Luca Bernardo con Vannacci, polemica in Forza Italia. E anche Sala rimane stupito
L’ex candidato sindaco, capogruppo azzurro, aderisce a Futuro Nazionale. Non è escluso che possa essere il frontman del generale alle comunali di Milano del prossmi anno

L’ex candidato sindaco del centrodestra Luca Bernardo ha aderito a Futuro Nazionale

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google
Milano – Un fulmine a ciel sereno. Il capogruppo di Forza Italia in Comune Luca Bernardo, candidato sindaco del centrodestra alle elezioni comunali del 2021, aderisce a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.
Dal moderatismo azzurro all’estremismo di destra del partito del generale. Una mossa che ha lasciato stupefatti molti, a partire dal sindaco Giuseppe Sala (“Bernardo in FN? Lo troverei molto strano, ci parlerò, mi sembra una scelta un po’ particolare”). Ma è tutto vero. A metà pomeriggio di ieri una nota informa i cronisti che oggi alle 11, negli uffici dei gruppi consiliari comunali in via Marino, è convocata una conferenza stampa con Bernardo e il consigliere regionale di FN Luca Ferrazzi, coordinatore lombardo in pectore del partito di Vannacci. “Per questa occasione speciale sarà presente in videocollegamento il generale Roberto Vannacci”, chiosa la nota.
Occasione speciale, sì, perché con l’arrivo di Bernardo il partito di Vannacci sbarca ufficialmente nel Consiglio comunale milanese, in cui da qualche settimane stava corteggiando alcuni consiglieri della Lega, che però, per adesso, non hanno lasciato il partito di Salvini. A sorpresa, invece, ecco l’adesione del moderatissimo Bernardo. Moderatissimo almeno fino a ieri. “L’adesione di Luca Bernardo – conferma poco dopo l’uscita della nota Ferrazzi – segna un nuovo passo nel percorso di crescita di Futuro Nazionale, contribuendo a rafforzarne la presenza politica nella città di Milano e a consolidare il radicamento del movimento sul territorio e nelle istituzioni”.
Dopo Palazzo Lombardia, in cui lo scorso 26 febbraio hanno aderito al partito vannacciano Luca Ferrazzi e Pietro Macconi, ecco l’ingresso a Palazzo Marino di Bernardo. Una mossa che potrebbe avere un ulteriore risvolto politico. Futuro Nazionale, infatti, ha annunciato la sua corsa alle elezioni comunali milanesi del 2027 e nel caso in cui non sarà stretta un’alleanza con il centrodestra, almeno a livello cittadino, il candidato sindaco di Futuro Nazionale potrebbe essere proprio Bernardo, il primario di pediatria che nel 2021 provò a sfidare la ricandidatura di Giuseppe Sala a Palazzo Marino, ma con un esito del tutto negativo, tanto che il primo cittadino uscente vinse al primo turno con il 57,7% dei consensi. Bernardo si fermò al 32%. Una batosta per il centrodestra con tanto di polemica sul porto d’armi che Bernardo non aveva ammesso di avere e ulteriori accuse – smentite dall’interessato – di aver portato una pistola all’interno dell’ospedale dove lavora.
Eppure lo scorso 29 giugno, con un’intervista, il capogruppo azzurro aveva fatto sapere al centrodestra di essere pronto a ricandidarsi a sindaco. Un appello, il suo, caduto nel vuoto, tanto che lunedì, al pranzo convocato dal presidente del Senato e dirigente di FdI Ignazio La Russa con gli aspiranti sindaci del fronte moderato-sovranista, Bernardo non è stato neanche invitato. Un passaggio che non deve essere stato irrilevante nella scelta dell’ex candidato sindaco del centrodestra ad aderire a FN, anche se il suo primo incontro con Ferrazzi risale a un mese fa.
In Forza Italia, intanto, scoppia la polemica. A dar fuoco alle polveri è il consigliere comunale degli azzurri Alessandro De Chirico, che due anni fa fu sostituito da capogruppo in Comune proprio per lasciare spazio a Bernardo, che aderì in quel momento a FI su invito della coordinatrice cittadina Cristina Rossello e dell’assessore regionale Gianluca Comazzi. “Rimango a bocca aperta nel leggere che Bernardo ha annunciato di aderire a FN – attacca De Chirico –. Con Vannacci non vedo convergenze. Scelte sue che non discuto. Però non posso rimanere in silenzio se penso a ciò che accadde due anni fa quando, senza alcun segnale, fui defenestrato da capogruppo del partito nel quale milito da sempre unicamente per accogliere un consigliere comunale in più e con l’unico intento elettorale perché c’erano le Europee. Dove sarebbe quel merito di cui qualcuno si riempie la bocca per il proprio tornaconto? Dopo due anni non mi spiego perché mi fecero questo e con oggi le domande non possono che aumentare”. Ora FI dovrà nominare il nuovo capogruppo: De Chirico o Deborah Giovanati?
© Riproduzione riservata