Mal d’auto, sulle elettriche può essere peggio: cosa manda in tilt il cervello - HDmotori.it

Il mal d’auto è uno di quei disturbi che la maggior parte delle persone hanno imparato a conoscere fin da bambini. È sufficiente una strada tortuosa, qualche frenata di troppo e il viaggio può trasformarsi in un incubo. Questa risposta fisiologica in medicina viene identificata con il termine di cinetosi, una condizione provocata dal contrasto tra ciò che vedono gli occhi e ciò che percepisce l’orecchio interno, responsabile dell’equilibrio.

In poche parole, il cervello riceve delle informazioni apparentemente incompatibili: l’abitacolo sembra fermo, ma il corpo percepisce accelerazioni, curve e decelerazioni. Da qui si scatenano una serie di reazioni spontanee come: nausea, vertigini, sudorazione fredda e malessere generale. Tuttavia, con l’arrivo delle auto elettriche, qualcosa potrebbe essere cambiato. E in negativo.

Il silenzio inganna il cervello

Al contrario delle vetture dotate di motore termico, le elettriche eliminano gran parte dei rumori e delle vibrazioni ai quali il nostro cervello è abituato. Per chi siede al volante, questo non rappresenta necessariamente un problema: il conducente conosce in anticipo la traiettoria, ed è al corrente di quando stia per frenare e accelerare.

Il passeggero, invece, subisce il movimento senza poterlo anticipare. E proprio qui può nascere il guaio. Un’accelerazione improvvisa accompagnata da un abitacolo quasi totalmente silenzioso dà al cervello meno segnali con cui prepararsi al movimento.

Alcuni studi hanno inoltre rilevato una possibile intensità maggiore della cinetosi sulle auto elettriche, con differenze nell’ordine del 10-30% in determinate condizioni. Non vuol dire che ogni passeggero soffrirà di più a bordo di una vettura a batteria, ma che alcune caratteristiche della guida elettrica possono favorire il disturbo.

Il sedile posteriore è il punto peggiore

La posizione occupata all’interno dell’auto continua a rivestire un ruolo determinante. Il sedile posteriore è generalmente quello più problematico, soprattutto quando la strada è di quelle tortuose, con sequenze di accelerazioni e frenate.

Un altro elemento disturbante può essere la frenata rigenerativa intensa. Con la modalità One Pedal, il semplice rilascio dell’acceleratore può produrre una decelerazione impattante, recuperando energia e rallentando la vettura senza utilizzare istantaneamente il pedale del freno.

Per chi è alla guida il comportamento è prevedibile. Per chi è seduto accanto o dietro, invece, quelle variazioni possono arrivare senza preavviso. E se nel frattempo si guarda lo smartphone o uno schermo, la situazione può peggiorare ulteriormente.

La coppia istantanea può aumentare la nausea

C’è poi un’altra caratteristica tipica dei motori elettrici che è sotto osservazione: la coppia disponibile immediatamente. Il motore non ha bisogno di salire in modo progressivo di regime per spingere la vettura. Basta una pressione sull’acceleratore per ottenere una risposta molto rapida. Lo sanno tutti ormai.

Il fenomeno diventa ancora più evidente sulle elettriche dotate di una cavalleria esorbitante. Un’accelerazione che per il conducente è perfettamente normale può invece risultare improvvisa e disorientante per il passeggero.

Per questo alcuni costruttori stanno lavorando sulla gestione della risposta dell’auto. Le modalità Eco o Chill, per esempio, possono rendere più progressiva l’erogazione e attenuare la frenata rigenerativa, trasformando la guida in un’esperienza più fluida.

Le Case cercano una soluzione

La ricerca sta esplorando anche soluzioni più peculiari. Tra quelle studiate ci sono illuminazione ambientale, segnali acustici e micro-vibrazioni del sedile, con l’obiettivo di fornire al cervello un’indicazione anticipata del movimento che sta per arrivare.

L’obiettivo è ridurre quella discrepanza tra ciò che gli occhi vedono e ciò che il sistema vestibolare percepisce. Ma potrebbe esserci anche un’altra soluzione, molto più naturale: l’adattamento.

Il cervello umano è plastico e può imparare a interpretare nuovi stimoli. Con l’abitudine alla guida elettrica, quindi, il sistema percettivo può progressivamente aggiornarsi e rendere meno fastidiosi silenzio, accelerazioni e decelerazioni. Per alcuni passeggeri potrebbe essere soltanto questione di tempo prima che anche l’auto elettrica diventi, semplicemente, una “cosa normale” come è quella termica.