Marsupilami 2: Salsa Palombia - Recensione - GameScore

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A cinque anni di distanza da Marsupilami: Hoobadventure, i coloratissimi abitanti della Palombia tornano protagonisti di un nuovo platform bidimensionale che sceglie una strada piuttosto precisa: non rivoluzionare quanto fatto in precedenza, ma partire dalle sue solide fondamenta per ampliare la formula nei punti giusti. Marsupilami 2: Salsa Palombia è quindi un sequel nel senso più classico del termine, immediatamente familiare a chi ha giocato il primo episodio, ma arricchito da alcune novità capaci di dare maggiore varietà all’esplorazione e soprattutto ai tre protagonisti.
La premessa narrativa rimane volutamente semplice. Una misteriosa melodia si diffonde per la Palombia, gettando gli animali del luogo nel caos e costringendoli a ballare senza sosta. Dietro alla nuova minaccia troviamo la Regina Mummia e i suoi seguaci, e naturalmente toccherà ai Marsupilami sistemare ancora una volta la situazione. La storia svolge essenzialmente il ruolo di accompagnamento tra un livello e l’altro e non cerca mai di imporsi sul resto dell’esperienza. È una scelta perfettamente coerente con la natura del gioco, che punta quasi tutto sulla piacevolezza del platforming e sull’immediatezza dell’azione.

La novità più evidente di questo capitolo riguarda direttamente Twister, Hope e Punch. Se nel precedente episodio la scelta del personaggio aveva un peso sostanzialmente estetico, questa volta ognuno di loro dispone di caratteristiche proprie. Twister rappresenta il personaggio più versatile, grazie alla possibilità di effettuare uno scatto in aria e sfruttare la coda per planare. Hope si distingue invece per le sue capacità verticali, potendo raggiungere piattaforme più elevate attraverso un salto doppio particolarmente efficace e rimanere sospesa per qualche istante aggiuntivo. Punch, infine, può trasformarsi in una palla rimbalzante, soluzione che gli consente di attraversare zone pericolose, resistere agli spuntoni e sfruttare determinati elementi dello scenario in maniera differente. Non è possibile utilizzare liberamente tutti e tre i personaggi in ogni livello, poiché gli stage mettono sostanzialmente a disposizione una coppia di Marsupilami predefinita, tra i quali possiamo passare immediatamente premendo un pulsante. È una meccanica semplice ma efficace, che aggiunge un leggero elemento ragionato alla progressione, poiché alcuni segreti e percorsi opzionali richiedono di osservare ciò che ci circonda e capire quale abilità utilizzare. Il sistema non viene forse sfruttato in ogni occasione fino alle sue estreme conseguenze e in alcuni tratti è possibile procedere senza preoccuparsi troppo del cambio di personaggio, ma rappresenta comunque un netto passo avanti rispetto a Hoobadventure.
Al netto di questo il movimento resta comunque molto piacevole; correre, saltare, rimbalzare, utilizzare la coda, concatenare uno scatto a un salto o sfruttare l’inerzia per superare rapidamente una sezione restituisce quella sensazione di fluidità indispensabile per un platform di questo tipo. La struttura del gioco è abbastanza tradizionale e si sviluppa attraverso quattro grandi mondi, suddivisi a loro volta in numerosi livelli. L’avventura inizia con una giungla che rappresenta forse lo scenario più convenzionale, ma cresce progressivamente in personalità. L’area urbana introduce automobili, elettricità e nuovi ostacoli, accompagnandoli con un’estetica piacevole e molto vivace. La parte ambientata tra montagne innevate, villaggi, grotte ghiacciate e cime sferzate dal vento è invece uno dei momenti visivamente più riusciti dell’intera avventura, oltre a proporre alcune delle sequenze di platforming più spettacolari. Non manca neppure qualche sorpresa, compreso un inseguimento decisamente movimentato. Il quarto mondo, beh, lascio a voi scoprirlo!
Il level design dà il meglio di sé quando invita a non interrompere mai il movimento. Nei momenti più riusciti ostacoli, piattaforme, nemici e oggetti da raccogliere vengono disposti in modo da creare una sorta di percorso continuo, quasi ritmico. Le influenze di Donkey Kong Country sono ancora facilmente riconoscibili, dai percorsi basati sull’inerzia fino ai tucani utilizzati in maniera simile ai celebri barili della serie Nintendo, mentre in altri aspetti, soprattutto nell’atmosfera e nella componente musicale, è difficile non pensare alla scuola dei Rayman bidimensionali. Marsupilami 2 non nasconde queste ispirazioni, ma riesce comunque a proporre un’avventura sufficientemente piacevole da reggersi sulle proprie gambe.

Raggiungere la fine dei livelli, peraltro, rappresenta soltanto la parte più immediata dell’esperienza. Salsa Palombia punta molto sui collezionabili e sui contenuti opzionali, molto più del suo predecessore. Le note musicali hanno un’importanza particolare perché servono per sbloccare gli scontri con i boss, mentre frutti e altri oggetti disseminati negli scenari incoraggiano a esplorare ogni angolo. Ci sono poi Dojo nascosti con prove rapide, che possono chiedere di raccogliere tutti gli oggetti entro determinate condizioni o distruggere elementi dello scenario, oltre alle Coppe, costruite come sequenze di sfide consecutive.
Particolarmente riuscita è la modalità Salsa, che cambia il modo di affrontare livelli già conosciuti chiedendo di raccogliere continuamente frutti per mantenere attiva una combo e aumentarne il moltiplicatore. L’obiettivo diventa così attraversare gli scenari con precisione e grande velocità, imparandone la disposizione e cercando il percorso migliore. È uno dei contenuti che valorizzano maggiormente la fluidità del sistema di movimento e offre un buon motivo per tornare sui livelli dopo aver concluso la campagna.
La quantità di attività secondarie aiuta anche a compensare quella che è probabilmente la principale debolezza del gioco: la durata dell’avventura principale. Procedendo in maniera abbastanza diretta è possibile arrivare ai titoli di coda nell’arco di poche ore, e proprio quando il level design sembra aver raggiunto la sua piena maturità arriva già il momento dei saluti. Chi invece punta alla raccolta completa delle note, ai Dojo, alle modalità Salsa e alle altre attività troverà una longevità sensibilmente superiore. In questo senso si tratta di un titolo che premia molto più il giocatore curioso e completista rispetto a chi vuole semplicemente percorrere ogni stage una volta.
Un altro elemento importante è il multiplayer locale. L’intera esperienza può essere affrontata insieme a un secondo giocatore e la natura immediata del gameplay rende il gioco particolarmente adatto a essere condiviso sul divano. Non tutti gli stage sembrano costruiti specificamente intorno alla cooperazione e la presenza di due giocatori può rendere lo schermo un po’ più caotico, oltre a semplificare parecchio alcuni boss. In compenso, le attività competitive rappresentano una piacevole sorpresa; nei Dojo sono presenti minigiochi rapidi e immediati, tra cui variazioni sul calcio e sfide nelle quali bisogna colorare la maggior porzione possibile dell’arena. Nuove mappe vengono inoltre sbloccate scoprendo ulteriori Dojo, creando un piccolo incentivo supplementare all’esplorazione.

Anche sul fronte della difficoltà Salsa Palombia cerca chiaramente di rivolgersi a un pubblico molto ampio. Il livello normale offre una sfida generalmente accessibile, anche grazie alla presenza generosa di checkpoint, mentre la modalità più semplice permette di affrontare l’avventura con vite illimitate. Chi desidera qualcosa di più impegnativo può invece scegliere il livello superiore, che riduce la quantità di energia disponibile. I boss rappresentano generalmente i picchi di difficoltà maggiori e richiedono di imparare schemi e tempi degli attacchi, senza però arrivare a livelli particolarmente punitivi. È un’impostazione che rende il gioco adatto sia ai più giovani sia agli appassionati di platform intenzionati a completare ogni attività.
Sul piano estetico Marsupilami 2: Salsa Palombia è davvero piacevole da vedere. La direzione artistica punta su colori molto saturi, personaggi espressivi e ambientazioni che sembrano provenire da un cartone animato. Le animazioni sono curate e contribuiscono alla grande fluidità dell’azione, mentre i fondali diventano progressivamente più ricchi e personali avanzando nell’avventura. Su PlayStation 5 – la versione da noi provata – tutto questo viene accompagnato da una resa fluida e reattiva, particolarmente importante in un titolo costruito intorno alla velocità e alla precisione degli input.
Qualche limite emerge soprattutto nella varietà dei nemici, con diverse creature che vengono riproposte con una certa frequenza nei vari mondi e soltanto poche aggiunte specifiche per ciascuna ambientazione. È uno degli aspetti nei quali un pizzico di varietà in più avrebbe aiutato a distinguere ulteriormente ogni zona, ma raramente compromette il divertimento. Sorprende invece positivamente il comparto musicale, che accompagna perfettamente il tono dell’avventura. Le tracce passano da momenti più rilassati a composizioni energiche e orecchiabili, dando ulteriore ritmo alle sezioni più veloci. In un gioco in cui la musica è persino parte integrante della premessa narrativa, la qualità della colonna sonora assume inevitabilmente un peso importante, e da questo punto di vista il risultato è decisamente convincente.
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Ultimo aggiornamento: 2026-09-07 at 13:50
Marsupilami 2: Salsa Palombia non ha quindi alcuna intenzione di reinventare il platform bidimensionale, né ne avrebbe realmente bisogno. Preferisce prendere una formula già funzionante e renderla più completa attraverso personaggi finalmente differenziati, livelli progressivamente più interessanti, tante attività opzionali e un multiplayer locale capace di aggiungere ulteriore leggerezza all’esperienza. La campagna principale avrebbe meritato qualche mondo in più e alcune idee avrebbero potuto essere approfondite maggiormente, ma quello che c’è è rifinito, colorato e soprattutto divertente. Si rivela così un platform piacevolissimo, immediato e tecnicamente fluido, ideale per chi cerca un’avventura leggera da completare in poche sessioni ma anche sufficientemente ricca di segreti da intrattenere più a lungo chi ama ottenere tutto. Non sarà il titolo destinato a cambiare le regole del genere, ma conferma che i Marsupilami hanno ancora parecchio da dire quando si tratta di saltare, correre e seminare il caos a Palombia.

Marsupilami 2: Salsa Palombia – Recensione
PRO
Gameplay fluido e immediato, con tre personaggi finalmente differenziati nelle abilità.
Level design piacevole e ricco di collezionabili e contenuti aggiuntivi.
Direzione artistica coloratissima, ottima fluidità e colonna sonora convincente.
CONTRO
Campagna principale piuttosto breve (e semplice).
Varietà dei nemici non particolarmente elevata.
Alcune idee, come il cambio di personaggio e la cooperativa, potevano essere sfruttate più a fondo.
8.5
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