LINK in difficoltà: problemi per il veicolo che dovrebbe salvare il telescopio Swift della NASA
La missione che punta a prolungare la vita del telescopio spaziale Neil Gehrels Swift Observatory della NASA ha incontrato un ostacolo importante. Il veicolo robotico LINK, sviluppato da Katalyst Space Technologies e lanciato lo scorso 3 luglio, ha infatti riscontrato una serie di problemi durante la fase di messa in servizio in orbita che stanno costringendo il team rivedere il piano della missione.
Nonostante la situazione sia delicata, sia Katalyst che la NASA confermano che la missione non è stata cancellata, gli ingegneri stanno già lavorando per recuperare il controllo del veicolo e valutare se sarà comunque possibile raggiungere e catturare Swift.
Indice:
- LINK ha perso il controllo dell’assetto durante il commissioning
- I sistemi principali restano operativi e il recupero è già iniziato
- Una missione con una finestra temporale molto limitata
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2.299€LINK ha perso il controllo dell’assetto durante il commissioning
Secondo quanto comunicato da Katalyst e dalla NASA, nel corso del fine settimana LINK ha iniziato a manifestare anomalie nel sistema di controllo dell’assetto; il veicolo è entrato in una rotazione multiassiale, causando interruzioni intermittenti delle comunicazioni con il centro di controllo e persino un riavvio del bus di bordo.
Le analisi preliminari hanno individuato un quadro più complesso del previsto, due delle tre ruote di reazione installate sul veicolo risultano infatti fuori servizio a causa di problemi legati al sistema di alimentazione elettrica a monte, mentre anche il sistema di propulsione a gas freddo (RCS) ha perso parte delle proprie funzionalità.
Le ruote di reazione rappresentano uno degli elementi fondamentali per l’orientamento di un veicolo spaziale, modificando la velocità di rotazione delle ruote interne è possibile controllare con estrema precisione l’assetto senza consumare propellente. Una capacità che diventa ancora più importante durante operazioni particolarmente delicate come l’avvicinamento e l’aggancio con un altro veicolo spaziale. La perdita di due ruote di reazione, unita alle limitazioni del sistema RCS, rende quindi molto più complesso il profilo della missione.
I sistemi principali restano operativi e il recupero è già iniziato
Nonostante le difficoltà, la situazione non è considerata irrecuperabile, Katalyst sottolinea infatti che gli altri sottosistemi principali di LINK continuano a funzionare regolarmente.
La navicella mantiene un bilancio energetico positivo, è in costante comunicazione con il team di controllo e risultano operativi il sistema di propulsione elettrica, il braccio robotico, i sensori dedicati alle operazioni di rendezvous e prossimità (RPO), oltre ai collegamenti radio in banda S e banda L.
Per arrestare la rotazione del veicolo gli ingegneri stanno utilizzando proprio i propulsori elettrici cardanici, normalmente impiegati per il trasferimento orbitale; l’azienda ha confermato di aver già iniziato questa serie di accensioni e che i primi risultati mostrano l’effetto desiderato, con una progressiva riduzione della velocità di rotazione della navicella.
Una volta riportato LINK a una configurazione stabile, il lavoro proseguirà con un aggiornamento dei sistemi di guida, navigazione e controllo, che dovranno essere adattati alla nuova configurazione del veicolo. Prima di autorizzare qualsiasi manovra verso Swift, gli schemi di controllo aggiornati e il software di bordo saranno sottoposti a simulazioni complete e test a terra per verificare il comportamento dell’intero sistema.
Solo dopo queste verifiche LINK potrà iniziare le manovre per raggiungere un’orbita coellittica con Swift, effettuare le necessarie ispezioni di prossimità e, se le condizioni di sicurezza e lo stato del veicolo lo consentiranno, tentare la cattura del telescopio.
Una missione con una finestra temporale molto limitata
L’aggiornamento rappresenta un passo indietro rispetto a quanto comunicato dalla NASA appena una decina di giorni fa, quando sembrava che i problemi iniziali di controllo dell’assetto, compreso il malfunzionamento di una delle ruote di reazione, fossero stati risolti.
La posta in gioco è particolarmente alta perché LINK è stato progettato per eseguire una missione senza precedenti: avvicinarsi al telescopio spaziale Neil Gehrels Swift Observatory, agganciarlo e trasferirlo su un’orbita più alta, estendendone così la vita operativa.
Swift, lanciato nel 2004, continua ancora oggi a osservare lampi di raggi gamma e numerosi altri fenomeni transitori dell’Universo; tuttavia il telescopio non era stato progettato per essere sottoposto a operazioni di servicing robotico e la sua orbita sta progressivamente decadendo.
Proprio per questo motivo il tempo a disposizione non è illimitato, secondo le previsioni della NASA, dopo il prossimo autunno la quota orbitale del telescopio potrebbe non consentire più di tentare questa missione di recupero, rendendo le prossime settimane decisive per il futuro di LINK e dello stesso osservatorio spaziale.
Per il momento Katalyst mantiene comunque un atteggiamento fiducioso, l’azienda ribadisce che la missione resta attiva e ritiene che, nonostante le modifiche rese necessarie dai problemi emersi durante il commissioning, esiste ancora un percorso praticabile per raggiungere Swift e completare con successo l’operazione.