Mamma orsa uccide un cucciolo di un’altra femmina: l’attacco ripreso dalle telecamere di sicurezza del Katmai Park
Al fiume Brooks l'orsa Bear 806 aggredisce e uccide un cucciolo della femmina Bear 909: l’attacco è stato ripreso in diretta streaming
30 Luglio 2026
La cruda realtà dell’ecosistema naturale si è mostrata senza filtri lo scorso 28 luglio attraverso gli obiettivi della piattaforma Explore.org. Nel Katmai National Park in Alaska, lungo le sponde del fiume Brooks, la femmina di orso bruno Bear 806 ha attaccato e ucciso un cucciolo nato nella scorsa primavera.
La piccola vittima era prole di Bear 909, un’orsa di 10 anni che, a causa di questo tragico evento, ha perso entrambi i piccoli con cui aveva iniziato la stagione. L’episodio rappresenta un evento straordinario per la documentazione scientifica locale: sebbene l’infanticidio tra esemplari adulti sia un fenomeno noto nel mondo animale, questo costituisce il primo caso documentato e registrato dalle telecamere tra le femmine che popolano il bacino del fiume Brooks.
Dalla condivisione dello spazio alla reazione predatoria

@Explore Bears/YouTube
Poco prima dell’aggressione, il clima appariva apparentemente pacifico, con i due piccoli a carico di Bear 806 intenti a interagire giocosamente con la vittima. Tra questi figurava Junior 128, soprannominata Biggie, una giovane orsa di due anni e mezzo adottata da Bear 806 all’inizio della primavera dopo essere stata abbandonata da Grazer.
Improvvisamente la situazione è precipitata: dopo l’inseguimento e l’uccisione, Bear 806 si è nutrita della carcassa per circa venti minuti sotto lo sguardo degli altri piccoli, sotterrandola successivamente. In seguito, un esemplare non identificato – presumibilmente la madre Bear 909, vista poco dopo a presidiare la zona scacciando gli altri animali – ha dissotterrato il corpo trasportandolo lontano dalla scena.
Comprendere l’istinto senza demonizzare l’animale
Nel corso di una diretta organizzata per analizzare l’evento, il naturalista Mike Fitz e i ranger Christine Loberg e Sarah Bruce hanno chiarito la natura etologica del gesto per evitare errate interpretazioni antropomorfe. Gli esperti hanno escluso l’infanticidio a selezione sessuale, tipico dei maschi intenzionati ad accoppiarsi, così come la scarsità di cibo, vista l’abbondanza di salmone nel fiume. La causa scatenante va ricercata nell’istinto: il tentativo di fuga del cucciolo potrebbe aver innescato una risposta predatoria automatica in Bear 806.
Come ricordato dai ranger del parco, gli orsi rimangono grandi predatori opportunisti guidati da impulsi ancestrali.
Diciamo sempre alle persone che arrivano al Brooks Camp di non scappare se incontrano un orso”, ha detto Bruce. “Non bisogna mai scappare da un orso perché, anche se li vediamo fare le cose più disparate, sono pur sempre dei predatori. Li vediamo soprattutto cacciare pesci, ma oggi abbiamo assistito a un episodio di predazione ai danni di un cucciolo, cosa che avevamo già visto anche dalle telecamere di sorveglianza. Gli orsi sono predatori.
Assistere a questi eventi attraverso le webcam non deve condurre a condanne morali, ma a una più profonda consapevolezza delle dinamiche autentiche e non edulcorate che governano il mondo animale. Per saperne di più, qui la discussione tra i ranger:
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