Mancano i posti letto, liste d’attesa infinite. In 750 chiedono aiuto ma le Rsa scoppiano

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Nel Cesenate le richieste superano di gran lunga la disponibilità e le rette toccano i 3.500 euro al mese. Pesa la drastica carenza di personale e i Comuni avvertono: "Fondi al limite, spazio solo per i privati".

Un’operatrice e un’ospite di una residenza sanitaria assistenziale (repertorio)

Un’operatrice e un’ospite di una residenza sanitaria assistenziale (repertorio)

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L’unica cosa certa è che le strutture per accogliere gli anziani non autosufficienti (private e convenzionate) non bastano. Lo dicono le liste di chi è in attesa per un posto letto. In Emilia-Romagna sono 11 mila (fonte La Repubblica del 10 aprile 2026): circa 1200 per provincia. Sono 414 quelli in attesa ad oggi tra Cesena e Vallesavio (disponibilità 567 posti letto), 346 quelli tra Rubicone e Mare (a fronte di una capienza di 291 posti).

E non è che manchi l’avvicendamento. La vita è breve per chi agli anni deve aggiungere malattie invalidanti, contesti familiari dove l’accudimento è impossibile, solitudine. E chissà cosa succederà in futuro visto che il numero degli anziani non autosufficienti è destinato ad aumentare. La vita si allunga ma la sua qualità non ha sempre lo stesso passo e anche nel Cesenate e i suoi dintorni il numero delle strutture (una quindicina con poco meno di 800 posti letto in totale) per anziani non autosufficienti è inferiore alle esigenze.

I nodi sono sempre quelli: i costi, la necessità di rimodulare la risposta sulla base di un numero sempre maggiore di non autosufficienti, la difficoltà crescente di reperire personale. I costi: in una struttura convenzionata un posto letto costa in media 106 euro al giorno, nel privato la cifra a carico degli ospiti viaggia sui 115 euro al giorno. A conti fatti dai 3.180 ai 3.450 euro al mese. Ben oltre la media di una pensione.

Per l’accesso alle strutture convenzionate c’è una filiera che parte dal medico di medicina generale che avverte i servizi per una "valutazione geriatrica" con vari professionisti. La legge prevede che per le case per anziani non autosufficienti ci siano due quote. Quella sanitaria, di circa 1.500 euro, che se l’accolla il Fondo regionale per la non autosufficienza, e quella sociale, più o meno uguale, che spetta al cittadino e ha diritto a un contributo del suo Comune variabile a seconda della situazione del reddito. Va da sé che pesa totalmente sull’ospite, o sui suoi familiari, la quota della struttura privata non convenzionata.

Carenza di personale specializzato: "Questa si sta profilando come una vera e propria emergenza - dice Annagrazia Giannini, direttrice generale della cooperativa Il Cigno, nove case residenziali per anziani tra Cesena e Rimini -. Abbiamo organizzato numerosi corsi di formazione per personale addetto ma la risposta è sempre più scarsa. Sarà d’obbligo che si guardi a persone provenienti da altri Paesi".

L’insufficienza delle strutture: "Ad oggi - evidenzia Carmelina Labruzzo, assessora ai Servizi Sociali del Comune di Cesena - noi spendiamo tutte le ricorse a nostra disposizione, non abbiamo la possibilità di autorizzarne altre. Ma non bisogna trascurare l’assistenza domiciliare". L’unica possibilità di sviluppo, dunque, è affidata ai privati. Non si può dire che il problema della non autosufficienza non sia al centro della rete di cura dei nostri territori, sia Asp Rubicone che Asp Cesena-Vallesavio hanno progetti e interventi concreti: sportelli informativi, spazi di aggregazione, Caffè Alzheimer, supporto psicologico e formativo per cargiver. Siamo lontani, si spera, da drammatici casi di cronaca che raccontano di soluzioni estreme per chi accudisce, di solito familiari lasciati soli davanti al problema, e per chi non ha più la possibilità di badare a se stesso.

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