Meloni si trasforma: addio tailleur istituzionale, arriva la premier da campagna elettorale
Quando una leader non va all'Onu per correre a un gala con Anna Wintour, il messaggio è chiaro anche a chi di politica capisce poco: la campagna elettorale è cominciata sul serio, e non si vince più coi discorsi da cancelliera. La Premier ha deciso che i prossimi mesi li passerà quasi tutti in Italia, e il cambio di priorità si vede già nell'agenda: all'assemblea generale delle Nazioni Unite ha spedito il ministro degli Esteri, riservandosi solo il G20 di dicembre a Miami come unico appuntamento internazionale davvero irrinunciabile.
Dall'Onu al red carpet: le priorità sono cambiate
Il contrasto è quasi comico, se non fosse calcolato al millimetro. Mentre a New York si discuteva di geopolitica, la Premier preferiva sedersi al gala inaugurale della Fashion Week milanese, un evento a cui un capo del governo italiano non partecipava da un decennio abbondante. Non un tavolo qualunque: da una parte l'ambasciatore americano, texano proprietario di una squadra Nba, reduce da un'estate a bordo del suo mega yacht lungo le coste italiane; dall'altra, proprio di fronte, il sindaco di Milano e la donna più potente della moda mondiale. Compagnia scelta con cura, in un contesto pensato per farsi vedere più che per governare.
Selfie, folle e stabilimenti: il tour del Made in Italy
L'appuntamento milanese è solo l'ultima tappa di un giro sistematico tra le eccellenze produttive del Nord che Palazzo Chigi non aveva mai organizzato con questa intensità: prima i cinquecento anni di un marchio storico dell'industria bresciana, poi la visita a un'azienda di moda di lusso sul Lago Maggiore, poi ancora una storica fabbrica di posateria piemontese, pluripremiata per il design. Un percorso costruito apposta per moltiplicare foto, selfie e titoli locali, con la strategia dichiarata di restare concentrata sull'Italia nei prossimi mesi.
Il vestito giusto per la parte giusta
Sul red carpet di Palazzo Reale l'arrivo è stato costruito come quello di una vera diva: tailleur in raso nero e camicia con dettagli in pizzo, firma sartoriale di peso, in un contesto dove prima di lei avevano già posato un cantante amatissimo dai giovani e una top model. Un posizionamento che dice più di mille comunicati: non più solo la leader istituzionale, ma un volto pensato per stare a suo agio anche accanto alle icone dello spettacolo.
Addio al modello Merkel: ora è tutta un'altra estetica
Il cambio più chiacchierato, però, riguarda il look. Chi ricorda gli anni in cui si lamentava di essersi sentita il "brutto anatroccolo" vestita in modo sobrio accanto alle colleghe di partito durante il giuramento del quarto governo Berlusconi, fatica a riconoscere la versione attuale. Sparito ogni riferimento al rigore quasi teutonico a cui sembrava ispirarsi in passato, la trasformazione appare ormai completa: paillettes anche di giorno, gioielli vistosi, unghie finte lunghissime, un nuovo taglio di capelli più mosso su una chioma sempre più chiara, arricchita da quelle che sembrano extension. Non manca chi, osservando le foto più recenti, sussurra pure di qualche piccolo ritocco estetico.
Una strategia, non un capriccio
Difficile leggere questa doppia metamorfosi, di agenda e di immagine, come una semplice coincidenza. Con Roberto Vannacci che continua a mordere sul fianco destro nonostante le misure recenti su bollo auto, alunni stranieri e burqa a scuola, la Premier sembra aver scelto di rispondere non solo sul piano dei contenuti ma anche su quello, più immediato, della presenza scenica: meno cancelliera d'Europa, più volto pop capace di occupare ogni copertina fino al giorno del voto.