Lorena Isceri, la salma torna a Squinzano: il padre bacia la bara, la madre stringe l’orsacchiotto

I genitori di Lorena abbracciano la bara
I genitori di Lorena abbracciano la bara

di Paola COLACI

3 Minuti di Lettura

mercoledì 9 settembre 2026, 10:39 - Ultimo aggiornamento: 14:53

Lorena è tornata a casa. Poco dopo le 10 la salma di Lorena Isceri, la 45enne di Squinzano uccisa il 4 settembre dall’ex fidanzato Federico Vella, è arrivata nel suo paese per l’ultimo saluto. Ad accogliere la bara bianca c’erano i genitori, piegati da un dolore che si è tradotto in pochi gesti, potentissimi. Papà Franco si è avvicinato al feretro e lo ha baciato. La mamma, rientrata con il feretro da Firenze, stringeva invece tra le mani l’orsacchiotto di Lorena bambina, uno dei ricordi della figlia che ha voluto portare con sé anche in questo ultimo giorno.

La camera ardente

La camera ardente è stata allestita nella chiesa Maria Regina, in via Risorgimento, la parrocchia della famiglia e la stessa nella quale Lorena era stata battezzata. Qui, insieme ai familiari, anche il sindaco Mario Perde.
Già dai primi minuti è cominciato il continuo viavai di persone: parenti, amici, conoscenti e semplici cittadini hanno raggiunto la chiesa per fermarsi davanti alla bara e portare un saluto, un fiore o una parola di vicinanza alla famiglia.

Video

L testimonianza del professore

«Era una bambina speciale.

Ricordo la sua bravura e la sua umiltà. Pur essendo tra le migliori della classe, forse la migliore, era semplicissima. Scherzosa con i compagni, attenta in classe. Intelligentissima. Non si metteva mai al di sopra degli altri. Peccato». E' il ricordo di Fernando Tomasi, insegnante di matematica di Lorena Ischeri alla scuola media Carducci di Squinzano.

Alle 17 i funerali

Alle 17, nella stessa chiesa, saranno celebrati i funerali. Squinzano si fermerà per accompagnare Lorena nel suo ultimo viaggio.

I drappi rossi alle finestre

Alle finestre e ai balconi sono comparsi anche drappi rossi, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne e contro i femminicidi: un segno che accompagna il dolore della comunità e trasforma l’ultimo saluto a Lorena anche in un messaggio collettivo.

Il sindaco: ferita aperta che non si rimarginerà mai

«In questo momento il silenzio è il modo più giusto per esprimere cordoglio, affetto e vicinanza alla famiglia. Lorena è una ferita aperta che non si rimarginerà mai nei cuori della nostra comunità e di tutta Italia». Sono le parole del sindaco di Squinzano, Mario Pede, entrando nella chiesa Maria Regina dove questo pomeriggio il parroco, don Vanni Bisconti, celebrerà i funerali di Lorena Isceri, la 45enne uccisa nei giorni scorsi a Firenze dall'ex compagno. Oggi a Squinzano è stato proclamato il lutto cittadino. "È stato un un momento in cui Squinzano si è vista unita nel dolore - ha aggiunto il sindaco - e lo testimoniano sia gli addobbi», fiocchi, nastri e palloncini rossi affissi su molte case e strade della città, «che i momenti di vicinanza organizzati in questi giorni per la famiglia e per Lorena e anche i tantissimi volontari, che io ringrazio, non solo della Protezione civile, ma anche di associazioni e semplici cittadini, che si sono messi a disposizione anche per dare una mano in occasione del rito funebre, perché per noi andare a gestire il flusso che si prevede non è semplice». «Vedere - ha concluso Pede - che c'è tanta buona volontà e tanto affetto da parte di tantissimi nostri concittadini in qualche modo scalda il cuore in questo momento così drammatico». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA