Metul Prodhan, la promessa azzurra che arriva dal Bangladesh: ora la chiamata per uno stage in Nazionale
VENEZIA - Le radici in Bangladesh, dove la passione per il calcio è quasi ai livelli del cricket ma con risultati decisamente inferiori, il cuore e la nuova vita a Venezia. E la nazionale italiana potrebbe aver trovato una promessa da coltivare. Il protagonista di questa storia è Metul Prodhan, classe 2013, che milita nel Venezia Fc ed è fresco di convocazione per uno stage con l'Italia under 14 che si terrà oggi a Premariacco, in provincia di Udine. Nato e cresciuto nel paese d'origine, Metul si trasferisce in Italia 4 anni fa insieme alla famiglia e comincia a frequentare per la prima volta, all'età di 10 anni, una scuola calcio a Marghera, dove tutt'ora vive e va a scuola, conciliando lo studio con gli impegni sportivi. Il padre Rahim lavora come commerciante a Venezia, a Rialto, e racconta l'amore spassionato del figlio per il calcio italiano: «Appena ha iniziato a mettere piede in campo si è capito subito che era molto forte rivela . Gli piace un sacco giocare, ma anche guardare le partite di Serie A. Non ha una squadra preferita in particolare, ma simpatizza per l'Inter e per il Milan, mentre a me paradossalmente piace la Juventus». Numero 10 sulle spalle, dopo aver mosso i primi passi calcistici alla Juventina Marghera, Metul è stato subito notato dal Venezia, che prima lo ha preso nella sua Academy per poi aggregarlo, dopo un anno, alle squadre giovanili. E a seguirlo ci sono già anche Juventus e Manchester City.
La convocazione in nazionale
Ma intanto c'è la chiamata per la maglia azzurra. E se la promessa dovesse diventare realtà, Metul da grande potrà scegliere di giocare sia con il Bangladesh che con l'Italia a prescindere dal percorso nelle giovanili. Adesso starà a lui convincere Maurizio Viscidi, coordinatore delle nazionali giovanili, Luigi Milani, coordinatore del progetto under 14, e gli allenatori. «Metul è il tipico esempio di bravo ragazzo che entra in punta di piedi in una piccola società di periferia dove si insegna calcio ma soprattutto si rende possibile l'integrazione tra ragazzi provenienti da molti paesi commenta Riccardo Rienzi, presidente della Juventina Marghera . Educato, silenzioso, sempre presente e puntuale agli allenamenti, è l'allievo perfetto per un istruttore di calcio giovanile. Nonostante non abbia potuto giocare le partite per oltre sei mesi a causa della burocrazia per il suo tesseramento, è cresciuto e, grazie al suo talento cristallino, ha dimostrato che anche iniziando in una società dilettantistica si può arrivare in alto. Vederlo con ragazzi anche più grandi di lui e notare la sua classe, la facilità di gestire la palla, essere un compagno di squadra che gioca per gli altri e non solo con gli altri, è un piacere unico».
Il motto della società
Alla Juventina, che già ha cresciuto Eva Hervieux, una ragazza che oggi milita in serie B ad Arezzo ed è stata convocata in Nazionale, oltre ai risultati sportivi si guarda anche al resto: «"Passione e divertimento" è lo slogan della nostra società - conclude Rienzi , un motto che spiega bene lo spirito che anima dirigenti, istruttori e allenatori nel rendere possibili storie come quella di Metul, al quale auguriamo ogni successo nello sport e nella vita auspicando che ricordi sempre da dove è partito».