Malattia, cambia la durata del certificato medico. L’Inps: coperto anche il giorno prima del rilascio

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L’estensione deve essere attestata dal medico al momento del rilascio del certificato. L’Inps: la novità tiene conto delle difficoltà che oggi si possono avere nel trovare rapidamente il medico per effettuare la visita. Problemi legati anche alla progressiva riduzione dei medici di medicina generale e all'aumento dei carichi di lavoro

Una visita medica

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Roma, 14 settembre 2026 – La malattia può decorrere dal giorno precedente dalla data di rilascio del certificato e della visita del medico. 

Con la circolare 4 settembre 2026, n. 92, l'Inps ha infatti introdotto nuove indicazioni per il riconoscimento della prestazione previdenziale della malattia, con l'obiettivo di garantire una maggior tutela ai lavoratori in ragione del mutato contesto socio sanitario.

Cambia la durata del certificato medico

La circolare conferma il principio generale secondo cui la malattia decorre dalla data di rilascio del certificato medico. Tuttavia, a partire dalla data di pubblicazione, la tutela previdenziale può essere riconosciuta anche per il giorno immediatamente precedente al rilascio del certificato, quando il medico attesta che la malattia è iniziata il giorno prima della visita ambulatoriale o domiciliare.

I motivi

La novità – spiega l'istituto – tiene conto delle difficoltà che oggi possono rendere non sempre immediata l'effettuazione della visita medica, dovute alla progressiva riduzione dei medici di medicina generale, all'aumento dei carichi di lavoro e alle modalità organizzative adottate nell'assistenza territoriale. Per questo motivo l'Inps, d'intesa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha aggiornato il precedente orientamento applicativo per assicurare una tutela più uniforme ed efficace su tutto il territorio nazionale.

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"Maggiori tutele per i lavoratori”

"Questa novità, a lungo attesa dai lavoratori e dalle parti sociali, va nella direzione di una semplificazione sistemica che l'Istituto persegue con convinzione", afferma Valeria Vittimberga, direttore generale dell'Inps. "Non si tratta solo di un aggiustamento tecnico-procedurale – spiega Vittimberga –, ma di una risposta concreta alle trasformazioni che stanno attraversando l'assistenza territoriale nel nostro Paese. Riconoscere la tutela anche al giorno immediatamente precedente al rilascio del certificato, quando le circostanze organizzative lo giustificano, significa mettere il lavoratore reale al centro delle nostre procedure, senza penalizzarlo per difficoltà che non dipendono dalla sua volontà. È la dimostrazione concreta – prosegue – di quella che amiamo definire una pubblica amministrazione amica: un'istituzione che non si limita ad applicare le regole, ma le adegua costantemente ai bisogni delle persone che rappresenta".

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Il riconoscimento del giorno precedente è possibile sia in caso di visita domiciliare sia di visita ambulatoriale, purché il giorno considerato non coincida con una festività infrasettimanale e non cada di sabato o domenica, situazioni nelle quali è garantita la continuità assistenziale. Restano inoltre fermi i limiti massimi di indennizzabilità previsti dalla normativa vigente. La misura rafforza quindi la tutela dei lavoratori che, pur ammalandosi in un determinato giorno, riescono a ottenere la visita medica e la relativa certificazione soltanto il giorno successivo per ragioni organizzative o assistenziali indipendenti dalla loro volontà.

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