Massimo Ranieri rilancia gli anni Sessanta: 'Oggi non si fanno più canzoni' - Notizie - Ansa.it
Massimo Ranieri non vede l'ora di riprovare l'emozione di cantare per la prima volta dal vivo una nuova canzone, con il pubblico sorpreso, con qualche faccia smarrita a chiedersi in quale disco si trovi e di che anno sia. La canzone è 'Il giorno prima', scritta e cucita addosso a lui da Niccolò Verrienti e Carlo Verrienti, con la produzione di Gino Vannelli, ed entrerà ufficialmente nella scaletta del concerto a Catanzaro il 17 ottobre, data di ripresa del suo 'neverending' tour 'Tutti i sogni ancora in volo'.
"Oggi non si fanno più canzoni" dice l'artista all'ANSA. "Quelle che girano sono fatte con l'intelligenza artificiale o come se fossero fatte con l'IA", a parte qualche rara perla. Per questo nel nuovo album, in uscita in primavera, pescherà dagli anni Sessanta omaggiando canzoni con la C maiuscola, quelle che cantava da ragazzino, quando lavorava al bar, da Celentano a Rita Pavone, Sergio Endrigo, Luigi Tenco..
Impegnato nella ricerca di nuovi brani ma anche nella valorizzazione del patrimonio musicale e teatrale del passato, Ranieri è in pausa nella sua casa romana. Negli ultimi 20 anni ha fatto circa 2.000 spettacoli "o forse anche di più", una media di 100 serate ogni anno. "Essere curiosi è il mio motto. Ma posso dirmelo da solo? Ora mi godo un po' di meritato riposo. Una pausa per capire che cosa voglio fare da grande", dice.
Video Massimo Ranieri, esce l'inedito 'Il giorno prima'
"La scorsa estate è stata durissima. In autostrada la temperatura rilevata in auto arrivava a 47 gradi. Non assaporavo da anni la gioia di stare a casa, uscire, passeggiare come un vecchio signore per Roma, anche con lo smog e il casino. Mi piace il contatto con la gente, fare quattro chiacchiere. Con questa faccia - racconta - mi riconoscono, mi chiedono di Sanremo. Si va sempre a finire a parlare di quello...", sorride, con una carriera unica tra teatro, cinema, fiction, musica e tv. E osserva che, oltre a 'Perdere l'amore', anche 'Lettera di là dal mare', Premio della Critica, "avrebbe meritato il podio al Festival".
È una canzone "dolente, un testo che inconsciamente vuoi evitare". E, a proposito di migrazioni, cita Massimo Troisi che, come lui, si definiva sempre "un emigrante". Il bisogno di tornare alle radici, a Napoli, si fa sentire. "Non vedo l'ora - confida - di fare tre giorni di concerti al Politeama, nel mio quartiere, dove mi intrufolavo e andavo ad ascoltare le prove del Festival di Napoli negli anni '70. Lì sentii la prima volta 'Tu si 'na cosa grande' cantata da Domenico Modugno, come pure 'Volare'".
In attesa del nuovo debutto live, ripassa le parole della new entry del repertorio, 'Il giorno prima', uscita con un videoclip, girato da Roberta Torre, nel quale lo stesso cant-attore appare, insieme ad una coppia, in uno scenario autunnale. Il testo inizia così: "Se tutti i libri tornassero alberi/Se la matita ritornasse intera/Questa canzone parole sul foglio/Quando la musica ancora non c'era/Se questa casa così silenziosa/Tornasse ad essere piena di amici/E non avessi gettato quella spugna (...) Ah se tornassimo indietro nel tempo/Anche un solo momento/ Potrei aspettarti all'infinito/E rifarei tutto da capo". Un mix di ricordi, malinconia e speranza, un pizzico di nostalgia e la consapevolezza che molte cose sono cambiate.
"È una canzone su come eravamo. Tornando indietro - aggiunge Massimo Ranieri - rifarei quello che ho fatto, al netto di qualche rammarico. Oggi si è perso molto: è tutto 'una botta e via', una stretta di mano, un caffè, un 'poi ci si sente, ci vediamo' e poi non ci si sente più, questo caffè rimane nella macchinetta e non lo mettiamo mai sul fuoco. Abbiamo troppa fretta, anche nei sentimenti. C'è il vaso con la terra, ma non riusciamo a mettere il seme. Tutto è nevrotizzante. Abbiamo sempre da fare e il tempo se ne va". Nel videoclip una foglia si stacca da un albero e si posa sulla spalla di Ranieri. "Una scena meravigliosa. È accaduto davvero e la abbiamo tenuta così", rivela. In un'altra scena la foglia torna all'albero.
Il tour fino a fine gennaio. A febbraio l'atteso debutto di Stefano De Martino alla guida di Sanremo. "Sono stato suo ospite. È carinissimo, un mio ammiratore. Ho cantato, abbiamo scherzato... Mi fa tenerezza, ha una faccina dolce, sembra ancora più giovane della sua età. Non vorrei stare nei suoi panni alle prese con la macchina del Festival, spaventosa. Ha spontaneità, sicurezza, rilassatezza nella conduzione. Fa 'Affari tuoi' come se fosse tra amici. Se la caverà. Gli faccio gli auguri - conclude - dal profondo del cuore. Andrà benissimo".
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