Milano, la scuola è ripartita: tutti in aula con tante novità tra tecnici, liceo matematico e “Dada“
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L’istituto Bertarelli entra nel Berchet: cinque aule del linguistico di Porta Romana sotto l’ala del classico del via della Commenda. Le novità e i nodi da sciogliere sul sostegno. Il direttore Volta: “Rendere più attrattivo il ruolo del docente”

L’apertura dell’anno scolastico al comprensivo Galvani

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Milano, 15 settembre 2026 – “Abbiamo lavorato alacremente per far sì che la scuola possa partire con quasi tutti gli insegnanti e quasi tutto il personale che necessita per lavorare davvero sin dal primo giorno”. Il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Luciana Volta, lo dice a margine della cerimonia di apertura del nuovo anno scolastico, al comprensivo Galvani.
E qui l’obiettivo del “tutti in cattedra” dal primo giorno è stato raggiunto tra assunzioni e primo scorrimento delle graduatorie. “Grazie anche al tempestivo intervento degli uffici, siamo riusciti a partire con tutti i docenti in classe – conferma la preside, Anna La Rocca –. Abbiamo avuto personale neo-immesso e personale anche da graduatoria già inserito nelle classi, e quindi l’anno scolastico è a regime già dai primi giorni di scuola”.
I numeri in Lombardia
In Lombardia sono stati assunti a tempo indeterminato 7.042 docenti, inclusi 2.153 di sostegno. Ma è in questo ambito che si fatica ancora a trovare il personale specializzato necessario, soprattutto alle primarie. “Resta qualche criticità sul sostegno – conferma Volta –: spesso le certificazioni non sono rilasciate in tempi utili e comodi per consentire l’immediato riferimento del docente. Ma non vorrei più sentire parlare di cattedre vuote che dà l’idea della scuola deserta, perché non è così”.
Ieri è suonata la prima campanella in tutte le 1.108 scuole lombarde. “Sul reclutamento degli insegnanti si sa tutto quello che stiamo facendo, che è stato fatto e che faremo prossimamente con nuove tornate concorsuali per stabilizzare il corpo docente – continua Volta – auspichiamo di rendere anche più attrattivo un ruolo che è fondamentale. È un ruolo veramente strategico. Dobbiamo crederci tutti quanti davvero”.

Primo giorno di scuola all'istituto Bertarelli
Un anno di novità
Intanto si apre un anno di novità, a partire dalla riforma dei tecnici. “Sono particolarmente soddisfatta perché ho trovato grande interesse sia nei dirigenti scolastici sia nelle famiglie”, commenta il dirigente dell’Usr. Mentre si consolida la formula 4 più 2 che entra per la prima volta in alcune scuole come l’alberghiero Carlo Porta, debutta pure il liceo Matematico al Severi Correnti e tra i più piccolini comincia a diffondersi il modello finlandese.
La rivoluzione Dada
Tra le sperimentazioni che entrano a regime c’è anche la “rivoluzione Dada“: l’aula tradizionale si trasforma in aula-ambiente per l’apprendimento. “Quest’anno abbiamo portato la Dada anche nel plesso della scuola secondaria di via Fara – spiega la preside dell’istituto comprensivo Galvani, Anna La Rocca – dopo averla messa a punto nella secondaria di via San Gregorio. La risposta è stata positiva, anche i docenti hanno rimodulato tutta l’attività didattica, proprio perché la Dada consente ai docenti di attuare una metodologia attiva di didattica negli ambienti di apprendimento. Anche in primaria i piccolini della Margherita di Savoia e della Cardinal Borromeo partono con le prime due aree tematiche: gli alunni si sposteranno nell’area di italiano, storia e geografia o in quella delle discipline matematico-scientifico-tecnologiche”. E anche per le lingue c’è il laboratorio ad hoc. “Un movimento continuo che rende anche i bambini molto autonomi”.
Nuovi spazi per il Bertarelli-Ferraris
Sempre a tema spazi, il linguistico del Bertarelli-Ferraris di Porta Romana quest’anno avrà cinque classi sotto l’ala del classico Berchet: “Con l’espansione del tecnico turistico e la crescita continua del linguistico, grazie al cinese, servivano nuovi spazi e Città Metropolitana ne ha compreso l’importanza – spiega il preside Federico Militante –. Credo sia un esempio di scuola come “adhocrazia“: significa scommettere sulla fiducia, sulla collaborazione e sulla capacità della comunità scolastica di autorganizzarsi, di adattarsi con intelligenza ai cambiamenti e di trasformare ogni nuova esigenza in un’opportunità di crescita e di rinnovamento. Desidero ringraziare Città Metropolitana di Milano per aver accolto la nostra esigenza e per aver individuato una soluzione. È un risultato importante, che ci consente di affrontare la crescita dell’istituto con maggiore serenità e, soprattutto, con la consapevolezza che una scuola che cresce è una scuola che genera attrattività, fiducia e futuro”.
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