Luigi Gobbo, morto il pioniere dei surgelati. La figlia Daniela: «Aveva saputo conquistarsi la fiducia dei clienti contro lo scetticismo»

AZZANO DECIMO - È scomparso all’età di 91 anni Luigi Gobbo, fondatore nel 1970 della ditta Gobbo Alimentari Surgelati di Azzano Decimo. Intraprendente e tenace, Gobbo è stato un pioniere nel campo dei surgelati in un territorio ancora legato all’acquisto giornaliero dei prodotti freschi. «Dov’è la pentola di fagioli?» è la domanda che alcuni fornitori rivolgevano al telefono alla ricerca di Luigi: un’immagine che calza bene con il suo spirito di iniziativa e il suo carattere vulcanico. 


LA CARRIERA


Originario di San Stino di Livenza, Luigi era stato per tutta la sua vita un gran lavoratore. Dopo una prima esperienza come muratore in Svizzera, durata otto anni e costellata da tanti sacrifici, aveva fatto ritorno in Italia, reinventandosi come tassista. In poco tempo, si era creato il proprio giro, in un’epoca dove avere una macchina era considerato un lusso. Nel momento in cui la vita divenne più agiata e le automobili più diffuse, Luigi decise di voltare pagina. Visionario qual era, non si faceva domande. Mollava ciò che aveva costruito per dedicarsi ad un altro progetto, ricominciando da capo. Neanche l’arrivo dei figli, Fabio e Daniela, nati dal matrimonio con la moglie Pierina, avevano fermato la sua nuova idea: avviare un’attività di surgelati. «Immagino ci sia stato dello scetticismo nei ristoratori dell’epoca quando mio padre aveva cominciato a proporgli, andando di persona, i propri prodotti» osserva la figlia Daniela. Ma Luigi aveva saputo conquistare la fiducia dei clienti. 


LA VISIONE


Un esempio tra tutti riguarda il pesce: «Io devo far conoscere i chili di prodotto senza glassatura (ghiaccio di copertura per mantenere il prodotto)», si ostinava a dire Luigi, considerato un pensiero folle dai fornitori. Tuttavia, l’idea di informare il cliente del peso netto del prodotto sgocciolato è stata vincente. «Il cliente capirà – rassicurava l’imprenditore – il mio pesce costa perché vendo cibo e non il ghiaccio». Partito con una cella frigo e un proprio mezzo per consegnare i prodotti, Luigi aveva continuato a studiare, ricercare e viaggiare per portare novità e merce di qualità ai suoi clienti. 


L’AZIENDA


Ad oggi l’azienda - una realtà che ha saputo rialzarsi nel giro di poco tempo, dopo l’incendio che l’aveva colpita nel 2024 - conta oltre 1.500 prodotti e una quindicina di dipendenti, tra questi anche i figli e la moglie Pierina, che sin da subito ha lasciato l’attività in proprio e ha seguito il marito. Dopo la scomparsa del padre, la filosofia della Gobbo Alimentari Surgelati rimane la stessa: portare alimenti base, non tanti semilavorati o prodotti elaborati, affinché ciascun cuoco possa dare sfogo alla propria creatività. «L’obiettivo di mio padre non era vendere un prodotto» spiega Daniela, che ricorda i consigli, spesso pungenti, di Luigi ai clienti. «Lui si interessava a loro, cercava di consigliare i prodotti migliori per le loro necessità – aggiunge – così infatti nasceva il rapporto di fiducia». «Mi chiedo se anche io e mio fratello abbiamo imparato tutto quello che sapeva il papà - conclude Daniela - e che ha cercato con tanta passione di trasmetterci». Luigi lascia la moglie Pierina, i figli Fabio e Daniela, la nuora Antonella, il genero Luca, le nipoti Eleonora e Sofia, la sorella, il fratello, gli altri parenti e tanti amici. Il funerale si svolgerà domani alle 10 nella chiesa di Azzano Decimo, dove oggi, ore 19, verrà recitato il rosario.