Luigi Mangione si dichiara colpevole: “Ho sparato al ceo di UnitedHealthcare”
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Luigi Mangione si è dichiarato colpevole delle accuse federali di stalking relative all’omicidio dell’amministratore delegato di UnitedHealthcare, Brian Thompson, e ha ammesso di aver sparato a Thompson dopo averlo seguito alla conferenza degli investitori.
Il racconto di Mangione
“La mattina del 4 dicembre 2024 ho sparato al signor Thompson a Manhattan e lui è morto”, ha detto Mangione. In tribunale ha dichiarato di aver inviato un’e-mail a UnitedHealthcare, “spacciandosi per un investitore di una società che gestisce oltre 50 milioni di dollari di patrimonio, e di aver chiesto informazioni sulla conferenza”. Mangione ha presentato la dichiarazione di colpevolezza nel corso di un’udienza convocata d’urgenza presso il tribunale federale di Manhattan. L’8 settembre Mangione dovrebbe affrontare un altro processo per le accuse di omicidio a livello statale e, grazie alla sua dichiarazione di colpevolezza presso il tribunale federale, i suoi avvocati potrebbero chiedere l’archiviazione del caso a livello statale in base al principio del ne bis in idem.
Secondo la ricostruzione delle autorità, Mangione avrebbe seguito Thompson, 50 anni, per poi sparargli fuori da un hotel di New York il 4 dicembre 2024, mentre il dirigente si recava a piedi alla conferenza annuale degli investitori di UnitedHealth Group. Mentre Mangione descriveva come aveva sparato a Thompson, la moglie di quest’ultimo si è asciugata gli occhi con un fazzoletto bianco e ha pianto.
Sentenza fissata per il 18 dicembre, rischia l’ergastolo
La sentenza a carico di Luigi Mangione è stata fissata per il 18 dicembre alle 11 ora locale. Lo ha annunciato la giudice Margaret Garnett nell’udienza di oggi, in cui Mangione si è dichiarato colpevole. La giudice ha riferito che, qualora una delle parti intenda presentare testimoni in aula in occasione della sentenza, vorrebbe esserne informata con due settimane di anticipo. La giudice ha chiesto a Mangione se fosse consapevole che potrebbe andare incontro a una pena complessiva pari all’ergastolo e lui ha risposto di sì. Dopo la dichiarazione di colpevolezza, Mangione è uscito dall’aula del tribunale e l’udienza si è conclusa; resterà in custodia federale in attesa della sentenza.