Litoranea Otranto-Leuca, stop alle corse: controlli lungo la strada e largo alle bici vista mare

di Donato NUZZACI
3 Minuti di Lettura
lunedì 5 ottobre 2026, 08:02
Il rombo dei motori di grossa cilindrata e le frenate al limite si sono trasformati, cambiando radicalmente volto e offrendo uno scenario di tranquillità. Dopo il drammatico incidente di domenica 27 settembre e la morte di due motociclisti brindisini in località Torre Minervino, la litoranea provinciale 358 Otranto-Santa Cesarea Terme-Leuca, sembra aver mutato ritmo. L’incidente e gli annunci del varo imminente di un piano d’intervento tra la Prefettura e i comuni costieri interessati, hanno fatto segnare un primo cambiamento nelle abitudini, soprattutto dei veicoli a motore a due ruote.
Ad attraversare nel fine settimana questa provinciale denominata “delle Terme Salentine” e considerata la quinta tra le dieci strade più belle d’Italia, sono state per quasi tutto il tempo le ruote dei ciclisti e il ronzio discreto di auto e moto da turismo di piccola cilindrata, condotte da persone che si godono il panorama senza fretta. Senza il traffico pesante, si riesce di nuovo ad ascoltare il fruscio del vento tra le fronde dei pini (quei pochi rimasti tra Santa Cesarea e Porto Badisco dopo la devastazione degli incendi), ad accarezzare con gli occhi il costone roccioso e a godere di una vista unica sul mare del canale d’Otranto.
A garantire la normalità ci hanno pensato le pattuglie delle forze dell’ordine, in particolare delle volanti dei Carabinieri della compagnia di Maglie e della stazione di Poggiardo, che hanno effettuato dei posti di blocco mirati anche in località Torre Minervino. La loro presenza, insieme a quella di altre forze di polizia statale e locale, ha diffuso un maggiore senso di sicurezza, trasformando quello che era un luogo di rischio in un’atmosfera distesa. I controlli sulla litoranea hanno permesso di mantenere sotto osservazione la situazione, con tanto di inviti per automobilisti e motociclisti a procedere con maggiore prudenza e rispetto delle regole.
Intanto, si discute su come rendere più sicura questa strada. C’è un progetto di riqualificazione della Provincia che prevede la realizzazione di una ciclopedonale da Otranto a Leuca. L’intervento riguarderà oltre 50 chilometri di strada con l’introduzione di sistemi di controllo della velocità, l’installazione di telecamere nei varchi di tutto il tracciato. C’è pure chi propone l’installazione di bande rumorose e sistemi antiscivolo che potrebbero produrre una percorrenza rallentata e prudente. Un’altra proposta viene dal naturalista Oreste Caroppo, della Rete Comitati Civici per l’Ambiente del Salento, con la quale si intende far «riconquistare la bellezza della litoranea con punti di sosta e guardrail in legno. La vera svolta - spiega - risiede nel trasformare la litoranea in una strada paesaggistica a bassa velocità, restituendola alla sua vocazione contemplativa. Poiché l’arteria ricade interamente nel Parco naturale regionale costa Otranto-Santa Maria di Leuca, ogni intervento deve dialogare con il contesto ambientale. Va fatta la sostituzione delle barriere, i freddi e impattanti guardrail in metallo dovrebbero essere rimpiazzati da barriere in legno». Secondo Caroppo, «vanno creati anche dei punti di osservazione, attraverso slarghi e piazzole paesaggistiche bordate da muretti a secco e staccionate in legno, che permetterebbero a viaggiatori, ciclisti e automobilisti di fermarsi ad ammirare la bellezza del Canale d’Otranto, delle montagne albanesi e delle isole greche, tra costa rocciosa e flora mediterranea. L’obiettivo non è blindare la natura, ma educare a viverla, rallentando e valorizzando il rispetto della vita e del territorio».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA