Tic tac Juve: Kessie, l'attaccante e il terzino, il calciomercato al rush finale
19 agosto 2026, 07:37
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TORINO - A differenza di alcune rivali, che sono già attrezzate o hanno speso tantissimo per alzare il livello, la Juventus deve andare di creatività per consegnare a Luciano Spalletti una squadra pronta, completa e soprattutto competitiva. Per dare i voti e stilare bilanci è presto, dato che di giorni di mercato aperto ne restano 14 e tutto può ancora succedere, tuttavia - come ha detto l’allenatore bianconero lunedì sera dopo la tradizionale festa di metà agosto - “qualcosa si deve ancora fare” se si vuole provare a lottare per raggiungere tutti gli obiettivi. Non è solo una questione numerica, in realtà, perché dal punto di vista dell’organico, quello della Juventus, ora come ora, è extralarge e andrebbe sfoltito: quando Spalletti parla della necessità di avere “due elementi per ogni ruolo” intende al netto degli elementi in esubero, che restano tanti.
Calciomercato Juve: entrerà qualcuno se uscirà qualcun altro
Ma nel dettaglio, cosa serve ancora al tecnico bianconero per poter dire di disporre di una squadra competitiva per i massimi livelli? Entrerà qualcuno se uscirà qualcun altro: è una necessità dettata anche dal settlement agreement oltre che questioni di lista e opportunità. Ma le esigenze tecniche sono chiare, anche perché tra le righe in più occasioni Spalletti le ha evidenziate, pur mettendo in risalto, al tempo stesso, l’eccellenza del lavoro portato avanti da Carnevali, Massara e Ottolini, in una sola parola i “direttori”.
Juve, manca il centravanti di peso
Arrivato Kolo Muani, che sarà il numero 9 titolare senza se e senza ma, manca il centravanti di peso, l’uomo che faccia a sportellate in area, pronto a scardinare le difese avversarie quando la partita non si sblocca. Manca “un Vlahovic” insomma e non è detto che arrivi, perché la Juve deve operare in modalità low cost, quindi in prestito o a parametro zero. E l’attaccante sul quale si è mosso di più non è proprio della tipologia ipotizzata dal tecnico bianconero: il nome di Zirkzee rimbalza da tempo, anche perché è un pallino del dt Massara, che già in passato avrebbe voluto portarlo con sé alla Roma. L’olandese è una versione deluxe di Jonathan David, ormai finito in fondo alle gerarchie di Spalletti e che sembra destinato a essere sorpassato anche dal giovane Ekhator: se uscirà il canadese, un tentativo per il prestito di Zirkzee probabilmente verrà fatto, negli ultimi giorni di mercato.
Ma l’identikit del centravanti fisico che serve ai bianconeri porta pure in altre direzioni: i costi elevati hanno finora frenato le mosse juventine su Sorloth, profilo che comunque piace molto, anche a Spalletti (che con il norvegese ci aveva pure parlato prima del Mondiale, quando c’era ancora la gestione Comolli alla Continassa). Si vedrà, anche perché con l’Atletico Madrid ci sono in ballo altri discorsi, in particolare su Nico Gonzalez. Altro nome da non perdere di vista, finché il mercato sarà aperto, è quello di Mateta, il francese del Crystal Palace che a gennaio era stato a un passo dal Milan, fermato solo dalle visite mediche e da un ginocchio che ancora adesso lascia qualche dubbio. Però Mateta ha le caratteristiche che servono ed è un nome da tenere in considerazione.
Il centrocampista e il terzino sinistro: ecco i nomi
Così come quello di Kessié per il centrocampo: l’ivoriano, reduce pure da un ottimo Mondiale, è libero a parametro zero, ma ha un ingaggio molto elevato. La Juve deve effettuare attente valutazioni, a ogni livello, però deve soprattutto liberare spazio, salariale e in organico, in un centrocampo che è diventato uno dei reparti più affollatti, a maggior ragione se verrà confermato Douglas Luiz. Infine servirebbe un terzino sinistro, diciamo un cambio di Cambiaso, con caratteristiche differenti magari, più difensive, soprattutto se partirà Cabal: sondato il tedesco Raum del Lipsia, anche se i costi sembrano proibitivi.
TORINO - A differenza di alcune rivali, che sono già attrezzate o hanno speso tantissimo per alzare il livello, la Juventus deve andare di creatività per consegnare a Luciano Spalletti una squadra pronta, completa e soprattutto competitiva. Per dare i voti e stilare bilanci è presto, dato che di giorni di mercato aperto ne restano 14 e tutto può ancora succedere, tuttavia - come ha detto l’allenatore bianconero lunedì sera dopo la tradizionale festa di metà agosto - “qualcosa si deve ancora fare” se si vuole provare a lottare per raggiungere tutti gli obiettivi. Non è solo una questione numerica, in realtà, perché dal punto di vista dell’organico, quello della Juventus, ora come ora, è extralarge e andrebbe sfoltito: quando Spalletti parla della necessità di avere “due elementi per ogni ruolo” intende al netto degli elementi in esubero, che restano tanti.
Calciomercato Juve: entrerà qualcuno se uscirà qualcun altro
Ma nel dettaglio, cosa serve ancora al tecnico bianconero per poter dire di disporre di una squadra competitiva per i massimi livelli? Entrerà qualcuno se uscirà qualcun altro: è una necessità dettata anche dal settlement agreement oltre che questioni di lista e opportunità. Ma le esigenze tecniche sono chiare, anche perché tra le righe in più occasioni Spalletti le ha evidenziate, pur mettendo in risalto, al tempo stesso, l’eccellenza del lavoro portato avanti da Carnevali, Massara e Ottolini, in una sola parola i “direttori”.