Michela Buonagura presenta 'Conto i passi. Storie di disamore' - Notizie - Ansa.it
Successo a Palma Campania per la
scrittrice Michela Buonagura, a dar voce in questo libro, "Conto
i passi, storie di disamore'', Metelliana Edizioni, alla
sofferenza di donne violate, che reclamano la vita interrotta e
le riporta, come una sacerdotessa, dal buio alla luce. A firmare
la prefazione a questo prezioso testo è Livia De Pietro che
commenta: '' Per chi conosce Michela, sa con quale tenacia
denuncia tali problematiche con attività di impegno sociale. I
suoi monologhi sono testimonianze di una realtà violenta che
quotidianamente riempie le pagine di cronaca e che noi leggiamo
con orrore, ma impotenti e incapaci di dare un minimo contributo
individuale, chiusi nel nostro particulare.'' Nella quarta di
copertina spiccano dirette e dure le parole dello scrittore
Luigi Romolo Carrino: "È alle coordinate più sicure della Terra,
è alla latitudine famiglia e longitudine casa che viene
esercitata la brutalità più inattesa. Con una lingua essenziale,
diretta, fluida, sanguigna, Michela scarnifica la parola per
arrivare all'osso della ferocia, disvelando il male che si
nasconde dietro il bene esibito."
"È un lavoro sofferto, ho attraversato il dolore per scrivere
questi monologhi. Mi sono calata nei personaggi e nella loro
sofferenza. Non è stato facile trovare le parole per poterla
esprimere, evitando la mera retorica." - ha confessato l'autrice
alla sua carissima amica, scrittrice e giornalista Adelina
Mauro, per continuare: "E' il mio dovere civico, umano,
sollecitare riflessioni su un problema di cui tanto si discute e
nulla si fa. Sono a contatto con i giovani quotidianamente e li
guido a continue riflessioni sugli stereotipi che si
costruiscono. Ed è proprio con loro, con i piccoli e con i
ragazzi che bisogna partire per educare al rispetto di genere e
a una corretta visione della vita. E anche i media devono fare
la loro parte, prevenire la violenza, è un impegno che riguarda
tutti, non solo le donne, soprattutto gli uomini".
Michela Buonagura da sempre è impegnata nella difesa dei diritti
delle donne, per l'emancipazione femminile, realizzando e
partecipando a numerosi eventi di denuncia sociale sul
territorio campano. È stata una delle prime a parlare di
violenza sulle donne nel paese in cui vive a Palma Campania. Con
Michelangelo 1915 Editore, ha pubblicato la plaquette Occasioni
(2013) e la raccolta poetica Viaggiamo fuori rotta (2017). Il
libro che racchiude 29 monologhi contro la violenza sulle donne,
tratta un tema di grande attualità: le vittime che ogni giorno i
media ci rendono note oramai sempre in numero maggiore per
violenza fisica e psicologica.
Le donne delle storie di disamore sono mogli, fidanzate, figlie,
mamme, ragazze, bambini, donne semplici, di cultura, nella
segregazione di uomini posseduti dalla gelosia, frustrazione,
alcool, maschilismo. Non c'è spazio per la tristezza o lo
sconforto, i personaggi si raccontano con una dolorosa ironia,
come se l'autrice avesse dovuto prendere distanza per non
straziarsi. Frutto dell'immaginazione e della libera espressione
artistica dell'autrice, i monologhi, tutti, indistintamente,
entrano nella testa, fanno riflettere e dovrebbero essere letti
nelle scuole. Sono segnali di riflessioni per occhi che non
vogliono vedere, orecchie che non sentono, voci che non
proferiscono. Storie sofferte, vite spezzate e il più delle
volte tragiche che escono da una penna garbata, quasi a non
ferire ancora, le donne o gli uomini delle sue storie. Sono
storie che la cronaca quotidiana non ci risparmia e che la
Buonagura riscatta con il grido liberatorio dal silenzio, la
voce dell'Io presente che non muore, si fa carezza, canzone,
nella penna dell'autrice, come a cullare e lenire il male
subito. Si sente in dovere da donna a donne martoriate ad
offrire il suo "fiore", con il libro. L'autrice ha dedicato ad
Alessandra e alle altre donne, il suo libro, con una tale
sensibilità da emozionarsi ed emozionare. ''Bisogna contrastare,
ma soprattutto prevenire la violenza, è un impegno che riguarda
tutti, non solo le donne, soprattutto gli uomini. La soluzione
può venire solo dall'educazione, dalla cultura, da una presa di
coscienza collettiva, da un cambiamento di mentalità. Una goccia
nel mare questo mio scritto, ma tante gocce fanno il mare''.