Manutenzione 4.0, nasce a Dalmine il nuovo ITS per formare i tecnici richiesti dalle imprese

10 agosto 2026 | 06:36

Un percorso biennale da 2.000 ore, 25 posti disponibili e un tasso di occupazione che sfiora il 98%. Fondazione Dalmine, insieme a Fondazione Lombardia Meccatronica e Confindustria Bergamo, punta a colmare il gap di competenze nella manutenzione industriale avanzata

Bergamo. La carenza di tecnici specializzati continua a rappresentare uno dei principali ostacoli alla competitività del manifatturiero italiano. Per rispondere alla crescente domanda di competenze nell’industria 4.0, Fondazione Dalminelancia un nuovo corso ITS per Tecnico Superiore per la gestione dei processi manutentivi, sviluppato in collaborazione con Fondazione Lombardia Meccatronica e Confindustria Bergamo. L’obiettivo è formare figure professionali immediatamente spendibili sul mercato, in un settore che oggi rappresenta uno snodo strategico per l’efficienza, la sicurezza e la sostenibilità degli impianti industriali.

“Gli ITS sono la versione italiana del modello duale europeo – spiega Manuel Tonolini, direttore di Fondazione Dalmine -. Si tratta di una formazione fortemente pratica, costruita insieme alle imprese del territorio e orientata alle reali esigenze del sistema produttivo”.

Dalla manutenzione tradizionale alla fabbrica intelligente

La figura del manutentore industriale è profondamente cambiata negli ultimi anni. Accanto alle competenze meccaniche trovano sempre più spazio sensoristica, automazione, elettronica, analisi dei dati e manutenzione predittiva, tecnologie indispensabili per garantire continuità produttiva e ridurre i costi di fermo impianto. Il nuovo percorso ITS nasce proprio per accompagnare questa trasformazione. Le attività didattiche si svolgeranno anche nei laboratori di Fondazione Dalmine, dotati di attrezzature utilizzate nei moderni contesti industriali.

Un percorso costruito con le aziende

Il corso ha una durata di due anni e prevede circa 2.000 ore di formazione, articolate tra lezioni in aula, attività laboratoriali e periodi di tirocinio in azienda. La docenza sarà affidata sia ai formatori della Fondazione Lombardia Meccatronica sia a professionisti provenienti direttamente dal mondo produttivo. Una scelta che riflette la filosofia degli ITS: costruire i percorsi formativi partendo dalle competenze richieste dalle imprese. Non a caso il sistema ITS registra uno dei più elevati tassi di occupazione del panorama formativo italiano. “Il 98% dei diplomati trova lavoro – sottolinea Tonolini -. Chi sceglie questo percorso entra in un mercato che cerca tecnici altamente qualificati e offre concrete opportunità di crescita professionale”.

Investimento contenuto e sbocco occupazionale

Per il biennio sono disponibili 25 posti, con iscrizioni aperte fino a metà settembre. Il costo complessivo del corso è pari a 1.100 euro, grazie al contributo economico della Fondazione che ne sostiene gran parte delle spese. L’aspetto distintivo dell’iniziativa è però il forte coinvolgimento del tessuto imprenditoriale. Le aziende partner hanno partecipato alla progettazione del percorso e hanno già manifestato la disponibilità ad assumere i diplomati al termine della formazione, riducendo il divario tra scuola e lavoro.

La risposta al fabbisogno di competenze

L’iniziativa rappresenta l’evoluzione naturale dell’attività educativa che Fondazione Dalmine porta avanti da quasi vent’anni. “Negli ultimi anni abbiamo incontrato migliaia di studenti degli istituti tecnici”, osserva Tonolini. “Ci siamo resi conto che mancava l’ultimo passaggio: accompagnare i giovani dall’aula all’ingresso nelle imprese. La manutenzione industriale è una delle professionalità oggi più richieste e ci è sembrata la scelta più efficace per completare questo percorso”. Il corso è aperto ai diplomati provenienti da istituti tecnici, professionali e licei che intendano intraprendere un percorso altamente professionalizzante alternativo all’università. L’iniziativa si inserisce inoltre nel più ampio processo di riforma dell’istruzione tecnico-professionale, destinato a rafforzare il modello “4+2”, ispirato ai sistemi duali del Nord Europa, con l’obiettivo di rendere sempre più diretto il collegamento tra formazione e occupazione.