«Mi sono trasferita in Toscana e ho comprato una villetta a 200mila euro. È una cartolina, ma dopo anni mi sento ancora un'estranea»

Trasferirsi nel cuore della Toscana per cambiare vita e godere di un paesaggio da sogno è l'aspirazione di molti stranieri. Tuttavia, il divario tra l'idealizzazione della campagna italiana e le sfide quotidiane dell'integrazione può rivelarsi profondo. È l'esperienza di Aisling Sullivan, una donna irlandese di 48 anni che ha raccontato la sua storia a The iPaper. Dal 2021 vive a Monticchiello, borgo della Val d'Orcia, insieme al marito italiano di 45 anni e al figlio di quasi sei.

Nonostante la bellezza dei luoghi e la padronanza della lingua, il senso di appartenenza resta un miraggio: «Parlo un italiano fluente, mio marito è italiano e nostro figlio va alla scuola locale. Eppure, cinque anni dopo essermi trasferita nella campagna toscana, sento ancora di appartenere di più all'Irlanda e, a volte, a Milano».

Il trasferimento e la casa

Aisling e il marito si sono conosciuti nel 2014 a Dublino e, dopo un periodo a Milano, hanno deciso di cercare spazi più grandi a seguito della pandemia e della nascita del figlio. Nel 2018 avevano già acquistato una casa a Monticchiello per 200.000 euro: un villino di due camere con due giardini e seminterrato. «Ironicamente, il nostro mutuo qui è inferiore all'affitto che pagavo a Dublino dieci anni fa. Viviamo in un borgo storico della Val d'Orcia, patrimonio Unesco. È come vivere in una cartolina. Apprezzo quella bellezza ogni giorno, ma sentirsi a casa è più complicato».

Le spese e i servizi

Non tutti i conti, però, tornano come previsto: «Alcuni dei risparmi sulla casa sono compensati dai costi extra per la gestione dell'abitazione e per gli spostamenti». Se a Dublino la donna si muoveva a piedi, in Toscana la coppia ha dovuto acquistare due auto, affrontando le spese di carburante, assicurazione e manutenzione. Anche il lavoro da remoto ha presentato il conto: «La scarsa ricezione del cellulare ci ha costretti a installare un amplificatore di segnale sul tetto e, dopo interruzioni della banda larga durate interi giorni, abbiamo iniziato a pagare per una connessione di riserva».

Per la spesa settimanale a Montepulciano la cifra si attesta sui 150 euro, con prezzi simili all'Irlanda, tranne che per l'abbigliamento infantile: «Trovo gli essenziali per bambini molto più costosi in Italia e con meno scelta rispetto all'Irlanda».

L'isolamento e la cultura

Le differenze si fanno sentire soprattutto sul piano sociale e culturale. Sull'alimentazione vegetariana, Sullivan spiega: «La cucina tradizionale toscana domina. Il cinghiale è un alimento basilare, il che non è di grande aiuto quando sei vegetariano. Persino trovare una pizza davvero buona può essere sorprendentemente difficile». A questo si aggiunge la solitudine dei mesi freddi: «Tra gennaio e aprile i paesi vicini sembrano città fantasma per la chiusura delle attività stagionali. Ma la parte più difficile è stata fare amicizia. Le persone qui sono cordiali ma chiuse». E aggiunge: «Perfino mio marito si sente un estraneo».

La nostalgia e il bilancio

A pesare è anche la distanza linguistica ed emotiva dalla propria terra: «Mi manca immensamente il calore, le risate e il brusio spontaneo degli irlandesi. Mi mancano i caffè dell'ultimo minuto con gli amici e incontrare volti familiari per strada. Soprattutto, mi manca socializzare nella mia lingua, dove posso essere davvero me stessa. Anche con un italiano fluente, socializzare richiede uno sforzo mentale. L'umorismo è la parte più difficile: l'arguzia e i tempi comici non funzionano allo stesso modo in una seconda lingua». Ciononostante, il bilancio finale resta positivo: «Ci sono cose che amo follemente, come i tramonti straordinari o un aperitivo in giardino. Credo che il trasferimento sia stato la scelta giusta per la nostra famiglia. Posso provare nostalgia per l'Irlanda e contemporaneamente apprezzare ciò che abbiamo qui».


Ultimo aggiornamento: martedì 27 ottobre 2026, 12:39

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