anche Max (Giulio Brizzi) e Paola (Beatrice Savignano), dando vita a un rapporto complesso che accompagna il protagonista nella sua crescita. “Credo che Paola stia con Max all’inizio anche per seguire questa sua ribellione e trovi poi in Vincenzo una purezza, anche un po’ bambina, che prima rifiutava. Vincenzo, invece, in Paola riesce a trovare forse uno degli input per essere finalmente un uomo, nel senso di non lasciarsi andare e mettersi alla prova”. Il rapporto con Max, però, si rivela altrettanto fondamentale per la crescita di Vincenzo.

“Non è un rapporto solo negativo. Inizialmente sì, ma poi Vincenzo riscoprirà dei punti importanti proprio grazie a Max. Riesce a crescere e a trovare quello che gli mancava. Lui cercava sempre di essere qualcosa, quello che sognava di essere quando era entrato, e non riusciva mai effettivamente a concludere e raggiungere questo obiettivo. Grazie a Max riesce a capire che forse non esiste una sola strada nella vita, ma ognuno crea la sua”.

Per Biagio Venditti, anche il lavoro sul linguaggio fisico e sull’ambientazione militare ha avuto un ruolo importante nella costruzione del personaggio. “Mi ha affascinato molto la parte militare, dalle divise al portamento. Credo tanto nel linguaggio e nella comunicazione fisica, che è anche una cosa che ho scoperto lavorando a questa serie. C’è anche il dare rispetto attraverso il corpo. Io faccio judo, quindi è una cosa che queste esperienze hanno in comune: prima di approcciare un maestro o qualcuno che ha dei dan, bisogna fare un inchino. È una cosa che mi affascina molto”. La quotidianità sul set ha inoltre permesso al giovane cast di costruire un legame che è andato oltre le riprese.

L’amicizia sul set con Ciro e Margherita

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Parlando del rapporto con Ciro e Margherita, Biagio racconta: “È stato un momento molto importante per il nostro percorso. Instaurare questo rapporto con loro è stata una fortuna. Erano entrambi più grandi di me e sicuramente ho imparato tanto. Da Ciro ho imparato a seguire un po’ di più il flusso della vita, seguire le mie passioni e ascoltarmi. Da Margherita, invece, ho imparato a essere una persona più seria e a pensare alle cose importanti. Ero molto più piccolo di loro, soprattutto di Margherita, quindi trovare due persone così accanto è stata un’esperienza forte”.

L’attore sottolinea anche quanto fosse importante costruire un rapporto di fiducia fuori dal set per rendere credibili le dinamiche tra i personaggi: “Dovevamo passare molto tempo insieme, dovevamo entrare in empatia in scena e quindi c’era sicuramente anche la voglia di farlo nella vita, di starci accanto, di supportarci. Per me significa questo”. E tra divise, addestramento e scene d’azione, Venditti ha avuto anche l’occasione di portarsi a casa una nuova abilità. “Il mio personaggio non ha troppi talenti, quindi non ho fatto troppi allenamenti come loro. La scherma l’ho fatta pochissimo, anzi io non l’ho proprio mai fatta per la serie. Anche per l’arrampicata non mi sono allenato perché dovevo fare schifo. Quindi ho fatto schifo senza allenarmi a fare schifo: è stato naturale”.

L’esperienza gli ha però permesso di imparare a ballare il valzer: “Abbiamo fatto delle lezioni di ballo e ho imparato a ballare il valzer. Una cosa utile a casa, che mi sono portato a casa. Anche se poi abbiamo fatto delle prove e non è andato troppo bene”.