Medicina e semestre aperto, al via le lezioni: “Ci giochiamo il nostro futuro”

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Il nostro viaggio fra gli aspiranti camici bianchi di Unife al polo chimico e biomedico ’Mammuth’. C’è chi preferisce il vecchio test d’ingresso e chi, invece, vede un’opportunità per potere entrare

Nei corridoi gli studenti del semestre aperto pronti a rimboccarsi le maniche. A destra Daria Murari che vuole diventare medico

Nei corridoi gli studenti del semestre aperto pronti a rimboccarsi le maniche. A destra Daria Murari che vuole diventare medico

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Ferrara, 3 settembre 2026 – C’è chi vuole seguire le orme del padre medico, chi ha l’obiettivo ambizioso di trovare la cura a malattie gravi, c’è chi arriva con il sogno coltivato fin da bambino di indossare il camice bianco. Nei corridoi del polo chimico biomedico ’Mammuth’ in via Borsari, si incrociano speranze e paure. Sono soltanto le prime lezioni, ma molti mettono le mani avanti. “Piano B? Se non passiamo gli esami di Medicina di dicembre e gennaio, sarà un fallimento. I ’corsi affini’ non li prendiamo neanche in considerazione”.

"Il mio sogno? Diventare medico”

Matteo Roccato di Adria nel Polesine è pronto a ogni sacrificio per superare l’ostacolo: “Sono determinato – sottolinea –. Il mio sogno è diventare un medico. Qui si gioca il mio futuro”. E poi sul semestre aperto, non nasconde i suoi dubbi: “Era meglio prima, perché sapevi subito se avresti continuato oppure no. Invece adesso sei in un limbo. Mi spiego: prima se fallivi il test, potevi fare altre facoltà con esami similari. Poi ritentavi il test d’ingresso l’anno dopo, e gli esami sostenuti non venivano affatto persi. Mia sorella, ad esempio, ci ha provato tre volte e, alla fine, è entrata a medicina. Non ha, poi, ricominciato da zero: gli esami similari sostenuti in altre facoltà se li è portati dietro”.

"Gli aspetti positivi del nuovo ordinamento”

Ma ecco gli aspetti positivi del nuovo ordinamento: “Hanno effettuato delle modifiche – spiega Roccato –: avrai più tempo a disposizione per le prove e ci saranno meno argomenti. Inoltre, verranno effettuate simulazioni di avvicinamento agli esami di dicembre e gennaio”. Gli fa eco Daria Murari: “Non credo sia migliorato il modo di selezionare; anzi non sarà affatto facile. Si dice da sempre che mancano dottori negli ospedali, ma si fa poco per formarne dei nuovi”. Sulle video lezioni da casa, il parere dei ragazzi è positivo: “Per i fuori sede è un servizio utile, ma anche per chi è malato o ha altri problemi. Come si partecipa alle lezioni obbligatorie online? Basta mettere un codice”.

E c’è già chi oltre medicina ha già un’alternativa

C’è anche chi, oltre a medicina, ha già un’alternativa: “Frequento già scienze motorie – spiega Jacopo Manservigi di Ferrara– e nel caso non dovessi passare l’esame del semestre aperto, sono pronto a tornare alla mia facoltà, senza drammi. Gli esami di dicembre? Pare siano abbordabili, perché sono stati tolti degli argomenti”.

Il vecchio ordinamento

Per Achraf Belabess di Copparo il nuovo ordinamento è meglio del vecchio: “Adesso abbiamo la possibilità di frequentare e farci un’idea di cosa ci aspetta. Prima il test d’ingresso ’a freddo’ era davvero uno scoglio impossibile”. Serena De Giorgi di Nardò nel Leccese rimpiange il vecchio ordinamento: “Era meglio, perché l’ho tentato ed era fattibile se avessi studiato di più”.

La fotografia di Unife

Mathis Tancredi di Jesolo è favorevole alle modifiche del ministro Anna Maria Bernini: “Sono stati tolti argomenti che c’erano in quello vecchio. Hanno sistemato l’esame con l’obiettivo di migliorarlo. Poi ci saranno delle prove propedeutiche. Il piano B dei corsi affini? Sto già facendo biotecnologia e mi trovo bene. Per me non è affatto un ’piano b’, se non dovessi entrare a medicina”. La fotografia di Unife, oggi, è quindi più articolata di una semplice contrapposizione tra studenti e riforma. Da una parte c’è un gruppo che contesta il semestre aperto e chiede di ripensarne il funzionamento. Dall’altra ci sono di aspiranti medici che mostrano sentimenti diversi: preoccupazione, curiosità, determinazione e anche fiducia nella possibilità che il nuovo sistema possa offrire un’opportunità migliore. Il semestre aperto, per essere realmente giudicato, dovrà ora affrontare la prova dei prossimi mesi.

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