Migranti, la Germania: «Via ai respingimenti». La replica: stop alle Ong
È partita una reazione a catena. Dopo la crisi migratoria a Ceuta, l'Italia ha sospeso il trattato di Schengen con la Spagna, Madrid ha risposto con la stessa moneta ripristinando i controlli alle frontiere per i voli e le navi in arrivo dal nostro Paese, e ora la Germania respinge "al mittente" gli immigrati approdati sulle coste italiane e poi transitati nel territorio tedesco. «Il nuovo Patto sulla migrazione e l'asilo (entrato in vigore il 12 giugno, ndr) va attuato - ha avvertito Berlino - i rientri dei "dublinanti" devono essere operativi». «Tornano muri e confini: è il frutto avvelenato del nazionalismo», ha commentato il segretario di "Più Europa" Riccardo Magi.
Ma Palazzo Chigi non ha intenzione di fare marcia indietro, almeno fino a Ferragosto, visto che da oggi a sabato si teme una nuova ondata di 30-50 mila persone che dal Marocco potrebbero raggiungere l'exclave spagnola di Ceuta. «Il rischio terrorismo e il rischio di immigrazione clandestina non possono essere sottovalutati - ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Gr Rai - Ecco perché fino al 15 agosto l'Italia non potrà cambiare la sua decisione sulla sospensione di Schengen nei confronti di aerei e navi provenienti dalla Spagna. Quando tutto sarà tornato alla normalità, siamo pronti a ripristinare la situazione precedente». Secondo un report dell'intelligence italiana è partita infatti una mobilitazione sui social e sulle chat di WhatsApp, Telegram e Signal, dietro la quale potrebbe nascondersi la regia dei trafficanti di essere umani: il rischio è che le retrovie di Ceuta in territorio marocchino possano diventare un centro di "radicalizzazione e reclutamento jihadista". I messaggi che rilanciano la nuova invasione di Ceuta provengono da numeri telefonici del Marocco, ma anche Usa, Egitto, Algeria, Tunisia, Libia e Senegal. «Colpiamoli il giorno 10 e non l'11», si legge in uno di questi messaggi.
Scontro Berlino-Roma
«Il funzionamento del sistema di Dublino è una condizione imprescindibile per il successo del Sistema europeo comune di asilo», ha spiegato a "Repubblica" un portavoce del ministero dell'Interno tedesco. La Germania si aspetta che i trasferimenti in Italia e Grecia vengano ripristinati dal 12 giugno. Né Palazzo Chigi né l'esecutivo Ue hanno commentato la mossa di Berlino, ma fonti del Viminale precisano che «con alcuni tra i principali paesi europei, tra cui la Germania, l'Italia considera azzerati tutti i presunti "dublinanti" arrivati in Europa prima del 12 giugno 2026». Inoltre, ad oggi «è ancora prematuro immaginare che ci siano delle persone che, arrivate in Italia dopo tale data, siano attualmente in altri paesi». Peraltro, per quelli che si sposteranno all'estero, l'Italia eccepirà che dovrà operarsi una "compensazione" che consideri i migranti sbarcati sul nostro territorio nazionale ad opera di imbarcazioni di Ong che battono bandiera di paesi europei. «E la maggior parte sono proprio tedesche».
I controlli
Sul fronte spagnolo, ieri è stata la seconda giornata di controlli alle frontiere per chi arrivava dall'Italia. Solo sabato sono state effettuate verifiche su 199 passeggeri, distribuiti su 12 voli atterrati a Madrid-Barajas, Barcellona El Prat, Siviglia, Bilbao e Valencia. «La misura sarà oggetto di continue valutazioni e verrà revocata prima della data prevista (ossia la mezzanotte del 7 settembre, ndr) quando verranno meno le minacce che ne hanno motivato l'adozione», ha precisato il ministero dell'Interno spagnolo, sottolineando che non ci potrà essere una proroga automatica. La decisione di bloccare Schengen con l'Italia è giustificata ufficialmente da una «grave, reale e attuale minaccia all'ordine pubblico e alla sicurezza interna», a causa della concentrazione di migranti su determinati voli e collegamenti marittimi provenienti dal nostro Paese. Il governo di Pedro Sanchez precisa che i controlli saranno effettuati in modo «proporzionato, flessibile e basato sul rischio», con l'obiettivo di limitare i tempi di attesa.
Sul fronte italiano, ad oggi sono 19 i cittadini extracomunitari - marocchini, cinesi, colombiani e georgiani - per i quali sono state riscontrate posizioni «irregolari e sospette». Ma nessuno di loro era transitato per Ceuta. Per 15, privi dei requisiti di ingresso, la polizia ha notificato il respingimento immediato alla frontiera, mentre per altri 4 le verifiche tramite banche dati hanno fatto emergere pendenze penali. «Bisogna sconfiggere alle urne il nazionalismo, ma ci aspettiamo una reazione forte anche delle istituzioni europee, che non possono assistere impassibili alla disgregazione dell'Ue», conclude Riccardo Magi.
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