La maratona e i cento metri: due ori per la Juve

30 luglio 2026, 08:03 

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La maratona e i 100 metri. Se il mercato fosse un’Olimpiade, la Juventus ieri avrebbe vinto due ori. Il sospiro di sollievo per la fine della Kolonovela e il brivido per il blitz che porta Alajbegovic hanno restituito ottimismo e gioia al popolo bianconero. La trattativa con la quale la dirigenza ha chiuso l’accordo per Kolo Muani è una specie di lezione di vita, una di quelle parabole sulla perseveranza, una gara di resistenza nelle quali il vincitore taglia il traguardo e stramazza al suolo esausto. Dopo un anno di inseguimento, di tira-e-molla, di estenuanti «ultimi dettagli da limare»Kolo Muani torna alla Juventus. È una buonissima notizia per Luciano Spalletti che lo avrebbe voluto già in gennaio e oggi ha, finalmente, un centravanti.

L'impatto di Kolo Muani sulla Juve di Luciano Spalletti

Intendiamoci, non stiamo parlando di Van Basten o di Trezeguet, stiamo parlando di un attaccante che non trova spazio nei top club europei, ma che in questa Juve rappresenta un effettivo salto di qualità e in Serie A può segnare quei gol mancati ai bianconeri l’anno scorso. Questa, oggi, è la Juve; questo, oggi, è il campionato italiano dove le riserve della Premier fanno la differenza. Kolo, oltretutto, non è un acquisto a scatola chiusa: quello che doveva dimostrare lo ha dimostrato nei suoi primi sei mesi (da gennaio a giugno 2025), nei quali ha conquistato, tra l’altro, la fiducia e l’amicizia del gruppo con cui è rimasto sempre in nostalgico contatto.

Questo significa azzerare i tempi fisiologici di ambientamento: il francese sa benissimo dove atterra e alla Continassa sanno perfettamente chi è atterrato. Quindi, già dalla tournée della prossima settimana, il popolo juventino proverà l’ebbrezza di veder giocare la squadra con «uno del mestiere», come direbbe Zalone, un vero centravanti, e non con impacciate controfigure come David e Openda.

Alajbegovic alla Juve: il talento che fa sognare il futuro

Alajbegovic, invece, regala un altro tipo di emozione. Perché si tratta di un ventenne che profuma di grande campione, dando l’elettrizzante sensazione di poter assistere all’alba di un fenomeno. Lo inseguivano in tanti, compreso il famelico e facoltoso Chelsea, è riuscita ad agguantarlo la Juve. A essere cinici fino in fondo, ci è riuscita non solo perché Carnevali e Massara sono davvero bravi, ma anche perché - con una saggia strategia - il ragazzo vuole fare un passaggio intermedio prima di approdare ai grandi palcoscenici e la Juventus, così come la Serie A, gli sembra il posto adatto per farlo.

Triste? Un po’ sì, ma il pragmatismo piemontese che pervade, da sempre, il club bianconero rende tutti piuttosto impermeabili a ragionamenti troppo filosofici. Alajbegovic è forte? Sì. Giocherà nella Juve? Sì. Tanto basta, poi si vedrà. La Juve deve rinascere da una stagione mesta e per farlo ha disperato bisogno di qualità. Uno come Alajbegovic ne porta tanta.

Mercato Juve: due colpi che cambiano il clima dell'estate bianconera

Due colpi in metà pomeriggio sono un segnale molto significativo. In mezzo alle enormi difficoltà nelle quali si muove la Juventus tra paletti del fair play finanziario ed esuberi che non si schiodano per mancanza di offerte, Carnevali e Massara devono avere molta pazienza e altrettanta fantasia. Piazzare l’uno-due di ieri è importante anche per rinfrancare Luciano Spalletti in un momento cruciale dell’estate.

È difficile pensare che la manciata di test a disposizione possa registrare l’aspetto tattico della squadra (che oltretutto non è ancora quella definitiva, mancando pedine e cessioni), ma lo spirito con cui la Juve lavorerà nelle prossime settimane sarà sicuramente migliore e l’ambiente più ottimistico. È l’effetto emotivo del calciomercato, una romanzesca via di mezzo tra realtà e illusione. Non a caso si fa d’estate.

La maratona e i 100 metri. Se il mercato fosse un’Olimpiade, la Juventus ieri avrebbe vinto due ori. Il sospiro di sollievo per la fine della Kolonovela e il brivido per il blitz che porta Alajbegovic hanno restituito ottimismo e gioia al popolo bianconero. La trattativa con la quale la dirigenza ha chiuso l’accordo per Kolo Muani è una specie di lezione di vita, una di quelle parabole sulla perseveranza, una gara di resistenza nelle quali il vincitore taglia il traguardo e stramazza al suolo esausto. Dopo un anno di inseguimento, di tira-e-molla, di estenuanti «ultimi dettagli da limare»Kolo Muani torna alla Juventus. È una buonissima notizia per Luciano Spalletti che lo avrebbe voluto già in gennaio e oggi ha, finalmente, un centravanti.

L'impatto di Kolo Muani sulla Juve di Luciano Spalletti

Intendiamoci, non stiamo parlando di Van Basten o di Trezeguet, stiamo parlando di un attaccante che non trova spazio nei top club europei, ma che in questa Juve rappresenta un effettivo salto di qualità e in Serie A può segnare quei gol mancati ai bianconeri l’anno scorso. Questa, oggi, è la Juve; questo, oggi, è il campionato italiano dove le riserve della Premier fanno la differenza. Kolo, oltretutto, non è un acquisto a scatola chiusa: quello che doveva dimostrare lo ha dimostrato nei suoi primi sei mesi (da gennaio a giugno 2025), nei quali ha conquistato, tra l’altro, la fiducia e l’amicizia del gruppo con cui è rimasto sempre in nostalgico contatto.

Questo significa azzerare i tempi fisiologici di ambientamento: il francese sa benissimo dove atterra e alla Continassa sanno perfettamente chi è atterrato. Quindi, già dalla tournée della prossima settimana, il popolo juventino proverà l’ebbrezza di veder giocare la squadra con «uno del mestiere», come direbbe Zalone, un vero centravanti, e non con impacciate controfigure come David e Openda.