Lucio Dalla diventa un film: riprese a Bologna, Tredici Pietro sarà il giovane Gianni Morandi
Redazione 18 settembre 2026 19:32
Lucio Dalla torna nella sua Bologna. Questa volta davanti alla macchina da presa. Dopo i sopralluoghi e i preparativi sui set, da lunedì inizieranno in città le riprese di "Lucio", il biopic dedicato alla vita e alla musica del cantautore bolognese, destinato alla Rai e atteso al debutto subito dopo il Festival di Sanremo.
Un viaggio tra Bologna e Sorrento, tra l'infanzia di Dalla, i primi passi nella musica, Sanremo, l'incontro con Roberto Roversi e la nascita di "Caruso". Alla regia ci sarà Ambrogio Lo Giudice, che ha firmato la sceneggiatura insieme a Stefano Sardo.
A interpretare Dalla sarà Valentino Aquilano, cantante di origine pugliese che ha costruito una parte importante del proprio percorso artistico proprio attorno al repertorio del cantautore bolognese e che sullo schermo potrà contare anche su una notevole somiglianza fisica con lui.
Ma una delle scelte più curiose riguarda un altro personaggio fondamentale nella storia musicale bolognese: Gianni Morandi.
A interpretarlo da giovane sarà infatti Tredici Pietro, nome d'arte di Pietro Morandi, figlio dello stesso cantante di Monghidoro. Una sorta di cortocircuito tra realtà e finzione: il figlio chiamato a vestire sul set i panni del padre da giovane.
Tredici Pietro sarà suo padre Gianni Morandi
La presenza di Morandi era quasi inevitabile in un racconto dedicato a Dalla. I due artisti sono stati protagonisti di un rapporto umano e professionale lungo decenni, fino al progetto comune "Dalla/Morandi".
Nel film quel legame passerà dunque anche attraverso Tredici Pietro, rapper e cantautore che per la prima volta si troverà a rappresentare sullo schermo una versione giovane del padre.
Tra i personaggi destinati a comparire c'è poi Roberto Roversi, poeta e intellettuale bolognese con il quale Dalla realizzò negli anni Settanta una delle stagioni più sperimentali della propria carriera. Il ruolo dovrebbe essere affidato all'attore bolognese Stefano Pesce.
Per interpretare la madre di Lucio Dalla, figura centrale soprattutto negli anni dell'infanzia, la scelta dovrebbe invece ricadere su Giovanna Mezzogiorno. Nel film comparirà anche un Dalla bambino, individuato attraverso i casting svolti durante l'estate all'asilo nido di via dei Gelsi, alla Ponticella.
La casa di Dalla ricostruita sul set
Bologna non farà semplicemente da sfondo alla storia. La città diventerà uno dei personaggi del film.
Per le riprese è stata infatti ricostruita la casa dell'infanzia di Lucio Dalla in piazza Cavour, che oggi non esiste più nella forma in cui la conobbe il cantante. Per ricreare invece il collegio frequentato da Dalla saranno utilizzati gli spazi del Pio Istituto delle Sordomute, nei pressi di porta Castiglione.
Le telecamere arriveranno inoltre in alcuni luoghi strettamente legati alla storia musicale dell'artista, compresi gli studi Fonoprint, uno dei punti di riferimento della scena musicale bolognese.
Da Bologna a Sorrento per raccontare la nascita di "Caruso"
L'altra città protagonista sarà Sorrento. Proprio in Campania sono partiti nuovi casting per trovare uomini e donne che possano interpretare le comparse dell'Italia degli anni Ottanta.
Non è una scelta casuale. È a Sorrento che nacque "Caruso", una delle canzoni più celebri di Dalla e uno dei brani italiani più conosciuti nel mondo.
Il film seguirà quindi il cantautore dall'infanzia fino alla maturità artistica, passando per Sanremo, le collaborazioni con Roversi e i momenti decisivi della sua vita privata e professionale, per arrivare verso il finale proprio ai giorni della nascita di "Caruso".
"Un uomo fragile, visionario e fuori da ogni convenzione"
"Lucio" è prodotto da Rai Fiction e Compagnia Leone Cinematografica. La musica è affidata a Beppe D'Onghia, storico collaboratore di Dalla, mentre la fotografia sarà curata da Gian Filippo Corticelli.
La sinossi presenta il progetto come il racconto del percorso umano e artistico di Dalla, descritto come un uomo "fragile, visionario e fuori da ogni convenzione", capace di trasformare attraverso la musica le proprie inquietudini in un linguaggio universale.
Al centro ci saranno così non soltanto le canzoni e il successo, ma anche la dimensione più intima dell'artista: Bologna, gli affetti, la solitudine, il bisogno di essere amato e quella capacità di trasformare la propria vita in musica che ha fatto di Dalla uno degli artisti più riconoscibili della canzone italiana.