Lovaglio: “Mps banca europea”. Le offerte per Bpm e Banca Generali. L’ad: “Valore senza dividere”

Mercati freddi, il Financial Times lo boccia. Il contrattacco di Rocca Salimbeni si basa su due Ops del valore di 34 miliardi

Luigi Lovaglio, 71 anni, amministratore delegato e direttore generale di Banca Mps (Imagoeconomica)

Luigi Lovaglio, 71 anni, amministratore delegato e direttore generale di Banca Mps (Imagoeconomica)

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Milano, 21 agosto 2026 – Un campione nazionale del credito. È quello che nascerebbe unendo Mps con Banco Bpm e Banca Generali, forte di una capitalizzazione di mercato di circa 80 miliardi e che si posizionerebbe tra le prime dieci banche europee e al secondo posto in Italia per crediti alla clientela e rete di sportelli. Il giorno dopo la contrastata approvazione da parte del cda della banca senese della doppia mossa difensiva contro la scalata al Monte di Intesa Sanpaolo, l’ad di Mps Luigi Lovaglio rivendica in call con gli analisti il valore della sua proposta con la quale "stiamo creando un gruppo italiano più forte, di rilevanza europea, radicato nell’economia nazionale e pronto a competere in un settore in continua evoluzione. Il nostro modello crea valore attraverso un’integrazione e non attraverso uno spezzatino. Uniamo la scala nazionale alle radici locali senza perdere vicinanza ai clienti". Lovaglio parla al mercato, che ha accolto però con una certa freddezza la sua contromossa (-1,3% Mps, -2% Banca Generali, -0,4% Banco Bpm e -0,6% Intesa in Borsa) alzando il velo sulla strategia per divincolarsi dall’abbraccio del gruppo guidato da Carlo Messina. Negativa anche la reazione del Financial Times, che, in un articolo, ha definito il piano "qualcosa di totalmente folle".

Sede della Banca Monte dei Paschi di Siena (Imagoeconomica)

Sede della Banca Monte dei Paschi di Siena (Imagoeconomica)

Le offerte per Banco Bpm e Banca Generali

Il contrattacco progettato da Rocca Salimbeni si basa su due offerte pubbliche di scambio volontarie per un corrispettivo complessivo di circa 34 miliardi: 25,3 per Banco Bpm e 8,72 per Banca Generali. Per la prima il rapporto di cambio è stato fissato in 1,567 azioni Mps di nuova emissione per ciascuna azione Banco Bpm, implicando un prezzo d’offerta pari a euro 16,729 per azione e nessun premio. Per lo scambio sulla banca private posseduta al 50,1% da Generali, il rapporto è stato fissato in 6,958 azioni Mps per ciascuna azione Banca Generali, implicando un prezzo d’offerta pari a 74,284 euro con un premio del 10%.

Ai soci di Mps andranno poi 4 miliardi, 1 miliardo cash e 3 in titoli Generali, pari al 4,5% della quota posseduta. Il restante 9% del Leone di Trieste (che non ha all’odg cda) resterà in pancia alla controllata Mediobanca che verrà integrata in Mps. L’istituto senese promette di superare i15 miliardi di dividendi tra il 2026 e il 2030. Il gruppo che nascerà con 810 miliardi di masse totali garantirà "l’integrità e la salvaguardia dei rispettivi brand". Le due offerte non sono condizionate una all’altra ma Lovaglio ritiene di portarle entrambe in modo amichevole a termine con successo.

Il cronoprogramma prevede il 29 ottobre l’assemblea straordinaria. Essendo oggetto dell’Opas da 30,6 miliardi di Intesa Sanpaolo, Mps si trova sotto passivity rule: per approvare il piano servirà quindi il benestare dei due terzi del capitale. Le autorizzazioni da parte delle authority sono attese per novembre e il tutto concludersi a febbraio. Tempi più lunghi rispetto all’offerta di Intesa che ha convocato l’assemblea per l’aumento di capitale il 10 settembre e vorrebbe far partire l’Opas in autunno per chiuderla entro Natale. Saranno gli azionisti quindi che decideranno la sfida con i dubbi che riguardano il ruolo che avranno i francesi di Crédìt Agricole, primi soci di Banco Bpm con il 29,3% piuttosto che i grandi azionisti di Mps come Delfin e Caltagirone mentre il cda di Banca Generali, riunito ieri, ha fatto sapere di aver preso atto dell’offerta di Mps, non sollecitata né concordata, e che la valuterà secondo le modalità previste dalla legge.

"Il punto cruciale" delle offerte di Mps avvertono gli analisti di Kepler Chevreux resta che il Monte "sembra aver avviato le operazioni senza un sostegno garantito da parte di Generali o del Crédit Agricole". Per Ignazio Angeloni, economista ed ex componente del Consiglio di vigilanza della Bce invece "Lovaglio dimostra ancora una volta coraggio, fantasia e capacità di azione rapida. Altra questione è però quello che è realistico fare e, soprattutto, quello che è bene fare dal punto di vista del sistema bancario italiano e di quello europeo. Consiglierei al dottor Lovaglio di chiedere aiuto a Tom Cruise, quello di Mission Impossible"

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