Mario Adinolfi, dalle lotte in nome del Crocifisso al poker professionistico

Cronaca

Difesa del cattolicesimo, famiglia tradizionale e posizioni conservatrici: chi è Mario Adinolfi

Mario Adinolfi, fondatore del Popolo della Famiglia.    (ANSA/Lara Gallina)

Giornalista, autore televisivo, conduttore radiofonico, ex-deputato e giocatore professionista di poker: Mario Adinolfi, nato nel 1971 a Roma, risponde a tutte queste voci. A breve bisognerà aggiungere anche quella di “carcerato”. Sì, perché il romano, già ai domiciliari per esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario e omessa dichiarazione dei redditi, ha violato l’ordinanza utilizzando i social network.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Ma chi è Mario Adinolfi?

La carriera giornalistica

Adinolfi muove i suoi primi passi negli anni Ottanta, tra le redazioni di quotidiani cattolici come «Europa» e «Avvenire». Una volta ottenuto il tesserino da giornalista nel ’97, lavora presso la Rai e ne diventa autore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi. Nel 2001 il giornalista assume il ruolo di responsabile della comunicazione dell’Istituto per il commercio estero (Ice).

Autore di diversi saggi e romanzi, nel 2014 pubblica un suo quotidiano d’ispirazione cattolica-identitaria. L’esperienza di «La Croce» ha però vita breve: il cartaceo viene distribuito in edicola per soli quattro mesi, mentre l’online chiude a distanza di un paio di anni.

Con l’avvento dei nuovi media, Adinolfi strizza l’occhio al blogging: è tra i primi italiani a farne un forte uso, sia in ambito giornalistico che politico.

La carriera politica

Sono gli anni Novanta e il ventenne Adinolfi si approccia al mondo della politica militando nella Democrazia Cristiana e poi nel centro-sinistra. Prima di candidarsi a sindaco di Roma nel 2001 con il proprio movimento Democrazia Diretta – ottenendo poco più di 1.500 voti –il giornalista è presidente nazionale dei Giovani popolari, l’organizzazione giovanile ufficiale del Partito Popolare.

Dopo aver partecipato alla fondazione dell’associazione Generazione U per il Partito Democratico, il romano diventa deputato nel 2012 subentrando al dimissionario Pietro Tidei. In dissenso con il segretario del partito Pier Luigi Bersani, però, Adinolfi lascia il Pd.

È il 2016 quando il giornalista fonda Il Popolo della Famiglia e ne diventa presidente. Ispirato ai valori cristiani – di cui è un forte sostenitore – il partito nasce per dare rappresentanza politica ai Family Day, le manifestazioni a sostegno della famiglia tradizionale cristiana. Il consenso popolare verso il partito, però, non decollerà mai.

Nel 2022 Adinolfi ci riprova con una nuova coalizione: Alternativa per l’Italia. Anche in questo caso, i risultati alle urne sono scarsi.

In opposizione radicale alle politiche del Governo Draghi e alla gestione dell’’emergenza Covid, il programma include anche tematiche anti-atlantiste.

Le ideologie

Di forte credo conservatore, Adinolfi è contrario a tutti quei diritti da lui definiti «falsi miti di progresso»: aborto, eutanasia, matrimonio omosessuale, maternità surrogata.

Lo scorso giugno il giornalista ha fatto parlare di sé per la sua partecipazione alla manifestazione «O capiamo, o moriam\o. Difendiamo la fede, la famiglia, l’Italia e il futuro dei nostri figli», contro la «minaccia» islamica.

«Noi siamo questo: una civiltà fondata sulla croce di Cristo», ha rivendicato il romano. Armato di crocifisso, Adinolfi si batte per i valori della religione cattolica e sostiene la visione della donna sottomessa al marito, in quanto figura perno della famiglia.

La passione per il poker

Mario Adinolfi è stato il primo giocatore italiano ad arrivare al tavolo finale del World Poker Tour, circuito internazionale di tornei della specialità Texas hold ‘em, aggiudicandosi il sesto posto al Casinò di Venezia nel 2009.

Dallo stesso anno, il giornalista ha aperto un proprio blog per raccontare la sua vita di giocatore professionista di poker. Il suo legame con il poker si è tradotto anche in un libro: «La ricerca della costante». Pubblicato nel 2010, è un romanzo interamente dedicato al poker, con le sue ossessioni e le sue manie.

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