Lorena Isceri, video-appello del papà: «Non accada più ad altre donne». Meloni e Schlein: «Noi ci siamo»

«Prendete provvedimenti affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più». È l’appello che Franco Isceri, padre di Lorena uccisa per mano del suo ex fidanzato, ha rivolto oggi, tra le lacrime, alla politica e alle istituzioni italiane. Chiede unità, norme votate all’unanimità, più lavoro nelle scuole e il potenziamento dei centri antiviolenza. «Un padre distrutto», dice di sé, ricordando la figlia, 45 anni, «educata, studiosa, dedita al lavoro», con tanti sogni che ora non ha più. La premier Giorgia Meloni ha raccolto l’appello: «Davanti a tragedie come quella di Lorena - ha detto - nessuno può pensare che quanto fatto sia sufficiente». Ogni donna uccisa, ha scritto la presidente del Consiglio, «è una sconfitta per tutti». «Continueremo a fare la nostra parte, fino in fondo». Al padre di Lorena risponde anche il vicepremier Antonio Tajani, promettendo che il suo appello «non rimarrà inascoltato». «Mi impegnerò con tutto me stesso, e con me tutto il mio partito», scrive, «al di là di qualsiasi steccato ideologico». Dall’opposizione arriva la voce della segretaria del Pd Elly Schlein: «Siamo vicini al dolore e alla disperazione di questo papà. La sua è una storia che strazia il cuore». Schlein ringrazia Franco per aver trovato, «in un momento di grandissimo dolore», la forza di avanzare «richieste concrete e puntuali che sentiamo di fare nostre».

L’INDAGINE

Mentre il dolore della famiglia diventa un appello politico, l’inchiesta della Procura di Firenze che procede per omicidio volontario, mette a fuoco un elemento decisivo: la premeditazione. Sono numerosi gli elementi raccolti che fanno propendere gli investigatori per la possibilità che l’omicidio sia stato preparato. Nella vettura di Federico Vella, rimasta parcheggiata vicino all’abitazione di Lorena, la Squadra mobile ha trovato fascette monouso, forbici e un lungo lenzuolo, oltre allo scotch. Gli investigatori ritengono che proprio il nastro adesivo possa essere servito a coprire la fotocellula del garage, impedendo alla porta di chiudersi e permettendo all’uomo di aspettare nascosto l’arrivo della ex nel condominio del quartiere di Rifredi dove l’ha rapita. Lì una vicina di casa della vittima ha confermato ieri di aver visto Vella nei giorni precedenti effettuare dei sopralluoghi.

I SOCCORSI

La ricostruzione investigativa è quindi quella di un vero agguato. Lorena, rientrata dal lavoro, viene aggredita nel garage, immobilizzata con le fascette e rinchiusa nel bagagliaio del suo Suv. Da lì riesce a prendere il cellulare di servizio e a chiedere aiuto al 112, alle 14.10. Quella telefonata, durata circa venti minuti, è ora agli atti della Procura: servirà a ricostruire la successione esatta di quei momenti, dalla richiesta d’aiuto all’arrivo degli agenti sul viadotto. «Mi ha rapito, mi vuole uccidere», esordisce Lorena in chiamata. Dall’altro capo del telefono c’è un’agente che cerca di calmarla, mentre altri operatori provano a localizzare la vettura. Gli inquirenti dovranno capire ora se i soccorsi siano stati tardivi, se si potesse geolocalizzare prima l’auto e se la procedura prevista in questi casi sia stata seguita correttamente. Lorena riesce però a inviare la propria posizione soltanto negli ultimi minuti della chiamata. È possibile che proprio quel lungo contatto con il 112 abbia insospettito Vella: l’uomo si accorge di ciò che sta accadendo nel bagagliaio e ferma improvvisamente l’auto sull’A1, all’altezza di Barberino di Mugello. «Cosa stai facendo?», è l’ultima frase che si sente nella registrazione al 112. Quando gli agenti arrivano, Vella ha già gettato Lorena nel vuoto. Poi l’ultimo atto sul viadotto: la lunga trattativa per convincerlo a non suicidarsi. Un video mostra il 36enne chiedere agli agenti di sparargli, e ripete «Mi odiate tutti», poi si lascia cadere.

Domani l’autopsia stabilirà se la donna fosse ancora viva quando è stata gettata dal viadotto. Intanto stasera Firenze torna dove tutto è cominciato. Alle 21, dalla casa della 45enne, partirà la fiaccolata organizzata dalla sindaca Sara Funaro per Lorena e per tutte le vittime di violenza.

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