Matteo, morto in piscina. Il post della madre: "Oggi avresti 12 anni. Io sono sempre con te"
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Il piccolo ha perso la vita in una vasca idromassaggio mentre era in vacanza con i genitori in Romagna. La donna sta lottando per una legge che riduca al minimo il rischio di altri episodi simili.

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Oggi Matteo Brandimarti, il bambino morto a seguito delle lesioni riportate nella vasca idromassaggio della Spa Duca di Montefeltro di Pennabilli (Rimini), avrebbe compiuto 12 anni. Una tragedia avvenuta il giorno di Pasqua, che ha portato alla morte di Matteo quattro giorni dopo, all’ospedale Infermi di Rimini, dove i genitori decisero di donare gli organi del loro unico figlio. La mamma, Nicoletta Sprecacè, ha affidato il ricordo a un lungo post sui social: "Oggi è il tuo giorno, Matteo, e la mia mente torna inevitabilmente a 12 anni fa. Solo noi due sappiamo davvero cosa abbiamo vissuto quel giorno: io stavo per morire, ma ho lottato con ogni singola fibra del mio corpo. Non potevo arrendermi, non potevo perdere la gioia più grande della mia vita: essere la tua mamma. Eri desiderato come nessuno al mondo. La gioia di averti con noi e di essere i tuoi genitori è durata poco, troppo poco. Un’ingiustizia assurda, quella grata mancante in piscina, ti ha strappato via da noi, spezzando un futuro che doveva essere ancora tutto tuo. Ma l’amore che ci hai regalato non si spegne. La tua luce, il tuo ricordo e quel sorriso rimarranno custoditi dentro di me per sempre, fino al giorno in cui ci riabbracceremo. Buon compleanno, Matteo mio. Vola alto tra gli angeli. La tua mamma per sempre".
Nicoletta Sprecacè, che ha conosciuto e letto di altre due tragedie analoghe avvenute negli ultimi mesi, continuerà la sua battaglia affinché venga approvata una legge capace di evitare che altri bambini possano perdere la vita in piscine o vasche idromassaggio prive delle necessarie misure di sicurezza. La mamma di Matteo ha già inviato due lettere alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere norme più severe, controlli effettivi e standard uniformi su tutto il territorio nazionale per scongiurare altre tragedie simili. La Presidente del Consiglio ha riconosciuto la fondatezza della richiesta avanzata da Nicoletta Sprecacè e ha indicato la necessità di una disciplina nazionale in grado di ridurre i rischi nelle piscine. "Serve una legge nazionale che riduca al minimo il rischio che si possa morire in una piscina, come purtroppo è accaduto a Matteo e ad altri bambini e ragazzi in questi mesi. Oggi questa normativa non c’è e il quadro di riferimento risulta insufficiente. È necessaria una legge che fissi standard di protezione uniformi su tutto il territorio nazionale e che assicuri requisiti chiari a tutela della salute e della sicurezza delle persone nelle piscine. Scriverò al presidente del Senato e al presidente della Camera affinché si possano trovare le condizioni per accelerare l’iter di questo disegno di legge e arrivare, alla sua approvazione definitiva".
Marcello Iezzi
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