Marquez: 'Nessuno mi obbliga a continuare, ma sono competitivo e mi diverto ancora'
Il pilota Ducati è intervenuto in conferenza stampa nel giovedì di Misano e ha toccato diversi temi. "Ero stanco delle solite domande sul mio braccio, per cui ho mostrato su Instagram quanto l'infortunio in Indonesia mi abbia condizionato. Nessuno mi obbliga a continuare a correre, ma sono abbastanza competitivo e mi diverto. Mi aspetto un Bezzecchi competitivo"
FOTO DEL BRACCIO SUI SOCIAL, LA SPIEGAZIONE DI MARC
Sperava di evitare altre fastidiose domande sulla sua condizione fisica, mettendosi “a nudo” sul suo profilo social, ma la foto del braccio martoriato ha sortito l’effetto opposto. Ha acceso ancora di più la curiosità. Così Marc Marquez ha dovuto spiegare perché e percome ha deciso di mostrare il risultato di un lungo calvario di operazioni che ancora adesso, e forse per sempre, ne condizioneranno la guida. “Come ho detto ad Aragon, ero stanco delle solite domande sul mio braccio. Quando tutti parlano e speculano la cosa più semplice è essere onesti per tacitare le chiacchiere. Ho mostrato quanto l’infortunio in Indonesia mi abbia condizionato. E non ho più nulla da dire a riguardo”. Poi, ha aggiunto, spiegando la scelta del momento: “Quando nell’ Insider Ducati è venuto fuori che ero arrabbiato, ad Aragon la domanda è di nuovo saltata fuori, allora ho chiesto al team di trovare una soluzione. Ma è stata una mia idea, loro mi hanno sempre dato un feedback, ma questa è una cosa personale ed è il modo migliore di chiudere la questione. Le domande mi stavano distraendo e avevo bisogno di concentrare energie solo sulla pista. Quando qualcuno tornerà sull’argomento gli dirò che ho già risposto e non ho nulla da aggiungere”.
"Il miglior Marc sarebbe quello dei 20 anni con l'esperienza di oggi"
Inevitabile chiedergli quanto sia limitato oggi dalla sua condizione: “Posso solo adattarmi perché se cerco un set diverso, più confortevole, il tempo non arriva. Quindi dipende da me essere veloce ovunque, non importa come. In questo sport decide il tempo sul giro e non importa come ci arrivi”. Quanto sia stato duro sul piano psicologico affrontare il suo stato lo spiega lui stesso: “Appena torni in sella, dopo un infortunio, l’adrenalina copre tutto, ma se dopo qualche gare la situazione non migliora l’adrenalina scende, e rischi di perdere motivazioni perché cominci a sentire, e a capire, che cosa hai”. Sul suo futuro Marc non si sbilancia: “Nessuno mi obbliga a continuare, ma sono ancora abbastanza competitivo e mi sto divertendo. Continuerò a correre se potrò essere competitivo. E se potrò ancora essere veloce perché arrivano giovani piloti, tutti molto rapidi. E io devo lavorare di più per stare al passo, mentre una volta mi bastava l’istinto naturale. Il migliore Marquez? Sarebbe quello dei vent’anni, ma con l’esperienza di oggi”.
"Mi aspetto un Bezzecchi forte da subito"
Sulla gara di Misano resta cauto: “Non sarà come ad Aragon, dove avevo certi obiettivi raggiunti, qui devo capire il potenziale Aprilia, perché Bezzecchi fu veloce per tutto il weekend nel 2025. Mi spinse a dare massimo, ma ero nel mio momento migliore e con la moto più forte. Quest’anno me lo aspetto molto forte fin dalla FP1 e io dovrò cercare di stargli vicino. Nelle gare che restano dovrò essere molto veloce, a costo di prendermi dei rischi, perché ci sono avversari talvolta più rapidi di me altri molto costanti.”
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