Louis Dassilva a Le Iene: “A chi mi chiama assassino dico ‘Vi voglio bene’”

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Il 36enne, unico imputato per l’omicidio di Pierina Paganelli assolto in primo grado, apre la porta di casa sua insieme alla moglie e racconta la propria vita in libertà dopo 694 giorni di carcere

Louis Dassilva con la moglie Valeria Bartolucci dal profilo Instagram de 'Le Iene'

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Rimini, 27 settembre 2026 – Camicia bianca con fantasie geometriche e sorriso, apre la porta di casa insieme alla moglie Valeria Bartolucci. Appare così durante un pranzo a base di cappelletti in brodo, che fa da sfondo a un’intervista al centro della puntata di ‘Le Iene presentano: Inside’ dall’emblematico titolo ‘Chi ha ucciso Pierina Paganelli?’. Oltre tre mesi dopo l’assoluzione per l’omicidio di Pierina Paganelli, Louis Dassilva parla della sua quotidianità e dei suoi rapporti con la moglie, gli amici, che, come sottolinea, “sono tutti in pace”. Accanto a lui la moglie Valeria precisa: “No, no, non ci siamo lasciati. In barba a chi pensava di aver distrutto tutto”. E, tra baci e abbracci al marito, aggiunge: “Stiamo cercando di riappropriarci di quella che è la vita delle persone di tutti i giorni perché comunque ci sono delle cose che purtroppo non si possono eliminare”. Poi Valeria dice che “ci sono quelli che sono convinti che abbia trionfato la giustizia e ci sono quelli che invece sono convinti che non è stato così. E ci sono quelli che ti guardano male o comunque con sospetto”.

"Mi sento come d’autunno sugli alberi le foglie...Devastato”

Louis Dassilva a ‘Le Iene’ parla della propria quotidianità e ricorda il passato da cuoco. E’ lui a cucinare un piatto di cappelletti in brodo di manzo. E mentre cucina risponde così alla domanda su come stia: “Mi sento come d’autunno sugli alberi le foglie”. Una citazione poetica su cui la moglie Valeria incalza: “La foglia è attaccata al ramo ma potrebbe cadere da un momento all’altro”. Dassilva aggiunge: “Mi sento devastato”.

Poi il 36enne racconta la vigilia della sentenza che a giugno lo ha visto assolto in primo grado dopo 694 giorni di carcere: “Non ho dormito”. I giorni in carcere? “Uno peggio dell’altro, ho fatto lo sciopero della fame cinque sei giorni”. Dassilva poi ritrova il sorriso parlando della propria vita da uomo libero: ha ricominciato a fare il metalmeccanico e il resto della giornata “facciamo dei girettini”.

“A chi mi chiama assassino dico ‘Vi voglio bene’”

Il 36enne poi parla dei suoi rapporti personali con la moglie, gli amici, che, come sottolinea, “sono tutti in pace”. Con la moglie Valeria, in particolare, non si sono lasciati. Alla domanda se siano o meno una coppia è lei a rispondere decisa: “Sì, mi piace dirlo”. Lui si dice innamorato. Certo, la vita non è facile, alcune persone “guardano male o comunque con sospetto” ma c’è “la forza di andare avanti quando incontri qualcuno che ti sostiene”. Dassilva dice poi di essere migliorato dopo tutta questa vicenda “con la pazienza” ma anche peggiorato “con la paranoia” nel senso di temere “qualcuno che ti segue, qualcuno che ti può fare male”. Infine un’ultima domanda dell’inviato delle Iene: “Qualcuno da casa guarderà questa intervista e dirà che abbiamo pranzato con un assassino. Tu cosa rispondi?”. E il 36enne: “Vi voglio bene”

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