Mediterraneo tra cultura e politica, interventi da Marramao a Lucano - Libri - Il libro in piazza - Ansa.it
(di Paolo Petroni)
Si concluderà oggi - si è aperto il 9
settembre - a Orbetello i il Festival Mediterraneo, un bacino di
civiltà per affrontare i temi dei Confini, della Guerra e
dell'Ospitalità, con una riflessione collettiva su pensiero,
linguaggio e arte. Dopo una introduzione di Bruno Montanari,
ordinario di Filsofia del Diritto e promotore della
manifestazione, Giacomo Marramao, ex docente di Filosofia
politica all'Orientale di Napoli, ha messo in evidenza tutti e
tanti mali della società italiane e internazionale di questi
anni, dalla scuola alla sicurezza, dai diritti umani alla
politica estera, per dire quali sono i problemi e quanto gravi.
Gli hanno risposto il sociologo della Sapienza Paolo De Nardis e
il politico e ex sindaco di Catania Enzo Bianco dicendosi meno
pessimisti, spostando l'ottica su situazioni particolari, dai
millennials all'IA, dalle guerre all'accoglienza e coabitazione,
indicando fatti che dovrebbero aprire anche alla speranza di un
cambiamento se si interviene nella maniera giusta.
È questo lo spirito e il senso degli incontri di queste
giornate, ospitati nella sede dei Pescatori di Orbetello, che si
concluderanno oggi con una tavola rotonda col politico e ex
sindaco di Riace Mimmo Lucano, Antonio Cecere docente di
Filosofia dell'Illuminismo a Tor Vergata e Andrea Parente, su
realtà che sono anche al centro di una serie di cortometraggi
che verranno proiettati nel pomeriggio al Supercinema.
Quattro sessioni, quindi, in cui cultura e politica si sono
interrogate sul presente, sulle relazioni tra persone, popoli e
culture, ricordando quel che unisce, storicamente, le sponde del
Mediterraneo e quel che le divide oggi, con questo mare che è
stato fatto diventare un confine invece che un ponte. Al centro
naturalmente l'aspirazione e la necessità di pace per continuare
a portare avanti un percorso di ascolto, accoglienza e
convivenza, in un momento di forti diseguaglianze, di crisi
ambientale, di scontri geopolitici.
Centrale allora la discussione attorno al libro L'altra
ospitalità - Prospettive filosofiche mediterranee (Editoriale
Jouvence - 16,00 euro) a cura di Antonio Cecere e Laura Pauluzzi
che raccoglie interventi per indagare filosoficamente il
concetto di ospitalità e la sua evoluzione storica, che ha punto
fondamentale nella formulazione kantiana dell'idea di diritto
cosmopolitico fondato sull'ospitalità universale. Una
formulazione rinnovata nel Novecento da filosofi come Derrida e
Mohammed Bennis, parlando di 'spazio creativo con l'altro' e
evidenziando la particolare situazione della donna, riguardo al
pensiero sulla differenza.
L'iniziativa, che vuole essere l'inizio di un percorso per
fare di Orbetello un polo culturale, come è accaduto con
Capalbio, quest'anno ha puntato sul Mediterraneo, spiega
Montanari, come luogo di salvezza e tragedia, accoglienza e
naufragi, e sollecitare un senso non solo etico ma proprio di
umanità, su temi così difficili socialmente e delicati
politicamente.
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