Lite, spari e un giovane ferito al volto: l’ex guardia giurata patteggia 5 anni

I carabinieri intervenuti nei pressi della colonna di San Sebastiano per effettuare i rilievi sul caso I carabinieri intervenuti nei pressi della colonna di San Sebastiano per effettuare i rilievi sul caso
I carabinieri intervenuti nei pressi della colonna di San Sebastiano per effettuare i rilievi sul caso I carabinieri intervenuti nei pressi della colonna di San Sebastiano per effettuare i rilievi sul caso

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mercoledì 2 settembre 2026, 09:42 - Ultimo aggiornamento: 10:11

Cinque anni di reclusione con il patteggiamento. Si chiude così la vicenda giudiziaria di Francesco Arcangelo Puzzovio, 24enne leccese accusato di tentato omicidio per l’aggressione avvenuta il 20 novembre scorso a Copertino. All’inizio dell’estate l’imputato, assistito dall’avvocato Raffaele Benfatto, aveva concordato la pena con la sostituta procuratrice Erika Masetti. L’intesa è stata approvata dalla giudice del Tribunale di Lecce Tea Verderosa.

Puzzovio, all’epoca dei fatti guardia giurata, era finito ai domiciliari con braccialetto elettronico il 24 novembre 2025.

La misura era stata disposta dal gip Marcello Rizzo dopo l’interrogatorio e dopo che il giovane si era allontanato in seguito al ferimento di un 25enne di Copertino, ricoverato in Rianimazione al Vito Fazzi con un proiettile conficcato nella mascella. I fatti si erano verificati nelle prime ore del 20 novembre nel centro storico di Copertino, all’uscita del locale Mangianastri. Secondo la ricostruzione, la lite sarebbe scoppiata per futili motivi di campanilismo tra leccesi e copertinesi. Durante l’interrogatorio Puzzovio aveva riferito di aver ricevuto un pugno dal 25enne, che poco prima avrebbe lanciato una bottiglietta d’acqua di plastica contro un’amica. A quel punto si sarebbe abbassato e avrebbe indietreggiato, premendo per due volte il grilletto della sua pistola Walther con l’intento, secondo la sua versione, di spaventare gli aggressori e senza voler colpire nessuno.

Una ricostruzione che non aveva convinto il gip. Le immagini acquisite durante le indagini avrebbero infatti mostrato che il 24enne non aveva sparato in aria, ma in direzione della vittima, raggiunta al volto da uno dei proiettili. Anche l’esplosione di due colpi era stata ritenuta incompatibile con il solo intento di intimidire. Il giudice aveva escluso anche la legittima difesa: il 25enne era disarmato e Puzzovio, per sottrarsi alla lite, avrebbe potuto allontanarsi utilizzando la propria auto, parcheggiata a pochi metri. Il procedimento si chiude ora con il patteggiamento a cinque anni.

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