Mattarella: 'La scuola è la più efficace leva di integrazione'. Valditara: 'Senza la padronanza dell’italiano non c’è vera integrazione' - Tuttoscuola
“La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati”. È il messaggio rivolto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel giorno dell’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice, uno dei luoghi simbolo della ricostruzione dopo il terremoto del 2016. Le parole del Capo dello Stato arrivano a poche ore dall’annuncio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di due provvedimenti che riguardano direttamente la scuola: il tetto agli studenti stranieri nelle classi e il divieto di indossare il burka nelle aule.
Mattarella, davanti al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, ha richiamato anche il ruolo degli insegnanti e delle istituzioni nei contesti più difficili: “gli insegnanti non devono essere lasciati soli dalla società e le istituzioni non devono recedere dalla loro responsabilità in contesti difficili”.
“La scuola deve stabilire legami, non formare ghetti”
Nel suo intervento il presidente ha affrontato anche il tema della violenza che riguarda la scuola, citando bullismo, bande giovanili e aggressioni agli insegnanti. Mattarella ha richiamato anche la responsabilità delle famiglie e la necessità di un’alleanza educativa con i docenti.
“La violenza si manifesta in molte forme. Prepotenze esplicite, gruppi e bande che si consolidano fuori dalle aule. Le violenze contro gli insegnanti: L’ultimo grave episodio di pochi giorni addietro si aggiunge a quelli già avvenuti, non dimenticati. Talvolta da parte di ragazzi, più di frequente di genitori, ben più colpevoli – sottolinea – in questo tradimento del loro compito educativo; sottraendosi alla fondamentale alleanza con gli insegnanti”.
Da qui il richiamo alla funzione della scuola come luogo di coesione sociale: “la scuola deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale”.
Un ruolo che, nelle parole del presidente, riguarda in modo particolare l’integrazione. Mattarella ha richiamato l’articolo 34 della Costituzione: “la scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti – “E’ aperta a tutti”: così dispone l’articolo 34 della Costituzione”.
“La società ha bisogno della voce degli studenti”
Per Mattarella, la scuola non ha soltanto il compito di trasmettere conoscenze, ma deve contribuire a formare persone libere. “Gli studenti non sono semplici utenti della scuola. La società ha bisogno della loro voce”, ha detto il presidente, sottolineando la necessità di “menti libere” e richiamando il rapporto tra cultura e libertà.
Un tema che si intreccia anche con quello dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali. Mattarella ha richiamato il rischio che gli strumenti tecnologici finiscano per sostituirsi alla capacità di pensare autonomamente.
“compito della scuola è formare ragazze e ragazzi che abbiano voglia di usare le potenzialità dei loro cellulari per pensare in proprio, liberamente, e non per consegnarsi a qualcuno che pensi al loro posto; per cercare spazi nuovi e non per rassegnarsi a ciò che l’algoritmo decide di proporci. Custodire e allenare la nostra umanità e le nostre menti, senza farle atrofizzare dallo strapotere computazionale: questa è missione della scuola”.
Mattarella: “Investire sulla scuola e sulla conoscenza”
Il presidente ha collegato la funzione della scuola anche alla necessità di investire sul futuro.
“la società ha bisogno della scuola e di una scuola all’altezza dei tempi nuovi, per difendere la civiltà che è stata conquistata e per progredire ancora. Come sempre, anche nei nostri giorni si tende a concentrarsi sul presente. A consumare nell’oggi le risorse. E’ invece necessario investire sul futuro. Sarà più forte e resiliente un Paese che investe sulla scuola e sulla conoscenza”.
Il messaggio si è inserito nella giornata di inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice, dove Mattarella ha concluso il suo intervento con un invito a guardare avanti: “guardare al futuro, sempre”.
Valditara: “Senza la padronanza della nostra lingua non c’è vera integrazione”
Nel corso della stessa cerimonia è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha affrontato il tema dell’integrazione degli studenti stranieri sottolineando in particolare il ruolo della lingua italiana.
“Ho ricordato più volte anche la necessità dell’integrazione degli studenti stranieri, in tutte le decisive sfumature dell’espressione, che va sempre pensata nella sua complessità: evitare alla radice qualunque discriminazione, rimuovere le cause anche linguistiche di un’inaccettabile marginalizzazione – con particolare attenzione all’effettiva padronanza della lingua italiana, perché senza conoscenza della nostra lingua, senza la padronanza della nostra lingua non c’è vera integrazione, non c’è successo scolastico e non c’è futuro all’interno della nostra società”.
Per il ministro, l’integrazione passa anche dalla possibilità per gli studenti di costruire il proprio percorso all’interno di un quadro condiviso di valori e regole: “garantire agli studenti la possibilità di coltivare se stessi all’interno di una cornice valoriale e civile condivisa, che riconosce innanzitutto la libertà e dignità intrinseca di ogni persona, e che prevede quindi anche un sistema di regole per tutelarle nella quotidianità. L”integrazione effettiva non è vuota retorica, è garantire concretamente gli strumenti per affermarsi nel percorso di vita e nel percorso professionale”.
Edilizia scolastica e continuità didattica
Valditara ha parlato anche degli interventi sull’edilizia scolastica, ricordando che, oltre ai 12 miliardi complessivi già investiti, sono stati stanziati “negli ultimi mesi altri 430 milioni di risorse nazionali per la messa in sicurezza dei nostri edifici e oltre 114 milioni per l’adeguamento sismico”.
Un richiamo particolarmente significativo nel luogo scelto per l’inaugurazione dell’anno scolastico: “La scuola, di fondo, è un grande atto di speranza”.
Il ministro ha poi collegato la speranza alla funzione educativa della scuola e alla conoscenza, parlando della scuola come “maieutica” e della “centralità innovativa dello studente” insieme all’“autorevolezza ripristinata dell’insegnante”. Nel suo intervento Valditara ha richiamato anche il principio costituzionale dell’articolo 3 e il tema dell’inclusione: “nessuno deve essere escluso dall’avventura della scoperta di Sé”. Tra le azioni di governo citate, l’incentivazione della continuità didattica, con “56 mila insegnanti di sostegno che quest’anno sono stati appunto confermati, su richiesta delle famiglie”.
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