Marta Marzotto, a 10 anni dalla morte il ricordo e l’omaggio. Il figlio Matteo: “Sbranava la vita, è sempre stata fieramente una figlia del popolo”

Marta Marzotto. Nella foto accanto: Matteo Marzotto, a destra, con la sindaca Roberta Ibattici sindaca (al centro) e la compagna Nora Shkreli accanto alle tre opere d'arte
Albinea (Reggio Emilia), 24 settembre 2026 – «Mia madre è sempre stata, fieramente, una figlia del popolo. Una donna che sbranava la vita, piena di forza e di voglia di futuro, che non si è fatta abbattere né dalle zanzare delle risaie né dalla fame della guerra».
Dieci anni dopo la sua scomparsa, Marta Marzotto è tornata idealmente ad Albinea, nella terra dove è nata e che non ha mai smesso di rivendicare come parte della propria identità. Stasera (giovedì), nella Sala Civica di via Morandi, stretta dall’abbraccio di chi la ricorda con affetto, il Comune ha voluto omaggiare la celebre stilista, modella e figura della mondanità italiana, nata a Borzano nel 1931 e scomparsa a Milano nel 2016, celebrandola con la donazione di tre opere d’arte firmate dall’artista Marco Lodola, che sono state consegnate direttamente al figlio di Marta, Matteo Marzotto.
Il ritorno alle origini
Quella di stasera è stata una serata dedicata soprattutto alle origini della diva italiana e al legame con il territorio, rafforzato ulteriormente dalla presenza del figlio Matteo Marzotto, che ha condiviso con il pubblico alcuni ricordi della madre e della sua famiglia: «Posso definirmi per metà una testa squadra. Le mie radici parlano reggiano e ne sono fiero. Sono figlio di una donna tanto libera quanto fragile», ha commentato. Un appuntamento che ha riportato al centro la storia di una donna partita dalla provincia reggiana e arrivata ai vertici della moda e della mondanità italiana, senza però recidere mai il filo con le proprie radici.
La famiglia di origine contadina
Quelle di una famiglia di origine contadina, alle quali Marta è rimasta profondamente legata anche negli anni del successo. «È sempre stato un suo vanto avere la capacità di rimanere se stessa senza doversi artificiare. E’ stata una mamma reggiana a tutti gli effetti, affettuosa, fisica e calorosa. “L’uomo al centro” era un concetto che le era caro e che anche oggi mi guida nella quotidianità», ha ricordato Matteo, restituendo l'immagine di una donna capace di attraversare mondi molto diversi senza rinunciare alla propria personalità. Nel corso della serata, aperta dai saluti della sindaca di Albinea Roberta Ibattici, sono stati ripercorsi alcuni dei momenti più significativi della vita di Marta Marzotto.
"Umile sempre, modesta mai”
A fare da filo conduttore tra gli interventi della sindaca, dell’assessore alla Cultura Giacomo Mazzali e della responsabile dell’area culturale Federica Franceschini, che ha illustrato il progetto “Marta Marzotto. Umile sempre, modesta mai”, è stato dunque il rapporto con Albinea e con Borzano, il luogo della nascita e delle prime radici. Un legame familiare e sempre vivo, come testimoniato anche da Matteo Marzotto, che ha coinvolto anche la generazione successiva e che stasera è riemerso attraverso i ricordi e le testimonianze.
«Sono cresciuto con nonna Alma - ha spiegato l’imprenditore -. Nella mia educazione, quando ero bambino, c’è stata tanta reggianità. E anche da uomo adulto mia madre mi è stata sempre vicina, sostenendomi nella difficoltà e nelle vittorie».
"Affetto e calore dopo 10 anni”
Un'occasione, dunque, per riscoprire una parte della propria storia familiare e per incontrare una comunità che, a dieci anni dalla morte, continua a ricordare Marta «con un affetto e un calore che mi hanno davvero stupito e per i quali sono grato a questa comunità così autentica. Ci sono signore che ancora mi parlando di mia mamma e addirittura di mia nonna Alma». La serata ha rappresentato anche un riconoscimento alla volontà dell'amministrazione comunale di mantenere vivo il rapporto con le proprie radici e con le figure che hanno contribuito a dare identità al territorio, tanto che il progetto “Marta Marzotto. Umile sempre, modesta mai”, si inserirà nell’ambito della rassegna Primavera di donne che durerà da marzo a giugno 2027. «Vi posso garantire il prestito incondizionato di alcuni dei kaftani di mia madre per il vostro progetto», ha scherzato Matteo Marzotto.