Matterello, sfoglia e tante risate. Così Hackett ’ridisegna’ la Virtus
Dai canestri alle tagliatelle: il capitano ha convocato i compagni a San Lazzaro per un momento speciale .

Dai canestri alle tagliatelle: il capitano ha convocato i compagni a San Lazzaro per un momento speciale .

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Il giorno libero, a volte, è sacro. Si stacca la spina e si recuperano energie. O almeno, questo sarebbe il programma. Ma se il capitano si chiama Daniel Hackett, evidentemente, il giorno libero può trasformarsi in una giornata di squadra. E in questo caso, rigorosamente con le mani infarinate. Lunedì, dopo la vittoria sofferta con la Maxima Roma e quella, ancora più luccicante contro l’Olympiacos, la Virtus avrebbe potuto godersi qualche ora di meritato riposo. Invece no. Tutti convocati, ma non in palestra. Giocatori, allenatori e staff si sono ritrovati al Podere San Giuliano, a San Lazzaro, per una giornata di team building organizzata dal numero 23 bianconero. Del resto Hackett aveva già messo le mani sulla partita con Roma. Quelle vere, quelle che in difesa fanno male e che servono per indirizzare una partita. Il giorno dopo ha semplicemente cambiato attrezzo: dalle mani addosso agli avversari al matterello. Dalla difesa alla sfoglia.
E così, per qualche ora, parquet e lavagna tattica hanno lasciato spazio a farina, uova e matterelli. I giocatori si sono cimentati nella preparazione delle tagliatelle, prima di sedersi tutti insieme a tavola. Il risultato? Tagliatelle al ragù, naturalmente, perché a Bologna la tradizione non si tocca. E pare che i nuovi arrivati stranieri abbiano già capito perfettamente il concetto. Gli americani, in particolare, sembrano aver sviluppato una certa dipendenza dalla pasta al ragù. Su tutti Trent Frazier, che in queste prime settimane bolognesi avrebbe scoperto una vera e propria libidine per uno dei piatti simbolo della città. Fosse per lui, la mangerebbe tutti i giorni. Tanto che nello spogliatoio il nuovo amore culinario gli è già costato un soprannome: Frazier, ormai, è diventato l’uomo del ragù.
"Esperienza incredibile. Non l’avevo mai fatta in vita mia. Nessuno voleva andare a casa, ci hanno quasi cacciato dall’agriturismo", racconta Davide Casarin. E poi c’è chi con la sfoglia aveva già una certa confidenza. "Mia nonna è modenese, quindi già da piccolo mi cimentavo con la pasta fatta in casa. Questa esperienza mi ha riportato a quei tempi facendomi riaffiorare bellissimi ricordi", racconta Francesco Ferrari.
In fondo, la ricetta sembra semplice. Farina, acqua, uova, ragù e una squadra che ha voglia di stare insieme. La prima parte la conoscono bene a Bologna. La seconda, invece, è quella che Hackett sta cercando di impastare giorno dopo giorno. E se le tagliatelle sono venute così bene, forse vale la pena continuare a seguire la ricetta.
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