Massimo Cavazzana, sindaco indagato: avrebbe pompato i numeri degli incidenti per poter installare un autovelox
PADOVA - Avrebbe “pompato” i numeri degli incidenti su un tratto di strada per poter installare un autovelox. Con questa accusa la procura di Padova ha richiesto il rinvio a giudizio del sindaco di Tribano Massimo Cavazzana, 61 anni, vicepresidente nazionale Anci (l’associazione dei Comuni), per falso ideologico. L’udienza preliminare è stata fissata per gennaio prossimo. La postazione di rilevamento della velocità era stata installata ad agosto del 2023 su autorizzazione della Prefettura sulla strada regionale 104, meglio conosciuta come Monselice-Mare, di competenza di Veneto Strade, a due corsie e di grande percorrenza. Per il sindaco un’arteria molto pericolosa in quanto attraversa il centro di Tribano, tagliandolo in due.
Sindaco indagato, tutto è partito con un esposto
L’inchiesta, coordinata dal pm Roberto D’Angelo della Procura di Padova, era partita da un esposto presentato da un consigliere comunale di minoranza, Roberto Bazzarello, che contestava proprio il numero degli incidenti stradali presentati dal Comune alla Prefettura per ottenere l’installazione di due autovelox. Il sindaco Cavazzana aveva dichiarato, in un documento firmato digitalmente, che dal 2016 al 2020 gli incidenti erano stati 22, non mortali con 35 feriti. Bazzarello volle andare a fondo, convinto che l’operazione del primo cittadino non fosse tanto finalizzata a tutelare la sicurezza e l’incolumità degli automobilisti, ma di fare cassa a beneficio del Comune: nel bilancio di previsione 2024 l’amministrazione aveva ipotizzato un introito dalle multe di 1 milione di euro. Andando a spulciare i dati dell’Ufficio Statistica della Regione Veneto, il consigliere d’opposizione aveva trovato altri dati: gli incidenti in quello stesso periodo erano stati 10, con zero morti e 19 feriti. Di autovelox in realtà ne fu poi installato solo uno il 3 agosto del 2023, che però ebbe vita breve. Il 3 ottobre dello stesso anno fu preso di mira da “Fleximan”, il sabotatore seriale e fu abbattuto. Non fu più rimesso in funzione.
La difesa
È invece sicuro di aver agito a difesa dei suoi cittadini il sindaco Cavazzana, che ritiene la Monselice-Mare una strada molto pericolosa, percorsa spesso a forte velocità dagli automobilisti. «La fiducia nelle istituzioni e nella magistratura mi ha sempre accompagnato – dichiara – chi conosce la bontà del proprio operato non ha nulla da temere. Sono convinto di aver agito nel pieno rispetto delle norme e non ho alcun problema a metterci la faccia. Mi sono adoperato per la sicurezza sulla Strada Regionale 104 sempre nel rispetto della legalità e della trasparenza. Mi sono immediatamente messo a disposizione dei magistrati e confido che il giudice saprà comprendere la verità». Poi però spiega che su quella strada «un mio vicino di casa anni fa ha perso la vita e anche una ragazzina di 14 anni. Abbiamo studenti che per andare a scuola dall’altra parte della strada devono scendere dalla bicicletta e attraversarla con il rischio di essere investiti. Praticamente è come fosse un’autostrada. Per sette anni – aggiunge - ho combattuto affinché venisse sistemato l’asfalto, tanto che altri sindaci hanno firmato un mio documento di richiesta alla Regione». Il sindaco a sua difesa poi sostiene che quel documento con i dati inviati alla Prefettura era stato firmato digitalmente dagli uffici e che lui quel giorno era in Commissione Via.
L'accusa
«La notizia della richiesta di rinvio a giudizio del sindaco - è il commento del consigliere Bazzarello – rappresenta un passaggio importante che conferma la serietà e il fondamento del lavoro di controllo che abbiamo svolto come minoranza in questi anni e che facciamo tutti i giorni. Nel gennaio del 2024 avevamo scelto di percorrere la strada istituzionale e trasparente presentando un esposto dettagliato alla Procura della Repubblica basato su dati inequivocabili: i numeri sugli incidenti trasmessi alla Prefettura differivano in modo rilevante da quelli certificati dalla Regione Veneto. Attendiamo con fiducia il lavoro della magistratura, alla quale siamo fin da ora pienamente a disposizione: d'altronde, il nostro gruppo è sempre stato e sarà sempre dalla parte della verità e della trasparenza per il bene dei cittadini».
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