Milan, il rebus Leao cerca soluzione. L’ipotesi permanenza non tramonta
Approccio dell’Aston Villa, resiste il Galatasaray. Ma nessun club offre i 50 milioni richiesti da Cardinale

Approccio dell’Aston Villa, resiste il Galatasaray. Ma nessun club offre i 50 milioni richiesti da Cardinale

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"Dio sta guidando tutto questo", scrive Rafael Leao sui social. Può darsi, ma dalle parti di Milanello servirebbe comprendere almeno quale sia la destinazione. A pochi giorni dalla chiusura del mercato, il portoghese continua a vivere sospeso tra una cessione sbandierata, e necessaria per le casse, e una permanenza per cui nessuno sembra davvero preparato. Una frase enigmatica basta così a riaccendere interpretazioni, speranze e sospetti attorno alla telenovela più lunga dell’estate rossonera.
RedBird ha fissato la propria linea: Leao può partire, ma non verrà svenduto. La valutazione resta compresa tra i 50 e i 60 milioni di euro, bonus inclusi, e non sarà abbassata soltanto perché il calendario corre. Una posizione comprensibile per il calciatore offensivamente più talentuoso della rosa, legato al club fino al 2028. Meno decifrabile sarebbe arrivare agli ultimi giorni senza aver stabilito davvero che cosa fare qualora quella cifra non venisse raggiunta. Soprattutto tenendo conto delle “fughe in avanti“, a livello comunicativo, di tutte le parti in gioco in questi mesi.
L’Aston Villa ha effettuato un primo sondaggio, ma ha giudicato troppo elevate le richieste rossonere. Non esiste ancora un approccio ufficiale con il giocatore e la trattativa si è raffreddata prima ancora di scaldarsi. Il Newcastle resta sullo sfondo, mentre il Tottenham rappresenta la nuova ipotesi costruita in Premier League, destinazione alla quale Leao (che anche ieri si è allenato a parte) aprirebbe volentieri. Per ora, però, anche da Londra non è arrivata un’offerta.
Il Galatasaray rimane quindi il candidato più concreto, almeno per continuità dell’interesse. La prima proposta da 35 milioni e i successivi ragionamenti attorno ai 40 più bonus non sono stati sufficienti. I turchi devono rilanciare, il Milan eventualmente concedere qualcosa: la chiusura posticipata del mercato sul Bosforo offre più tempo, ma consegnerebbe ai rossoneri il rischio di cedere Leao quando in Italia non sarebbe più possibile sostituirlo. L’Arabia Saudita, invece, non è mai stata un’opzione per il giocatore.
Tutto non esclude dunque il secondo scenario: la permanenza. Una sconfitta per tutti? Forse, certo si richiederebbe una vera ricucitura con Ruben Amorim. Anzi, un vero avvio del dialogo. Servirebbe chiarire ruolo, responsabilità e disponibilità al sacrificio dentro un sistema che pretende intensità senza pallone. Aggressione. Parole sconosciute al portoghese, che dalla sua, ovviamente, ha un talento che nessun compagno può pareggiare.
D’altronde, anche la sostituzione ipotetica rappresenta un problema. Piace Kaoru Mitoma del Brighton, ma non è il trequartista mancino ideale per il nuovo sistema. Potrebbe diventare caldo il profilo di Alvyn Sanches, classe 2003 dello Young Boys, un’eventuale doppia scommessa al fianco di Alphadjo Cissè in risposta a un’eredità pesante. La verità è semplice: oggi nessuno ha messo sul tavolo i 50-60 milioni richiesti. Dio starà anche guidando tutto. Cardinale, Amorim e lo stesso Rafa devono però decidere, finalmente, se la strada da percorrere insieme esista ancora.
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